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Quando sarai piccolo
La giustizia suddivisa in vani, aule udienze e metri quadrati. Spiace scriverlo ma il nuovo Tribunale di Bassano, alias ancora ipotetico Tribunale della Pedemontana, è veramente un “tribunalino”
Pubblicato il 21 feb 2025
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Dice il saggio: le impressioni vanno confermate da dati oggettivi.
Ed è quello che farò in questo articolo.
Lo scorso mercoledì 12 febbraio, come testimoniato dal mio articolo “Pascoli di città”, ho fatto un’incursione senza invito all’interno del nuovo Tribunale di via Marinali per scattare alcune foto dei locali del palazzo adibiti ad aule scolastiche per ospitare i bambini della primaria Pascoli. Erano in corso le ultime operazioni di trasloco degli arredi della scuola, la porta era aperta, gli addetti della cooperativa dei traslochi mi hanno accolto senza problemi e quindi sono entrato.
L’unica aula udienze del nuovo Tribunale di Bassano, attualmente adibita ad uso scolastico
Era la seconda volta in cui ho avuto l’opportunità di addentrarmi nella Cittadella giudiziaria nella sua interezza, vale a dire al piano terra e nei due piani superiori.
La prima volta è stata in occasione della prima visita a Bassano del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il 6 febbraio 2023, quando l’amministrazione Pavan aveva organizzato un sopralluogo con l’esponente di Governo negli spazi del cosiddetto nuovo Tribunale per una visita che, come affermava all’epoca un comunicato stampa dell’amministrazione comunale, “potrebbe dare una svolta alla richiesta dell’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta”.
Ma la concitazione di quel momento, col frenetico viavai di un nutrito stuolo di politici e amministratori locali e con l’inseguimento a squadre del sottosegretario da parte di stampa e Tv per strappargli qualche dichiarazione, mi aveva impedito di accorgermi di ciò di cui mi sono invece reso conto nella mia seconda, solitaria e totalmente tranquilla visita all’interno del nuovo Tribunale di via Marinali dello scorso 12 febbraio 2025.
E me ne sono reso conto solo perché lo scorso gennaio mi ero preso la briga di andare a visitare il Tribunale di Borgo Berga a Vicenza, per vedere di persona come funzionano le cose, come riportato nell’articolo “Il Deserto dei Berici”.
A Vicenza ho visitato tutti i quattro piani fuori terra del palazzo di giustizia, più il piano interrato della Sezione Penale, peraltro mettendo piede solo su una parte dei comparti e labirinti del Tribunale della città capoluogo e tralasciando tutto il resto, camminando anche a passo spedito.
E ho impiegato più di mezz’ora.
Mentre alla Cittadella della Giustizia di Bassano mi sono addentrato in tutti gli spazi a disposizione.
Ho percorso l’unico corridoio al piano terra, in cui sono state allestite due aule più alcuni vani di servizio per la Pascoli, ho attraversato in andata e ritorno il corridoio del primo piano per scattare un paio di foto e ho raggiunto al secondo piano l’aula udienze e infine l’ultimo corridoio, in cui sono state ricavate le altre aule e vani di servizio per la scuola primaria.
E ho impiegato in tutto circa cinque minuti.
Spiace scriverlo, ma l’impressione che ne ho quindi ricavato - sconvolgendo tutte le mie certezze al riguardo - è che quello di Bassano, rispetto a Vicenza ma non solo (il Tribunale di Padova è addirittura più grande di quello berico), sia davvero un “tribunalino”, come sostenuto dai tanti oppositori del progetto del Tribunale della Pedemontana.
Ma un’impressione, per quanto limpida e netta, non fa testo.
Ecco quindi che devo trovarne conferma nei dati oggettivi.
Non vi tedierò con dati dettagliati, basterà dare le informazioni principali di raffronto dimensionale e logistico tra il Tribunale di Vicenza e quello ancora ipotetico della Pedemontana a Bassano.
