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La diga del Vanoi divide la maggioranza in consiglio regionale. Respinta una mozione delle minoranze che impegnava la Regione ad esprimere un parere contrario al progetto, ma 28 consiglieri escono dall’aula per non votare
Pubblicato il 28 gen 2025
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La diga del Vanoi: è ancora solamente un’idea progettuale ma è già in grado di dividere le acque, nella fattispecie della politica e in modo ancora più particolare della maggioranza di centrodestra del consiglio regionale del Veneto.
Come ho riferito nell’articolo precedente, a seguito della conclusione del Dibattito Pubblico sul DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) il CdA del Consorzio di Bonifica Brenta ha deciso di proseguire l’approfondimento progettuale della diga e del bacino idrico del Vanoi.
Un intervento - quasi totalmente collocato in territorio trentino - che dovrebbe fungere da grande serbatoio d’acqua per le esigenze di irrigazione del territorio agricolo di pianura di competenza del Consorzio medesimo, area del Bassanese compresa, in caso di emergenze ambientali per siccità.
L’esito della votazione sul tabellone dell’aula del consiglio regionale
La questione che già da tempo ha instaurato un conflitto politico “Trentino contro Veneto” si è ora nuovamente abbattuta, con la novità annunciata dal Consorzio di Bonifica, sul lavori del consiglio regionale del Veneto a Venezia.
Già ieri i due consiglieri regionali di Europa Verde Renzo Masolo e Andrea Zanoni avevano trasmesso alle redazioni un comunicato stampa ricordando l’opposizione di EV al progetto del serbatoio del Vanoi “fin dalla prima ora”.
“Le criticità di questo progetto - dichiarano - si sommano tra di loro, tanto da preoccupare cittadini e amministratori per l’impatto sull’ambiente, ma anche i rischi di tenuta dell’infrastruttura alla luce della memoria di quanto accaduto nel Vajont.”
“Non soddisfa assolutamente questa memoria - prosegue la nota - la Relazione conclusiva del dibattito pubblico che esprime, con una certa dose di cerchiobottismo, preferenze per l'opzione C proposta dai progettisti, esprimendo dunque lo scarsissimo ascolto prestato alle documentate e rilevanti preoccupazioni sin qui espresse dai cittadini così come dalle stesse strutture di giunta.”
“Servono - concludono Masolo e Zanoni - scelte tecnicamente sicure, efficaci e sostenibili per affrontare una questione emergenziale come la siccità, e la diga del Vanoi non solo non è efficace, ma è anche rischiosa, elemento questo che condivide con un’altra opera elettoralmente simbolica e tanto cara al Capitano di Pan: il Ponte sullo Stretto di Messina. L'acqua non ha confini, ma di certo ha memoria.”
Il “Capitano” è ovviamente il leader della Lega nonché ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Mentre “Pan” altri non è che Giuseppe Pan, capogruppo della Lega in consiglio regionale, cittadellese, sostenitore assoluto del progetto della diga e del serbatoio del Vanoi.
Ho dovuto spiegarvi un attimo chi è il “Capitano di Pan”, dal momento che Capitan Uncino e Peter Pan qui non c’entrano.
Dall’Isola che non c’è, passiamo alla seduta del consiglio regionale di oggi a Palazzo Ferro Fini a Venezia.
Tra i punti all’ordine del giorno, è stata discussa e votata anche una mozione delle minoranze (prima firmataria la capogruppo Dem Vanessa Camani) affinché “La Regione del Veneto esprima un parere contrario alla realizzazione del serbatoio del Vanoi”, sostenuta in aula dagli interventi dei consiglieri del PD Chiara Luisetto, Jonathan Montanariello e Francesca Zottis nonché di Renzo Masolo e Andrea Zanoni (Europa Verde), Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) ed Erika Baldin (M5S).
L’esito della votazione è stato a dir poco clamoroso, per il modo in cui è stato raggiunto.
Il documento è stato respinto, ma grazie all’uscita dall’aula di ben 28 consiglieri di maggioranza che hanno comunque garantito il numero legale e il cui abbandono dei seggi, a norma di regolamento, è formalmente considerato come voto contrario.
Risultato finale: 12 favorevoli, 1 contrario, 1 astenuto, 28 non partecipanti al voto.
Mozione bocciata.
In sede di dichiarazione di voto, il consigliere Alberto Villanova (Lega), dopo aver accusato la minoranza “di fare solo una strumentalizzazione politica”, ha annunciato:
“Non parteciperemo al voto, ma comunque lasceremo ai consiglieri interessati libertà di scelta.”
Detto, fatto: i due consiglieri di maggioranza bellunesi Silvia Cestaro e Giovanni Puppato (Lega) sono rimasti al loro posto e hanno votato a favore della mozione, esprimendo la contrarietà del territorio bellunese rispetto al progetto Vanoi.
