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Varda che Lavoro
Palazzo Pretorio sarà la nuova sede del Centro per l’Impiego di Bassano di Veneto Lavoro. Entro l’anno l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’immobile per un costo di 2,2 milioni di euro, di cui 1,2 finanziati da Veneto Lavoro con fondi PNRR
Pubblicato il 20 mar 2025
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E così, uno degli edifici di proprietà del Comune di Bassano ipotizzati in passato dall’amministrazione comunale come una delle sedi distinte del “Tribunale diffuso” della Pedemontana, non essendo sufficiente il nuovo Tribunale ad ospitare l’intero personale previsto in pianta organica, non è più a disposizione a tale scopo.
Perché Palazzo Pretorio ha finalmente il suo destino, e di tutt’altro tipo: diventerà la nuova sede cittadina del CPI (Centro per l’Impiego) di Veneto Lavoro, l’ente strumentale della Regione Veneto che fornisce servizi al cittadino per il mercato del lavoro e dell’impiego.
È insomma la versione più avanzata e più strutturata del vecchio ufficio di collocamento, tanto per capirci.
Il fu “Salone delle Feste” di Palazzo Pretorio (foto Alessandro Tich)
Il trasferimento di Veneto Lavoro dalla sua attuale e non più sufficiente sede in largo Parolini allo storico palazzo in centro storico (più storico di così, non si può) era nell’aria già da tempo ed anzi le prime interlocuzioni con l’amministrazione comunale per valutare la fattibilità del trasloco d’ufficio risalgono al 2019.
Ma non si tratta di un trasloco qualsiasi: perché prima di pensare al lavoro, bisogna pensare ai lavori.
L’ampia porzione di Palazzo Pretorio compresa tra via Vittorelli e via Matteotti e interessata dall’intervento, già sede della Pretura di Bassano, versa infatti in uno stato di degrado e pertanto deve essere sistemata.
In particolare il grande e a suo modo mitologico “Salone delle Feste”, già sede di balli e veglioni della Bassano che fu, oggi è in condizioni di completo abbandono.
Per annunciare il raggiungimento dell’accordo tra Comune e Veneto Lavoro e il conseguente avvio dell’operazione viene convocata una conferenza stampa nel locale di Palazzo Pretorio che diventerà la futura sala riunioni dell’ente regionale, che è già stato uno degli uffici della Pretura e in cui l’antico passato dell’edificio vincolato è testimoniato da elementi architettonici come la “nicchia confinaria” sul muro che vedete a sinistra nella foto di gruppo pubblicata in calce a questo articolo.
Ah, quanto mi piace mettere ogni tanto queste informazioni da Architectural Digest.
“Appena insediato, sono stato contattato da Veneto Lavoro con la richiesta di trovare nuovi spazi per il Centro per l’Impiego tramite l’utilizzo di fondi PNRR e mi sono subito attivato - esordisce il sindaco Nicola Finco -. Questo è un intervento strategico che punta non solo a potenziare i servizi per il lavoro, ma anche a restituire funzione e dignità a un immobile storico nel cuore della città. I centri servizi e gli uffici pubblici devono rimanere nel centro storico, perché creano vitalità.”
Il progetto, elaborato da Veneto Lavoro nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), riguarda la ristrutturazione di una superficie complessiva del Palazzo di circa 800 mq, suddivisi su due livelli.
Nella fattispecie, saranno ricavati 13 uffici, la già citata sala riunioni, un’area ricevimento, i servizi igienici e una zona ristoro al secondo piano dell’immobile, per una superficie complessiva di oltre 535 mq; ulteriori uffici, l’archivio e altri locali di servizio saranno invece realizzati al terzo piano, su una superficie di oltre 220 mq.
La “nuova veste” dell’ex Pretura garantirà piena accessibilità, spazi moderni e funzionali, in linea con le esigenze degli operatori e degli utenti dei servizi per l’impiego.
“L’immobile è già stato attenzionato, in particolare per il “Salone delle Feste” - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Viero -. Era previsto un intervento di 400mila euro per la messa in sicurezza del Salone, che da oltre trent’anni è messo così.”
L’accordo con Veneto Lavoro ha ovviamente rovesciato le carte in gioco, portando all’intera ristrutturazione dell’imponente vano.