Anche quello di Borgo Berga a Vicenza - la cui costruzione è stata finanziata per quasi 24 milioni di euro dal Ministero della Giustizia - è un Tribunale nuovo, mentre il vecchio e ormai inadeguato palazzo di giustizia era a Santa Corona.
Il suo iter realizzativo era partito nel 2004, con inizio dei lavori nel 2006 ed inaugurazione nel 2012 (guarda caso, proprio l’anno del decreto legislativo sulla revisione della geografia giudiziaria, con soppressione del vecchio Tribunale di Bassano del Grappa e il suo accorpamento a Vicenza).
La grande mole del complesso progettato dall’architetto Michele Valentini è composta da un volume di quasi 100mila metri cubi (di cui circa 60 mila fuori terra e oltre 30mila entro terra) e da una superficie complessiva di 25mila metri quadrati, distribuiti in tre edifici rettangolari disposti a raggiera che confluiscono verso un quarto edificio di testa, che funge da cerniera.
Al piano terra sono collocate le aule giudiziarie, alle quali si aggiungono le aule della Sezione Penale al piano interrato, mentre ai piani superiori trovano sede gli uffici che richiedono un maggior grado di riservatezza.
Il Tribunale di Borgo Berga - oltre alle cancellerie, a tutti gli altri uffici giudiziari ed amministrativi e alla sede della Procura della Repubblica - comprende un’aula per i processi della Corte d’Assise, due aule penali, tre aule per il giudice per le indagini preliminari e giudice per le udienze preliminari, quattro aule civili collegiali, la biblioteca, due aule penali e tre aule civili per il giudice di pace e ancora i locali a servizio dei magistrati del Tribunale e della Procura, degli ufficiali giudiziari e della polizia giudiziaria, comprese 30 postazioni per le intercettazioni.
Della serie: e scusate se è poco.
Passiamo adesso a Bassano del Grappa.
Va subito detto che il nuovo Tribunale non è stato concepito per ospitare i servizi giudiziari di un più ampio circondario pedemontano, che all’epoca della sua progettazione era un’idea ancora lungi a venire.
L’autorizzazione del Ministero alla sua realizzazione risale infatti all’ormai lontanissimo 1999.
Costato 7,7 milioni di euro (e non 12 milioni come “narra” la tradizione), finanziato dal Ministero della Giustizia, progettato dall’archistar italo-sloveno Boris Podrecca, iniziato nel 2007 e concluso - ma ovviamente mai inaugurato - nel 2015, costituisce l’ultimo stralcio della ristrutturazione dell’area giudiziaria bassanese per una spesa complessiva di circa 20 milioni di euro. L’edificio era stato destinato alle funzioni del Tribunale ed a spazi residuali della Procura.
La planimetria del nuovo Tribunale di Bassano è “scomparsa” dagli archivi online dei progetti di edilizia giudiziaria del Ministero della Giustizia. Ma fortunatamente è ancora disponibile nella sezione “Progetti” del sito di Podrecca Architects, podrecca.com.
Va intanto premesso che l’intero isolato del complesso giudiziario bassanese, oggetto di riqualificazione nell’area della ex Casa Circondariale, compresa tra Palazzo Antonibon e Palazzo Cerato, ha una superficie complessiva di 11.000 mq.
Vale a dire meno della metà della superficie del Tribunale di Vicenza.
Di questi, la superficie lorda dei tre piani fuori terra del nuovo Tribunale è di 2.270 mq., pari a circa 757 mq per piano. È meno di un decimo della superficie lorda del Tribunale di Borgo Berga.
Si aggiungono due piani interrati, non di uso giudiziario per il pubblico, destinati rispettivamente ad archivi e a parcheggio auto. Parcheggio che a Vicenza è invece vicino al Tribunale ma non incorporato nel palazzo.
I vani distribuiti ai due lati dei corridoi sui tre piani fuori terra sono complessivamente 50, di cui circa 30-35 uffici, dai 20 ai 30 mq di superficie media ciascuno, ed il resto costituito da locali di servizio.
