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“Pronti, partenza, via!”.
Non c’è lo sparo dello starter, ma comunque sono tutti in pista.
Con le tre parole di commento che ho virgolettato sopra l’ex sindaco Riccardo Poletto ha postato sul suo profilo Fb una foto che lo ritrae col candidato sindaco di Bassano Passione Comune + PD Roberto Campagnolo, con Angelo Vernillo, con Giovanni Cunico e - al posto d’onore al centro dell’inquadratura - con la guest star della situazione. Vale a dire il sindaco di Vicenza in quota Partito Democratico Giacomo Possamai.
Foto da Facebook / Riccardo Poletto
Nulla di ufficiale né di particolare: diciamo che è stata una gioiosa rimpatriata di schieramento. Il primo cittadino berico è venuto a Bassano per dare la carica a Campagnolo & Friends in vista delle amministrative del prossimo giugno.
“Giacomo è un amico, prima che sindaco di Vicenza”, mi ha scritto su WhatsApp uno dei quattro moschettieri del centrosinistra bassanese presenti nell’occasione.
Possiamo dire che Possamai, agli occhi di Bassano Passione Comune in coalizione col Partito Democratico, rappresenta anche una specie di amuleto politico e in quanto tale un modello da seguire.
È l’uomo di sinistra che è riuscito nell’impresa di farsi eleggere a primo cittadino nella città capoluogo sconfiggendo la coalizione dell’amministrazione di centrodestra uscente, in pieno rigoglio del centrodestra negli altri Comuni del Veneto andati al voto nel maggio del 2023 e in pieno Melonismo imperante in Italia.
Per i partiti del centrodestra, in termini di rappresentanza in consiglio comunale a Vicenza, il risultato del voto amministrativo berico si è rivelato umiliante: oggi a Palazzo Trissino siedono appena due consiglieri di Fratelli d’Italia e solo uno della Lega, più uno di Forza Italia.
Il grosso della minoranza è costituito da una civica, Idea Vicenza, e questo la dice lunga su come i partiti politici nel voto comunale non sempre rappresentino la proposta più gradita agli elettori.
Tuttavia, quella di Possamai non è stata una cavalcata trionfale, alla Elena Pavan del primo turno nel 2019 a Bassano.
Il Giacomo dem, pupillo storico di Achille Variati, correva con la sua coalizione contro il centrodestra unito (Idea Vicenza-Rucco Sindaco, Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, Lega Salvini, Forza Italia, Cicero Impegno a 360°) che ricandidava a primo cittadino il sindaco uscente Francesco Rucco.
Al primo turno è riuscito a ottenere il maggior numero di consensi (46,23%) ma con due soli punti percentuali in più di Rucco (44,06%).
Si è andati quindi al ballottaggio che è stato un testa a testa all’ultimo voto.
Alla fine l’ha spuntata Possamai per il rotto della cuffia: col 50,54% dei consensi, appena l’1,08% in più del suo competitor Rucco che ha ottenuto il 49,46%.
Ma al di là degli aspetti numerici, era stata emessa la sentenza politica.
Da una parte l’elettorato berico ha premiato il candidato sindaco di centrosinistra che si è posto alla guida della sua coalizione sulla base di un progetto civico, tenendo ben lontani da Vicenza in campagna elettorale i leader nazionali del suo stesso partito.
Dall’altra, i vicentini non hanno rinnovato la fiducia all’amministrazione comunale uscente, il cui quinquennio amministrativo, evidentemente, non ha fatto presa nella testa e nella pancia della maggioranza dei cittadini.
Ecco perché Giacomo Possamai è una sorta di mascotte per il centrosinistra a Bassano.
Quel “Pronti, partenza, via!” di Riccardo Poletto suona come un inno alla speranza che il caso Vicenza si ripeta anche in riva al Brenta, dove il centrodestra - anche senza Elena Pavan - sarà comunque percepito come espressione dell’amministrazione uscente e dove lo stesso centrodestra, in questo momento, sta facendo di tutto per correre disunito al primo turno.
Guarda caso, il 30 maggio 2023, dopo la vittoria di Possamai a Vicenza, uno dei primi ad esultare come per un gol decisivo nei minuti di recupero della finale di Champions è stato proprio Angelo Vernillo.
“Sostiene qualcuno che in un pomeriggio di sole quasi estivo a Vicenza abbia vinto il centro sinistra - scriveva Vernillo su Facebook, con sua foto assieme al neo sindaco -. Pare che un giovane di nome Giacomo Possamai abbia sconfitto, per la prima volta, il sindaco uscente sostenuto da tutto il centro destra.”
“In questo bel giorno di quasi estate e con una città che scintillava, anche a Bassano a più di qualcuno è sovvenuto un pensiero”, scriveva ancora, tra le altre cose, il capogruppo di Bassano Passione Comune che concludeva così il suo post:
“Felice per Giacomo Possamai, felice con Giacomo Possamai, felice per Vicenza, speranzoso per Bassano.”
Da allora sono passati nove mesi, a Bassano la situazione politica si è evoluta e si sta ancora evolvendo come nessuno avrebbe immaginato e l’esito del voto amministrativo di giugno - per quanto abbinato al voto europeo, nel quale i partiti contano di più - si profila incerto come non mai.
Al centrosinistra cittadino non basta di certo una bicchierata con l’amuleto Possamai per sognare il brindisi della vittoria: è più che altro un segno per lanciare nei social una rassicurante immagine di sorridente unità.
La qual cosa, in questa fase che precede la campagna elettorale effettiva, sulla riva sinistra del Brenta sembra essere il messaggio più di moda.
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