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Dismissione Don Cremona, ipotesi di un futuro polo scolastico all’IC1 e creazione di un polo montessoriano in Rondò Brenta inglobando la Pascoli (con stoccata del sindaco alle minoranze): presentante le linee guida del Tavolo sul riordino scolastico
Pubblicato il 29 lug 2025
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Scuole dell’obbligo a Bassano: è arrivato il momento di azionare il frullatore per farne un condensato, da qui ai prossimi anni, in grado di far fronte all’inesorabile calo demografico della popolazione scolastica.
Lo prevedono le linee guida concordate al Tavolo sul dimensionamento scolastico, promosso dall’amministrazione comunale, composto da tutti gli attori coinvolti nella tematica (sindaco, assessori comunali all’Istruzione e ai Lavori Pubblici, consiglieri comunali, dirigenti scolastici dei tre istituti comprensivi cittadini, rappresentanti dei genitori, presidente dell’intercomitato dei quartieri) e coordinato dal dirigente scolastico in quiescenza nonché già provveditore agli studi per la provincia di Vicenza Carlo Alberto Formaggio.
Dal Tavolo sono quindi emerse delle specifiche indicazioni operative che vengono rese note in conferenza stampa dal sindaco Nicola Finco, dall’assessore comunale all’Istruzione Marina Bizzotto e dalla presidente della V commissione consiliare Servizi alla Persona e Istruzione Patrizia Fietta.
L’assessore all’Istruzione Marina Bizzotto, il sindaco Nicola Finco e la presidente di commissione Patrizia Fietta (foto Alessandro Tich)
“Il nostro impegno già espresso in campagna elettorale era quello di rivedere la geografia degli istituti scolastici in città - esordisce il sindaco Finco -. Ci troviamo ad affrontare due problemi: il calo demografico e la quantità di edifici scolastici in città che costituiscono un patrimonio importante ma vecchio e non sono più adeguati a una popolazione scolastica in costante diminuzione.”
“Sulla base di questi dati il Tavolo ha elaborato le linee guida per la pianificazione nel corso degli anni - aggiunge il primo cittadino -. Abbiamo anche concordato che ogni anno al termine delle iscrizioni, tra marzo e aprile, ci incontreremo di nuovo per fare le opportune valutazioni. La nostra volontà è quella di mantenere le scuole di periferia nelle frazioni che finché ci saranno iscrizioni alle classi prime saranno tutte aperte.”
L’assessore Marina Bizzotto parte col fornire i dati della città che invecchia senza un adeguato ricambio di nuove leve generazionali.
A partire dal calo delle nascite: a Bassano del Grappa nel 2024 sono nati 239 bambini e nell’anno in corso, con dato aggiornato al 30 giugno, i lieti eventi sono stati 118, con un trend comunque in discesa rispetto all’anno precedente.
Per non parlare delle proiezioni: nell’anno scolastico 2029/30, ultimo anno di riferimento della attuale amministrazione comunale, rispetto ad oggi si prevede un calo di 409 alunni e di 24 classi nelle scuole primarie e di 157 alunni e 7 classi nelle scuole secondarie di primo grado o vecchie scuole medie che dir si voglia.
“Su questi dati di partenza è stato fatto il ragionamento del Tavolo - spiega l’assessore -. Il Comune si trova attualmente a gestire 25 edifici scolastici tra elementari, medie, asili e scuole materne. La volontà è quella di cominciare un dialogo permanente per analizzare la situazione.”
Ma la situazione, intanto, ha generato i primi cambiamenti.
La prima importante modifica all’attuale status quo scolastico è la potenziale dismissione della scuola primaria Don Cremona, storico esempio di sinergia tra pubblico e privato, che da settembre non avrà più la classe prima, come peraltro già comunicato ai genitori nel novembre dello scorso anno dalla dirigenza dell’IC2.
La prospettiva concordata con gli stessi genitori è quella di mantenerla aperta fino al termine naturale della frequenza delle classi rimaste, anche se già fra due anni le classi funzionanti saranno soltanto due: il che, come rilevano gli amministratori comunali, dal punto di vista gestionale “non è il massimo” e già allora bisognerà pensare ad una soluzione provvisoria.
La soluzione definitiva nel prossimo futuro sarà invece quella di spostare il bacino di utenza della scuola in dismissione nella nuova scuola Canova, che disporrà di 25 classi e che “potrà introitare i bambini anche della Cremona”.
Riguardo invece all’IC1 che comprende le scuole al nord della città, l’assessore Bizzotto esprime la necessità di “verificare le esigenze rispetto alla volontà di investire su un nuovo polo scolastico nel futuro” sul modello di quanto già avvenuto o già previsto a sud, con la media Bellavitis 2.0 e la futura nuova primaria Canova in quel di Santa Croce.
“Gli edifici sono vetusti - afferma l’esponente di giunta riguardo all’IC1 - e il concetto di scuola di prossimità è stato superato dalle scelte didattiche dei genitori.”
Più complessa è invece la situazione all’IC3 che le raggruppa le scuole in destra Brenta e che, come vedremo, prevede un unico destino per le due scuole primarie maggiormente presenti nelle cronache mediatiche degli ultimi mesi: la Pascoli di viale Diaz, chiusa e dismessa a seguito dei noti problemi strutturali, e la San Francesco d’Assisi in Rondò Brenta.
Ma, come dice il saggio, andiamo con ordine.
