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L’incarico all’agenzia Alquadrato di Vicenza, a cui l’amministrazione Finco ha affidato il piano di comunicazione di Bassano Città Veneta della Cultura per 30.000 euro Iva compresa, finisce al centro di un’interrogazione delle minoranze
Pubblicato il 28 lug 2025
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Dunque, dove eravamo rimasti?
Ah, sì: alla conferenza stampa di presentazione degli atti consiliari delle minoranze bassanesi per il prossimo consiglio comunale di giovedì 31 luglio, di cui al mio articolo precedente “Minoranze United”.
Per motivi di spazio, ma soprattutto perché - come ho scritto - l’argomento merita di essere trattato in un articolo a parte, mi occupo qui di un’interrogazione delle opposizioni che riguarda la nomina di Bassano del Grappa a Città Veneta della Cultura 2025.
Il sindaco Nicola Finco, l’assessore Giada Pontarollo e l’amministratore di Alquadrato Srl Alberto Serafin alla conferenza stampa sul piano di comunicazione per la Città della Cultura (foto Alessandro Tich)
Prima di entrare nel merito della questione dobbiamo però fare un “rewind” e tornare indietro allo scorso 19 luglio, quando nella sala Chilesotti nel Museo Civico è stato presentato alla stampa e alle associazioni di interesse culturale della città il piano di comunicazione relativo al titolo conferito alla città di Bassano dalla Regione Veneto.
Al tavolo dei relatori, come si ricorderà, erano intervenuti il sindaco Nicola Finco, l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo Giada Pontarollo ed Alberto Serafin, amministratore di Alquadrato Srl, l’agenzia di Vicenza a cui l’amministrazione comunale ha affidato il piano di comunicazione per Bassano Città Veneta della Cultura.
A dire il vero, in sala Chilesotti non è stato presentato integralmente il piano di comunicazione vero e proprio, se non per alcuni cenni.
Il focus dell’incontro stampa si è infatti concentrato sullo svelamento in anteprima del primo “prodotto” dell’agenzia incaricata: il nuovo logo turistico della città “BDG. È tutto qui”, ideato per promuovere la Città della Cultura 2025 ma concepito come brand promozionale da utilizzare a 360 gradi per i prossimi anni.
Sono tutte cose già note perché ampiamente riferite da Bassanonet e dagli altri organi di informazione presenti in quella occasione.
Fine del “rewind”.
Sono invece meno noti gli aspetti dietro le quinte dell’incarico all’agenzia vicentina, contenuti nero su bianco nella determinazione dirigenziale n. 839/2025 per l’affidamento del “servizio di progettazione e realizzazione delle attività di comunicazione relative al progetto Bassano del Grappa “Città Veneta della Cultura 2025” alla ditta Alquadrato Srl - Trattativa diretta”.
Lo scopo del piano di comunicazione, come si legge nella determina dirigenziale, è quello di “far conoscere al pubblico tutte le iniziative contenute nel progetto, che hanno contribuito al conferimento del titolo Bassano del Grappa “Città Veneta della Cultura 2025”, ai fini della loro fruizione”.
La ditta affidataria Alquadrato Srl di Vicenza vanta un portfolio di esperienze pregresse nel campo della comunicazione istituzionale per altri enti pubblici, tra i quali Azienda Zero della Regione Veneto, Veneto Lavoro e Invitalia.
Per l’assegnazione dell’incarico l’amministrazione comunale ha effettuato la procedura dell’affidamento diretto, previsto dalla legge per contratti e forniture di importo inferiore a 140.000 euro “anche senza consultazione di più operatori economici, assicurando che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali”.
Da qui la scelta della ditta esecutrice, “interpellando un unico operatore economico mediante trattativa diretta sul Mepa (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione, NdR)”.
Alquadrato Srl, unico interlocutore dell’amministrazione comunale, ha quindi proposto al Comune per i servizi richiesti un corrispettivo di 29.890 euro Iva inclusa (vale a dire 24.500 euro di importo netto più Iva al 22%), ritenuto congruo dall’amministrazione che ha pertanto determinato di impegnare la somma a favore della società affidataria.
Per cotanto impegno economico dalle casse comunali la società vicentina è stata incaricata di curare la promozione degli eventi facenti parte del progetto Bassano Città Veneta della Cultura “con la finalità di massimizzare a beneficio dei cittadini iniziative in grado di intercettare gli interessi della collettività”.
È stato innanzitutto previsto “lo studio, l’ideazione e la realizzazione grafica del logotipo ufficiale di Bassano Città Veneta della Cultura 2025”: cosa sulla quale si può stampigliare il timbro con la scritta “Fatto!”.
L’incarico prevede anche “la progettazione di un piano di comunicazione integrato” e lo “studio, ideazione e realizzazione dell’identità visiva della campagna di comunicazione per il progetto”.
