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L'intrigo di Campese
Il Comune di Bassano rintraccia gli eredi dell'area abbandonata dell'ex conceria Finco. Intimata la pulizia della discarica abusiva, possibile una bonifica ambientale del sito. In caso di non ottemperanza dell'avviso, è pronto il “piano B”
Pubblicato il 21 feb 2012
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“Dipendesse da me, andrei lì subito con una ruspa, ma non posso”.
La battuta dell'assessore all'Urbanistica Rosanna Filippin è riferita al fatiscente complesso dell'ex Conceria Finco a Campese, edificio che da una quarantina d'anni versa in stato di degrado e di abbandono: un assai poco edificante biglietto da visita all'imbocco della Valbrenta.
L'ex sito industriale è tornato di recente agli onori delle cronache per la scoperta di una vera e propria discarica abusiva all'interno dell'area, infestata da rifiuti di ogni tipo: sacchi, taniche con liquidi non identificati e anche - come vedete nella nostra photogallery - la carcassa di un'automobile.
L'ex conceria Finco a Campese, in stato di completo degrado (foto Alessandro Tich)
Ora il Comune di Bassano del Grappa ha preso in mano la situazione, imbattendosi in una questione a dir poco complicata.
“L'Ufficio Urbanistica si sta occupando del problema dal giugno dell'anno scorso - ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Rosanna Filippin, aggiornando la stampa sugli ultimi sviluppi della vicenda -. Abbiamo ricostruito, con l'aiuto della Guardia di Finanza, la situazione proprietaria dell'area dopo la vendita all'asta del complesso a seguito del fallimento della conceria nel 1974.”
“La questione - ha aggiunto l'assessore - è molto complessa. I tre acquirenti del complesso industriale, che risultano ancora i proprietari, sono tutti deceduti. La situazione delle successioni è estremamente complicata, con contenziosi e cause tra gli eredi. Una causa tra i componenti di un ramo ereditario è ancora oggi pendente presso la Corte di Appello di Venezia.”
L'Amministrazione comunale ha quindi individuato una decina di persone che in base agli accertamenti risultano essere i supposti eredi dell'ex conceria, non ancora passata a nuova proprietà.
Agli eredi in pectore del sito in abbandono il Comune ha inviato un avviso nel quale intima di provvedere alla pulizia della discarica abusiva, con 90 giorni di tempo per rispondere al provvedimento. In caso di non ottemperanza dell'avviso comunale, è pronto il “piano B”: sarà emessa un'ordinanza del sindaco e sarà quindi il Comune a provvedere alla pulizia dell'area, rivalendosi sui privati delle spese sostenute.
“Noi possiamo intervenire solo a seguito di un'ordinanza con rivalsa diretta sui privati - ha specificato l'assessore Filippin -, altrimenti il Comune non può fare pulizia in un sito privato, sarebbe un danno erariale.”
Ma il vero timore, nell'intricata vicenda, è che la discarica abusiva sia solo la punta dell'iceberg, rendendo attuale il problema di un'eventuale bonifica ambientale del complesso in riva al Brenta.
“Resta aperto il problema della bonifica e delle condizioni di staticità dell'immobile - ha confermato l'assessore all'Urbanistica -. Se i controlli dell'Arpav evidenziassero la presenza di inquinamento, dovremo procedere come Comune alla bonifica ambientale e alla riqualificazione del sito, previa l'esecuzione di un'ipoteca sul sito stesso. Come ente pubblico, cioè, dovremo sostenere delle spese trattandosi di un intervento necessario, a tutela dell'incolumità pubblica. Se ipotechiamo il bene, che non possiamo confiscare, una volta eseguiti gli interventi potremo esercitare il diritto di farci restituire le spese dai proprietari fino all'ammontare del bene ipotecato.”
Parla un po' da assessore e un po' da avvocato, Rosanna Filippin. E come professionista legale è ben cosciente del grande guazzabuglio che il Comune è chiamato a districare. Non è la prima volta, del resto, che l'ex conceria di Campese è al centro di “richiami all'ordine” da parte dell'Amministrazione: sono state già diverse, dal 1987, le ordinanze del Comune in merito alla pulizia del sito.
“Le precedenti ordinanze si rivolgevano a persone che dimoravano nell'ex conceria, ma che non ne erano i proprietari - ha chiarito l'amministratrice comunale -. Noi, con estrema difficoltà, abbiamo voluto ricostruire la reale proprietà e non il semplice "possesso" del bene, e cioè ricostruire l'assetto proprietario per definire la questione una volta per tutte.”
Presente alla conferenza stampa anche l'assessore all'ecologia Andrea Zonta.
“Per la bonifica dell'area - ha affermato - il costo non è ancora definito. Le cifre dipenderanno dalla tipologia dei materiali che dovranno essere smaltiti.”
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