Nello spazio del Salone sarà edificato un soppalco intermedio e qui saranno realizzati i 13 uffici dell’ente regionale, collocati su due file sovrapposte.
L’intervento prevede l’investimento complessivo di 2,2 milioni di euro, di cui 1,2 milioni finanziati da Veneto Lavoro tramite fondi PNRR (Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 1 “Politiche per il lavoro”, Investimento 1.1.).
Il restante milione di euro viene cofinanziato dal Comune di Bassano del Grappa, di cui 623.759 euro tramite fondi propri e 376.240 euro col ricorso ad un nuovo mutuo.
I lavori, che prenderanno avvio entro l’anno, dovranno concludersi (e non “dovrebbero”, perché in quanto a scadenze il PNRR non scherza) entro il 30 giugno 2026.
Varda che Lavoro.
Ma perché a Bassano del Grappa c’era bisogno di un Centro per l’Impiego nuovo?
“Avere un posto adeguato, bello, vicino e attrattivo per le imprese e per tutte le persone che sono in difficoltà, è importante”, afferma il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone che poi rimarca quanto sia rilevante il bacino di utenza:
“Cambiare lavoro è molto più frequente rispetto a venti anni fa e le imprese hanno difficoltà a trovare personale. Si calcola che nel 2030 mancheranno all’appello in Veneto circa 400mila persone in età lavorativa. La fascia di età avanzata 45-65 colma solo parzialmente il deficit.”
“Questa sede potrà diventare la cittadella del lavoro e del welfare - continua il direttore -. Un polo sistematico di formazione per tutte le agenzie formative e per le competenze trasversali, soprattutto le competenze digitali che sono ancora delle barriere per l’accesso a tanti servizi e quelle linguistiche per i cittadini di origine straniera.”
Il Centro per l’Impiego di Bassano del Grappa è al servizio di 17 Comuni del comprensorio e la sua platea potenziale, pari al 20% dei residenti nell’intera provincia di Vicenza, è di oltre 100mila persone.
Ad esso fanno inoltre riferimento 14.500 imprese attive sul territorio, la maggior parte delle quali nei settori del commercio, del manifatturiero e dell’edilizia.
La banca dati dell’ente accerta che nel Bassanese i disoccupati sono più di 8.000.
Solo lo scorso anno sono stati attivati 4.170 appuntamenti, avviati 1.050 tirocini e più di 3.000 persone sono state inserite nel percorso di accompagnamento al lavoro.
Il Centro insiste su un territorio particolarmente dinamico anche nel marcato del lavoro, che nel 2024 ha registrato un saldo di 550 posti di lavoro in più e un volume complessivo di circa 18.700 assunzioni.
“L’unica difficoltà viene riscontrata nel settore industriale del Made in Italy, in particolare della moda, ma sul versante manifatturiero il saldo è ancora positivo - specifica il direttore Barone -. Non è vero quindi che “sta crollando l’economia”. L’economia sta rallentando, ma sta ancora crescendo. Cresce di meno, ma cresce ancora. Nel mese di febbraio anche il mercato del lavoro è cresciuto ancora.”
“L’incremento dell’utilizzo del nostro servizio permette una positiva attivazione delle persone attraverso l’accompagnamento alla transizione del lavoro, grazie alle politiche attive di formazione, orientamento e scouting”, conferma Lisa Lora, dirigente dell’U.O.T. (Unità Operativa Territoriale) di Vicenza di Veneto Lavoro.
“L’anno scorso - prosegue - abbiamo accompagnato più di 1.000 persone con le politiche attive nazionali e oltre 500 con le politiche attive regionali. Abbiamo inoltre segnalato 2.500 persone alle aziende del territorio. L’analisi dei fabbisogni attraverso molte progettualità ad hoc consente di individuare un percorso formativo che sia efficace.”
“Avere una sede in centro storico a Bassano - aggiunge la dirigente - vuol dire anche lavorare ancora di più in sinergia coi Servizi Sociali del Comune.”
La richiesta, del resto, non manca.
In tutta la Regione, Veneto Lavoro gestisce una media di 5.000 - 6.000 offerte di lavoro al mese, di cui 700 nella sede di Bassano.
Sono solo alcuni numeri di quello che ormai è un centro storico per l’impiego.
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