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È stata co-firmataria del ddl al Senato per il Tribunale della Pedemontana. Ora che il Governo vuole istituirlo, la sen. Daniela Sbrollini cambia musica: “Decisione per provare a raccogliere consensi localistici in vista delle prossime regionali”

Pubblicato il 26-07-2025
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Correva l’anno del Senato 2023.
Il progetto del Tribunale della Pedemontana faceva la sua comparsa nella montagna di carte parlamentari che oscura il sole dalle finestre di Palazzo Madama.
Dal cocuzzolo della montagna spuntava infatti il ddl (disegno di legge) n. 698 “Istituzione del tribunale ordinario della Pedemontana e della procura della Repubblica presso il tribunale della Pedemontana”. Prima firmataria la senatrice della Lega Mara Bizzotto.

La senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini (archivio Bassanonet)

I co-firmatari di quella proposta di iniziativa parlamentare erano altri quattro senatori veneti, degli opposti schieramenti politici: Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), Antonio De Poli (UDC), Barbara Guidolin (M5S) e Daniela Sbrollini (Italia Viva).
Alla pagina dedicata al ddl n. 698 il sito internet istituzionale del Senato della Repubblica, che si presume venga opportunamente aggiornato, informa che il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione permanente Giustizia il 26 maggio 2023 in sede redigente, nuovamente assegnato il 30 maggio 2023 alla stessa Commissione in sede referente e che “non è ancora iniziato l’esame”.
Una formula elegante per dire che in questi due anni quel disegno di legge si è perso nelle sabbie mobili dei lavori parlamentari.
Da voci dirette del Palazzo si apprende oltretutto che il ddl di Mara Bizzotto & Friends è stato “ritirato”, essendo un doppione - per quanto riguarda Bassano del Grappa - dello schema di disegno di legge del Governo, approvato lo scorso 22 luglio dal Consiglio dei Ministri, che chiede la stessa cosa e che dovrà a sua volta affrontare l’esame delle due Camere.
Amen. Quella proposta legislativa del 2023 non fa quindi più atto, ma oggi l’ho riesumata alla pubblica attenzione per il nome di uno dei suoi co-firmatari: la senatrice vicentina Daniela Sbrollini.
Ne scrivo perché in data di ieri la sen. Sbrollini ha trasmesso alle redazioni un comunicato stampa che di fatto rinnega il suo sostegno al progetto giudiziario bassanese, sancito nella proposta legislativa di due anni fa, in ragione delle modalità con le quali il Governo vuole riaprire il presidio di giustizia in riva al Brenta.
Un comunicato che sin dal titolo (“Tribunale della Pedemontana: una manovra che sa tanto di elezioni”) manifesta il taglio politico delle “perplessità” della parlamentare renziana.
“Il Governo ipotizza la nascita del Tribunale della Pedemontana senza garantire la copertura della carenza di organico del tribunale di Vicenza - dichiara nella nota la senatrice di Italia Viva - Era la condizione necessaria per confermare il nostro sostegno a questo provvedimento. Italia Viva sostiene l’esigenza manifestata più volte dal Presidente dell’ordine degli avvocati, Alessandro Moscatelli. Del resto ai cittadini, alle imprese ed agli avvocati serve prima di tutto una giustizia competente, veloce e certa. A me come a tanti, questa mossa sembra influenzata dall’imminente campagna elettorale.”
“Da quello che si capisce il Tribunale della Pedemontana non si avvarrebbe di personale nuovo ma di personale spostato da altri Tribunali - prosegue -. Su questo punto siamo sempre stati chiari, concordando con la preoccupazione di molti sindaci vicentini oltre che facendo tesoro del parere degli addetti del settore, avvocati e magistrati, che hanno posto come primo e necessario obiettivo la ricomposizione della pianta organica del Tribunale di Vicenza. Viceversa la crisi degli organici dei tribunali veneti continua a penalizzare il buon funzionamento di tutti i tribunali. L’idea di un Tribunale della Pedemontana doveva essere un progetto che sosteneva il nostro territorio, oggi invece scopriamo che si metterà in concorrenza con quelli limitrofi.”
“Noi vogliamo trovare la soluzione migliore per dare risposte alle aziende ed ai cittadini che si trovano frenati ogni giorno dalla burocrazia e dalle lentezze di tribunali con poco personale - incalza la parlamentare -. Quella di oggi è una organizzazione della Giustizia che penalizza l’economia del territorio e non è la Giustizia che vogliamo. Il Governo sembra aver preso la decisione di accontentare tante istanze territoriali per provare a raccogliere qualche consenso localistico in vista delle prossime regionali.”
“Anche questo è uno dei tanti provvedimenti-annuncio senza la copertura necessaria - conclude Daniela Sbrollini -. Una scelta che si basa appunto su un equivoco di fondo. Se non si garantisce il personale adatto, preparato e sufficiente, la giustizia non migliora. Neppure se si avvicina il Tribunale di 25 chilometri. Aziende, cittadini ed avvocati così non ne trarrebbero nessun beneficio. Vediamo di non buttarla in caciara propagandistica con vista sulle elezioni.”
E così, a due anni dal suo appoggio formale alle istanze pedemontane, la senatrice di Italia Viva esce dalla band e cambia musica, con un assolo fuori scaletta di Rock & Sbroll.

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