“Oggi in consiglio regionale sul tema della diga di Vanoi la destra si è divisa mai come prima”, commenta Elena Ostanel di Il Veneto che Vogliamo.
“Una maggioranza che, come ho detto in aula, si conferma profondamente spaccata - continua -. Oggi finalmente sappiamo che chi governa la Regione non è contrario ad un’opera su cui abbiamo ricevuto oltre 14.000 firme qui in consiglio, come invece hanno fatto le Province di Belluno e di Trento e tanti altri consigli comunali. Nascondersi dietro la libertà di coscienza per un voto come questo è davvero incredibile e poco serio.”
“La mia posizione sulla diga del Vanoi è chiara fin dall’inizio: l’intervento s’ha da fare. Il territorio ne ha bisogno e non può più aspettare, la situazione ambientale e climatica lo impongono.”
Indovinate chi lo ha detto? Ma ovviamente Giuseppe Pan (capogruppo Lega) da Cittadella.
“Ho solo seguito la via dettata dai sindaci che esprimono la maggioranza all’interno del Consorzio di Bonifica Brenta progettista della diga - ha aggiunto -. Loro la vogliono, loro rappresentano i cittadini: noi portiamo la voce anche in questo consiglio delle 51 amministrazioni comunali tra il Vicentino e il Padovano, nonché delle amministrazioni provinciali, a favore dell’intervento.”
“I pareri contrari a quest’opera non si contano più, a partire da quello delle Province di Belluno e Trento, dei tecnici della Regione Veneto, di tanti consigli comunali, di molti amministratori locali, di chi ha partecipato ai dibattiti pubblici gestiti dal Consorzio di Bonifica che hanno visto volutamente esclusa la provincia interessata e delle migliaia di cittadini che hanno sottoscritto la petizione consegnata in Consiglio regionale”, commentano invece Renzo Masolo e Andrea Zanoni di Europa Verde.
“Chi invece rifiuta di esprimersi concretamente alla luce di questi No è la Lega, la stessa Lega che governa in territori dove i cittadini non vogliono questa specifica diga - aggiungono -. La Lega perde l’occasione per porre fine al cerchiobottismo e si inventa la libertà di coscienza segmentata territorialmente che le consente di votare sì diga a Cittadella e no diga a Belluno, mentre a Venezia è un ni.”
“Il Consorzio di Bonifica Brenta, che ha in mano il progetto, non ha mai fatto un’audizione nel territorio bellunese, ma in questi mesi la società civile si è mossa per dire chiaramente di no”, affermano Silvia Cestaro e Giovanni Puppato della Lega.
Appellandosi alla libertà di voto che l’intergruppo di maggioranza ha lasciato ai consiglieri territorialmente interessati, i due leghisti hanno espresso contrarietà al progetto.
“Come rappresentanti del Bellunese siamo ovviamente contrari, non c’era bisogno della mozione delle opposizioni - commentano Cestaro e Puppato -. Che nemmeno hanno voluto provare a mediare su un testo pieno solo di inutile ideologia.”
Per la serie: il testo fa schifo, ma metto “mi piace”.
Un’altra corrente di pensiero sul Vanoi, rappresentata da Fratelli d’Italia, è quella del “lasciar fare ai tecnici”.
Per Lucas Pavanetto (FdI) “il parere dei tecnici è fondamentale: riteniamo quindi opportuno non partecipare al voto per lasciare spazio a chi ha la competenza tecnica per esprimersi. Riteniamo opportuno che sia la giunta e non il consiglio, sulla base di pareri tecnici, a prendere una decisione, dare un indirizzo.”
Idem Joe Formaggio (FdI), il quale ha ritenuto che, in merito, debbano esprimersi i tecnici della giunta regionale.
A proposito: la giunta regionale è presieduta da quel Luca Zaia che in merito al progetto del Vanoi ha dichiarato che “non possiamo permetterci un altro Vajont”.
“Sulla mozione una maggioranza spaccata, senza coraggio, non va oltre le ambiguità e umilia il territorio bellunese”, dichiara senza mezzi termini la capogruppo del Partito Democratico Vanessa Camani.
“Il risultato politico - aggiunge - è chiaro: il centrodestra sulla diga del Vanoi è incapace di dire una parola definitiva. Un fatto grave che racconta di un governo regionale ostaggio di ambiguità e incoerenza. I rischi di questa infrastruttura esistono e di fronte all’impossibilità di garantire la piena tutela delle popolazioni, il nostro no è netto e senza tentennamenti.”
Comunque sia, e seppure in questo modo così anomalo e divisivo, la mozione delle minoranze è stata respinta e pertanto la maggioranza di centrodestra in Regione ed in particolare la Lega confermano il loro appoggio o per meglio dire la loro “non contrarietà” al progetto del Vanoi.
Ma che faDiga.
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