Partiamo dalla scuola primaria Giovanni Pascoli.
La vecchia e ormai inadeguata sede di viale Diaz, come conferma il sindaco, non sarà più riaperta e l’edificio sarà inserito nel piano delle alienazioni del Comune.
Dopo la parentesi “scolastico-giudiziaria” nella sede del nuovo Tribunale di via Marinali, gli allievi della Pascoli, scuola ad indirizzo montessoriano, saranno adesso allocati negli spazi dell’Istituto Scalabrini per due anni, terminati i quali la scuola primaria necessiterà finalmente di una nuova sede definitiva.
Qual è quindi l’“unico destino” della Pascoli e della San Francesco di Rondò Brenta?
“Dal Tavolo - rivelano sindaco e assessore - è emersa la volontà di spostare la scuola Pascoli a Rondò Brenta e di portare là il polo montessoriano. In Rondò Brenta il metodo Montessori è già seguito dalla scuola dell’infanzia. Confermiamo l’urgenza di mantenere un presidio scolastico in quel quartiere.”
Il “problema” Rondò Brenta era sorto a seguito del fatto che per il prossimo anno scolastico nella scuola primaria non partirà una classe prima.
A fronte di sole 11 iscrizioni, il provveditore ha decretato infatti la “non costituzione” della prima classe. Tuttavia, 4 degli 11 bambini frequenteranno comunque la San Francesco, in una pluriclasse assieme agli allievi di terza. Gli altri 7 alunni sono stati invece iscritti dai genitori nelle scuole di quartiere XXV Aprile e di San Lazzaro, prescelte anche per l’opzione di avere il tempo pieno.
La creazione del nuovo polo montessoriano in Rondò Brenta non è ancora un progetto in via di definizione ma una proposta dell’amministrazione: spetterà al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo 3, con cui il dialogo è comunque “costante”, la decisione definitiva sulla sua attuazione.
“Noi siamo disposti ad investire sull’ampliamento della parte strutturale - affermano sindaco e assessore -. La scuola di Rondò Brenta è piccola e attualmente ospita 68 alunni e quest’anno in quartiere è nato solamente un bambino. Vogliamo mantenere quella scuola ed anzi ampliarla ma il piano didattico è di competenza della dirigenza scolastica. L’obiettivo è quello di evitare lo spopolamento di Rondò Brenta.”
Ma è proprio sulla scuola di Rondò Brenta che parte un improvviso attacco del sindaco alle minoranze.
“Quella delle minoranze è una polemica strumentale”, dichiara Finco riferendosi alla mozione che sarà presentata nel prossimo consiglio comunale e che, se approvata, impegna il sindaco ad “implementare azioni concrete e mirate per mantenere aperta la scuola primaria San Francesco d’Assisi nei prossimi anni scolastici”, come riferito nel mio precedente articolo “Minoranze United”.
“Il Tavolo ha affrontato la questione del polo montessoriano e di Rondò Brenta sin dall’inizio, presente anche un consigliere di minoranza - incalza il sindaco -. Nessuno ha mai detto di chiudere Rondò Brenta. Quella delle minoranze è una polemica intollerabile.”
C’è anche l’aspetto, sottolineato dalla mozione delle opposizioni, che la scuola primaria San Francesco d’Assisi “ha permesso di sviluppare negli anni una solida rete di relazioni e collaborazione tra le famiglie, che ha assicurato e continua ad assicurare un elevato livello di coesione sociale e un’efficace integrazione dei nuovi residenti nel tessuto cittadino”.
“Noi vogliamo che quella di Rondò Brenta sia una scuola che integri, perché oggi è una scuola che non integra”, ribatte Finco in conferenza stampa.
“Non integra” in che senso?
“Quella di Rondò Brenta è l’ultima scuola di quartiere rimasta in città - chiarisce il sindaco -. È anche l’unica scuola per la quale l’amministrazione paga un doposcuola. I bassanesi che non risiedono in quel quartiere non portano però i loro figli a Rondò Brenta. È una scuola di quartiere, con classi con più culture, ma non è un modello di integrazione. Perché sia una scuola che integri deve richiamare l’interesse del resto della città e la creazione del polo montessoriano risolverà il problema delle famiglie bassanesi che non portano i loro figli in quel contesto. Questo è il modo migliore di fare integrazione.”
Praticamente, è stata l’anticipazione in esclusiva dell’intervento del sindaco nel prossimo consiglio comunale.
“Il Tavolo ha lavorato molto bene con tutte le componenti presenti”, commenta la presidente di commissione Patrizia Fietta.
“Quelle che sentiamo e leggiamo sono tutte cose buttate in aria - aggiunge riferendosi alle critiche delle minoranze -. Abbiamo pensato ai ragazzi, alle famiglie e all’ambiente in cui devono lavorare le insegnanti. Il polo montessoriano in Rondò Brenta è un valore aggiunto che darà linfa nuova a questo quartiere.”
In definitiva, la strada intrapresa dall’amministrazione comunale è quella di una progressiva razionalizzazione del patrimonio scolastico in cui i ritorni economici delle operazioni di alienazione, come nel caso della Pascoli, saranno reinvestiti nelle scuole.
“L’obiettivo - conclude l’assessore Marina Bizzotto - è di garantire a tutti una scuola al passo coi tempi, e che sia dignitosa.”
Sono i compiti per casa che dovranno essere eseguiti, a patto che non li mangi il cane.
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