C’è inoltre la “Human Library” con la realizzazione di 15 video promozionali brevi, di massimo 30 secondi ciascuno, “ognuno dedicato a raccontare un aspetto specifico di Bassano, attraverso uno sguardo autentico e coinvolgente”.
E poi? E poi basta, anche perché non si può fare di più, mancando solo cinque mesi al termine del 2025, l’indimenticabile (?) anno di Bassano del Grappa Città Veneta della Cultura.
Ma ecco che l’incarico alla Srl di Vicenza entra nel pubblico dominio del consiglio comunale, attraverso un’interrogazione che sarà presentata dalle minoranze, intitolata “Attività relative al progetto Bassano del Grappa - Città Veneta della Cultura” (firmatari i consiglieri Manuel Remonato, Giulia Moro, Sonia Zonta, Riccardo Poletto, Paolo Retinò, Paola Tessarolo, Roberto Campagnolo).
Innanzitutto dal punto di vista dell’impegno economico per il Comune.
Come è noto - e se non è noto è meglio ribadirlo -, la “vittoria” del titolo di Città Veneta della Cultura assegna alla città vincitrice un cofinanziamento regionale di 100.000 euro a sostegno delle iniziative a carattere culturale inserite nel programma di candidatura al titolo medesimo.
Pertanto, l’interrogazione chiede al sindaco con quale voce di entrata sia effettivamente stata coperta la spesa di quasi 30.000 euro relativa al servizio di progettazione e realizzazione del piano di comunicazione per la Città della Cultura e, nel caso in cui le risorse siano state attinte dal contributo della Regione di 100.000 euro, “dove sono stati impegnati (o è previsto di impegnare) i restanti finanziamenti” di 70.000 euro, progetto per progetto.
Viene quindi posto un interrogativo sulla figura dell’amministratore di Alquadrato Srl Alberto Serafin, sulla base dei suoi incarichi precedenti con le amministrazioni politiche.
Ed è citata in tal senso un’interrogazione del 2019 al consiglio comunale di Vicenza, nella quale si evidenzia che “l’elezione di Francesco Rucco, prima a sindaco e poi a presidente della Provincia, ha prodotto un’impressionante proliferazione di incarichi, tutti affidati ad un’unica società, “Alquadrato Srl”, e al suo amministratore, Alberto Serafin” che “dall’essere consulente di Rucco nella campagna elettorale del 2018, si è trovato a svolgere numerosi incarichi (…) in alcuni casi procedendo con l’affidamento diretto”.
Dal momento che è stato dichiarato dall’atto dirigenziale del Comune di Bassano del Grappa che l’affidamento diretto a all’operatore economico Alquadrato Srl “è avvenuto in assenza di conflitto di interessi”, le opposizioni chiedono quindi “se l’operatore economico Alquadrato Srl, o ente/agenzia/persona fisica a questo collegato, abbia qualche tipo di correlazione con chi ha curato la campagna elettorale del sindaco Nicola Finco”.
“In caso affermativo - continua il testo -, quali criteri sono stati adottati per l’affidamento dell’incarico? Sono state valutate, e documentate, altre proposte per garantire la massima trasparenza e imparzialità nella scelta?”.
I consiglieri di opposizione specificano in conferenza stampa che la risposta su un eventuale coinvolgimento di Serafin e della sua agenzia nella campagna elettorale del sindaco Nicola Finco arriverà comunque, tra qualche settimana, a seguito di un accesso agli atti.
Ma vogliono che sia il sindaco in persona a rispondere già adesso in consiglio comunale.
Un ultimo aspetto dell’interrogazione allarga il tiro sulla presentazione del nuovo logo “BDG. È tutto qui” che “si inserisce in un contesto in cui, da oltre dieci anni, è in corso un tentativo di sviluppo di un Marchio d’Area per l’intero comprensorio del Bassanese, progetto nato da iniziative private e successivamente passato, almeno nelle intenzioni, al coinvolgimento delle pubbliche istituzioni”.
Si ravvede pertanto “la necessità di chiarire la relazione tra il progetto di comunicazione autonomo del Comune di Bassano del Grappa e il più ampio e inclusivo progetto del Marchio d’Area, volto a una promozione unitaria e strutturata del territorio”.
Chiedono quindi gli interroganti:
“Come si intende coordinare il nuovo progetto “BDG. È tutto qui” con il progetto del Marchio d’Area, in particolare considerando che quest’ultimo dovrebbe coinvolgere tutti i Comuni del comprensorio e gli operatori privati per una gestione sostenibile e condivisa del territorio?”.
E ancora:
“In che modo il nuovo brand cittadino si inserisce in una visione più ampia e unitaria della promozione territoriale e quali azioni concrete si intendono intraprendere per evitare sovrapposizioni o, peggio, una frammentazione delle strategie promozionali, che potrebbe vanificare gli sforzi compiuti per la creazione del Marchio d’Area?”.
Da BDG è tutto qui, a voi la linea.
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