Il vano più grande, di circa 150 mq, è l’aula delle udienze all’ultimo piano, peraltro l’unica aula udienze realizzata nel palazzo.
Non c’è altro. Ecco perché per percorrere tutto il nuovo Tribunale da giù a su ci ho impiegato circa cinque minuti.
Non solo le impressioni a occhio, quindi, ma anche e soprattutto i dati oggettivi confermano che l’ancora ipotetico nuovo palazzo di giustizia a Bassano sarebbe a tutti gli effetti un “tribunalino”.
Un diminutivo che da sempre viene contestato dai sostenitori del Tribunale della Pedemontana Veneta, i quali rimarcano che la struttura di via Marinali servirebbe un bacino di utenza di 70 Comuni di tre Province (in realtà i Comuni sono 68) per un totale di circa 500mila abitanti (in realtà sono di meno).
Non è questo il punto. Il nodo della questione è la reale capacità funzionale e logistica degli spazi a disposizione nell’ancora teorico Tribunale pedemontano per soddisfare le esigenze di un circondario giudiziario così esteso rispetto a quello vecchio del fu Tribunale di Bassano del Grappa.
Alla luce del raffronto di cui sopra, non sorprende che la prima ispezione di un funzionario dirigente del Ministero nel fabbricato del nuovo Tribunale di Bassano, avvenuta nel dicembre 2023, si sia conclusa con un esito negativo.
In quel sopralluogo l’ispettore ministeriale aveva constatato che in quell’edificio i 36 magistrati e i 120 dipendenti amministrativi, previsti nella pianta organica del Tribunale della Pedemontana, proprio non ci stanno.
Da qui la seconda ispezione ministeriale del febbraio 2024, allargata questa volta, oltre al nuovo Tribunale, anche al vecchio Tribunale di Palazzo Antonibon e a Palazzo Cerato, sede della vecchia Procura.
Ma anche in questo caso l’esito del sopralluogo tecnico ha accertato l’insufficienza degli spazi a disposizione, generando da parte dell’amministrazione comunale l’ipotesi non facilmente percorribile di realizzare un Tribunale-spezzatino, suddiviso in quattro o anche più sedi distinte per consentire l’allocazione organica prevista di magistrati e di dipendenti amministrativi.
Il Governo avrà anche la “volontà politica” di istituire il Tribunale della Pedemontana, ma al momento il problema del “dove e come metterci dentro tutto il personale” non ha ancora trovato una risposta precisa.
In definitiva, a cosa è dovuta l’inadeguatezza del nuovo Tribunale di via Marinali alla necessità di personale giudiziario e amministrativo a servizio di un’utenza più ampia come quella dell’area pedemontana veneta?
Elementare, Watson: l’edificio è stato progettato per quello che allora era il circondario giudiziario di Bassano del Grappa, che comprendeva in tutto 31 Comuni tra pianura e Altopiano, vale a dire meno della metà dei Comuni dell’ipotetico circondario pedemontano. Con la conseguente previsione di dotazione organica di magistrati e amministrativi, ben inferiore a quella richiesta da un Tribunale della Pedemontana.
E anche se, come da antiche dichiarazioni a Bassanonet dell’allora presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bassano Francesco Savio (correva l’anno 2012), la nuova Cittadella della Giustizia “può ospitare 20 magistrati con le relative cancellerie”, non raggiungiamo ancora la dotazione organica prevista per il Tribunale pedemontano, che di magistrati ne richiede quasi il doppio.
E allora, caro Tribunale della Pedemontana, ipotizzando la tua istituzione da parte del Governo: se sarai in grado di reggere al carico di lavoro richiesto da un circondario giudiziario così ambizioso lo vedrai, parafrasando Simone Cristicchi a Sanremo, quando sarai piccolo.
Perché anche nel campo della giustizia dobbiamo farcene una ragione: le dimensioni contano.
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