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Il gruppo di minoranza è il Momento sul passaggio di Elena Pavan a Fratelli d’Italia e in maggioranza: “Non si tradisce la volontà popolare e le istituzioni meritano rispetto, non dovendo essere soggette alle aspirazioni individuali”

Pubblicato il 21 ott 2024
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Benvenuti a Bassano del Grappa, la città dove ogni dubbio solleva un nuovo dubbio e dove ogni certezza non è mai tale.
L’intero racconto della politica bassanese dallo scorso 22 marzo in poi, ovvero da quando Nicola Finco ha sciolto le riserve per candidarsi a sindaco di Bassano del Grappa, deve essere cancellato e riscritto. Stop and reset.
Il “Pavan contro tutti” che ha contraddistinto le vicissitudini del centrodestra bassanese degli ultimi sette mesi rimane improvvisamente un ricordo.

Elena Pavan (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

Elena Pavan si è iscritta a Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia esprime un gruppo consiliare della coalizione di maggioranza del sindaco Finco e lei, per sillogismo politico (“se A è B e se B è C, dunque C è A”), dai bassifondi dell’opposizione si eleva ai quartieri alti della maggioranza di governo cittadino.
È un ingresso non indolore e che attende ancora il beneplacito dell’Ufficio Accettazione del primo cittadino (tranquilli, me lo sono inventato io, non è un’ulteriore aggiunta al nuovo Ufficio di Gabinetto del sindaco con nuove assunzioni ad intuitus personae), ma questa è un’altra storia.
Fatto sta che il “cambio di passo” di Elena Pavan apre totalmente un nuovo scenario nei sempre ondivaghi equilibri politici della nostra città.
Intanto, passato il sabato di mercato in cui è stata annunciata la notizia e anche il dì di festa della domenica necessario per assimilarla, arrivano in redazione le prime reazioni politiche ufficiali alla Fratellata della ex sindaca leghista.
La prima in ordine cronologico è la reazione del gruppo civico di minoranza è il Momento, con un comunicato stampa a firma dei suoi tre consiglieri Gianni Zen, Giulia Moro e Manuel Remonato, che pubblichiamo di seguito.

COMUNICATO

Scelte rappresentative

Non c’è che dire. Non sono facili i primi mesi dell’amministrazione guidata dal Sindaco Nicola Finco: tra le difficoltà di dialogo con i quartieri, la creazione di un’atmosfera di scontro ideologico su discussioni riguardanti la Città, il ricorso di due persone esterne per garantire fedeltà alla struttura comunale e per coprire lacune su competenze di gestione, passando per l’irrituale modalità di gestione dei rapporti con gli altri Comuni del comprensorio, e così via… ora ritroviamo in maggioranza l’ex sindaca Elena Pavan. Inutile ricordare le battute al vetriolo tra l’attuale sindaco e l’ex prima cittadina, inutile sottolineare quanto, durante la campagna elettorale, si facesse forza sulla differenza tra un prima ed un dopo, dove, a conti fatti, è stata cambiata la maschera ma la composizione dell’amministrazione è rimasta esattamente la stessa. La creatività, se la possiamo così definire, va oltre la fantasia.

Ed oggi ecco il salto di campo dell’ex sindaca: i cittadini l’avevano relegata all’opposizione, ma la politica sembra poter tutto.
Protagonisti gli adepti di Meloni, in passato feroci contro il trasformismo, oggi invece a Bassano protagonisti di una politica fatta di maschere che mette da parte la dignità delle istituzioni per rispondere a diktat di segreterie che con il nostro territorio non hanno nulla a che fare.

Rispettiamo, come abbiamo dimostrato nel rapporto con lei in queste prime settimane di Consiglio Comunale, il percorso fatto fin qui da Elena Pavan, che si è rivelata, quando poteva essere libera da condizionamenti, una persona con cui poter collaborare ed entrare nel merito delle questioni (la fiducia da noi posta sta anche nel suo ruolo di rappresentante delle minoranze in Unione Montana, ad oggi non più effettivo). Non possiamo però fare a meno di considerare la sua scelta: innanzitutto perché rimaniamo fermi al fatto che sono i cittadini, col loro voto, che decidono maggioranza e opposizioni. Rispettiamo cioè la volontà popolare che, più che mai in un’elezione amministrativa, guarda alla fiducia nelle persone piuttosto che ai simboli di partito e alle ideologie.

Ed è su questo aspetto che vorremmo sollevare l’attenzione di tutti: non ci sono ragioni, se non prettamente per opportunità personali a noi ancora sconosciute, che possano motivare questo passaggio. Non si tradisce la volontà popolare e le istituzioni meritano rispetto, non dovendo essere soggette alle aspirazioni individuali. La politica è una cosa seria che si fa seriamente.

I Consiglieri di “è IL MOMENTO”: Gianni Zen, Giulia Moro, Manuel Remonato

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