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Il cane che si morde la toga
Quello che emerge nero su bianco dal ddl del Governo: l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa avverrà a scapito delle risorse degli altri Tribunali, il cui circondario sarà modificato una volta approvata la legge
Pubblicato il 23 lug 2025
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Diciamolo subito e una volta per tutte: negli atti ufficiali del Governo il nome “Tribunale della Pedemontana” non esiste.
La sostanza non cambia perché il circondario giudiziario previsto dallo schema di disegno di legge governativo per il ripristino del Tribunale di via Marinali, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, è sempre quello, comprendente 72 Comuni delle tre Province di Vicenza, Padova e Treviso. Tra cui anche i 14 Comuni dell’Alto Vicentino (Breganze, Caltrano, Calvene, Carrè, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Salcedo, Sarcedo, Thiene, Valdastico e Zanè) che assieme ad altri 14 Comuni dello stesso territorio, non compresi invece nel progetto “pedemontano”, lo scorso mese di marzo avevano trasmesso al ministro Nordio una lettera di netta contrarietà all’istituzione del presidio di giustizia in riva al Brenta.
Per l’Esecutivo quello che si intende ripristinare è il “Tribunale di Bassano del Grappa”. Punto e basta. Nello Stivale della nuova geografia giudiziaria, che dovrà essere approvata dal Parlamento per entrare in vigore, il nome “Pedemontana” sarà solamente quello della superstrada a pedaggio.
Foto FulBic il drone - archivio Bassanonet
Ma entriamo finalmente nel merito del documento approvato dal CdM.
La proposta legislativa di iniziativa del Governo, che peraltro era stata ampiamente annunciata e che quindi i bassanesi aspettavano più della stessa stagione degli Asparagi, è formalmente denominata “Schema di disegno di legge recante disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie”.
Di tutto il suo impianto - relativo al ripristino anche di altre sedi di giustizia, tra cui quelle di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto in Abruzzo - quello che ci riguarda e che ci interessa è l’articolo 2, il quale prevede che “nel distretto della Corte di Appello di Venezia sono istituiti il Tribunale di Bassano del Grappa e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bassano del Grappa”.
L’articolo 2 elenca i 72 Comuni compresi nella giurisdizione del Tribunale di Bassano del Grappa e parla anche di schei.
Per la realizzazione delle nuove strutture giudiziarie viene autorizzata una spesa di 682.464 euro per l’anno 2026, mentre per il funzionamento delle stesse vengono stanziati 772.500 euro per il 2025 e 1.314.400 euro a decorrere dal 2027, con l’indicazione delle relative voci di bilancio.
Attenzione però a quello che viene stabilito dall’articolo 4 del disegno di legge.
Fino adesso la “narrazione” dei sostenitori del progetto giudiziario bassanese (sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari in primis) aveva continuato a ripetere come un mantra che l’istituzione del Tribunale della Pedemontana, pardon di Bassano del Grappa, non sarebbe avvenuta “a risorse invariate” e cioè non avrebbe tolto risorse agli altri Tribunali - Vicenza in primis ma anche ovviamente Padova e Treviso -, il che significa che sarebbero state previste risorse aggiuntive.
Ma ecco cosa si legge all’articolo 4, che riguarda la determinazione degli organici e la nomina di dirigenti dopo l’approvazione definitiva della legge che spetterà al Parlamento:
“Con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Superiore della Magistratura, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è determinato l’organico dei magistrati del Tribunale di Bassano del Grappa e della Procura della Repubblica presso il medesimo Tribunale e sono altresì apportate le eventuali variazioni agli organici dei magistrati dei Tribunali e delle Procure della Repubblica il cui circondario è modificato dalla presente legge.”
La stessa cosa vale per il personale amministrativo:
“Con decreto del Ministro della Giustizia, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è determinato l’organico del personale amministrativo dei Tribunali di Bassano del Grappa, Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto e delle Procure della Repubblica presso i medesimi Tribunali e sono altresì apportate le necessarie variazioni agli organici del personale amministrativo dei Tribunali e delle Procure della Repubblica il cui circondario è modificato dalla presente legge.”
Riguardo invece al modo in cui viene prevista la copertura dell’organico, indicato nell’articolo 5:
“Alla copertura dell’organico dei magistrati del Tribunale di Bassano del Grappa e della Procura della Repubblica presso il medesimo Tribunale si provvede mediante le ordinarie procedure di trasferimento. Nelle sedi giudiziarie interessate dalla riduzione delle piante organiche per effetto del decreto di cui all’articolo 4 (…), l’eventuale soprannumero è riassorbito con le successive vacanze.”
“Procedure di trasferimento” che sono previste anche per la copertura dell’organico dei dipendenti amministrativi.
Altro che “risorse aggiuntive”, quindi.
Riassumendo quanto sopra riportato, emerge un quadro diametralmente opposto alle rassicurazioni sin qui espresse da fonte governativa sulla sostenibilità dell’operazione bassanese nei confronti degli altri Tribunali.
Come avete letto, i magistrati e gli amministrativi previsti a Bassano del Grappa vi arriveranno non per assunzione ad hoc ma per trasferimento da altre sedi che quindi soffriranno delle relative “vacanze” (posti vacanti); la copertura del personale allocato in via Marinali apporterà le “eventuali variazioni” (per i magistrati) e le “necessarie variazioni” (per gli amministrativi) agli organici dei Tribunali il cui circondario sarà modificato e cioè ridotto dalla legge - quindi Vicenza, Padova e Treviso - e tali sedi giudiziarie, come attesta nero su bianco l’articolo 5, saranno “interessate dalla riduzione delle piante organiche”.
Piante organiche che peraltro già adesso e non certamente da oggi, come sottolineato in numerosi articoli su questo portale, stanno soffrendo di una drammatica carenza di personale, sia giudiziario che amministrativo.
È insomma il cane che si morde la toga: gira e rigira, siamo sempre lì.
La coperta rimane la stessa e se la tiri da una parte, la parte opposta resta scoperta.
Anche se (articolo 6 del ddl) per tutti i palazzi di giustizia e sezioni distaccate la cui riapertura è prevista dal provvedimento, isole comprese, viene disposto l’aumento complessivo di 7 magistrati ordinari e di 25 unità del personale amministrativo, di cui 14 funzionari e 11 assistenti, e inoltre il Ministero della Giustizia è autorizzato a bandire nel 2026 “le procedure concorsuali di reclutamento finalizzate all’assunzione di personale della magistratura e del personale amministrativo”.
E allora ben venga il nuovo Tribunale di Bassano del Grappa e non più della Pedemontana se la sua riapertura, che dipende adesso dal voto del Parlamento, è così strategica e fondamentale per il territorio come viene raccontata.
Bassano riavrà finalmente, sempre che Camera e Senato siano d’accordo, il suo presidio di giustizia di prossimità.
Ma quella della sua istituzione “indolore” per le risorse degli altri Tribunali è stata una balla colossale.
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