Ultimora
Scuola
06 lug 2026
Il Liceo Brocchi vince la Challenge di Radici Future con i cubi urbani interattivi
Attualità
06 lug 2026
Giustizia, Donazzan firma il pressing sul Tribunale della Pedemontana: "Patto di coalizione, ora i fatti"
6 Jul 2026 14:58
Morto Yervant Gianikian, il ricordo della Biennale per l'artista
6 Jul 2026 13:05
Hoga Zait il festival della cultura cimbra sull'Altopiano Asiago dal 10 al 19 luglio
6 Jul 2026 12:25
Moto contro furgone sulla Romea, un morto e unaferita grave
Zona Pedonale
Ho visto cose… Nuova sfida cronistica ai limiti del possibile: cercare di spiegare l’enigmatico spettacolo “Storia di un pedone bianco (innamorato) di una regina nera”, rappresentato a Marostica per il Centenario della Partita a Scacchi
Pubblicato il 05 set 2023
Visto 11.014 volte
È dura, la vita del pedone.
Puoi anche dare scacco matto ma sei comunque la “scartina” della scacchiera.
Rispetto a re, regine, alfieri e compagnia bella, per differenza di rango equivali al ragionier Fantozzi. Se poi sei un pedone che si innamora di una regina, è un flirt impossibile già in partenza. Talmente impossibile che ci hanno creato su una storia di profonda e intellettuale fantasia.
Roberto Ciufoli in scena alla Chiesetta di San Marco a Marostica
È il fil rouge attorno al quale ruota “Storia di un pedone bianco (innamorato) di una regina nera”, spettacolo dal vivo, con mostra collegata, rappresentato venerdì 1 settembre a Marostica all’interno del programma di celebrazioni per il Centenario della Partita a Scacchi.
Dell’argomento, presentandolo, si è già occupata con la solita e dettagliata precisione la nostra Culture Woman Laura Vicenzi nell’articolo “Il gioco di specchi nell’arte: tra pedoni bianchi e regine nere”, pubblicato lo scorso 17 agosto nella sezione Arte del canale Cultura di Bassanonet.
Sarò pertanto costretto a ripetere qualcosa che avrete già letto nel pezzo della collega.
Ma soprattutto, dopo l’analoga esperienza con le sperimentazioni artistico-performative di B.Motion Danza (leggasi o rileggasi il mio articolo di agosto “Norwegian Wood”) sono chiamato a una nuova sfida cronistica ai limiti del possibile: cercare di spiegare a chi ci legge, facendolo capire, l’enigmatico spettacolo a cui ho assistito, impossibile da comprendere senza una preparazione “a monte”.
Per la serie: ho visto cose…
Allora, partiamo dai fondamentali. Pronti? …Via!
“Storia di un pedone bianco (innamorato) di una regina nera” - titolo originale: “Storia di un pedone (bianco) e di una regina (nera)” -, per definirla esattamente, è una “azione poetica”.
È stata realizzata tra il 1967 e il 1968 (anno significativo, questo) ed è nata, prima di tutto, come un testo di poesia. Ma non pensate a Carducci o a Leopardi.
È poesia “visuale”, dove le parole sono esse stesse delle immagini, come la sceneggiatura di un film.
A idearla è stato Luciano Caruso (1944-2002), poeta d’avanguardia di origine campana, che ha costruito la storia di un amore impossibile tra un pedone bianco e una regina nera, riproponendo temi di grande attualità quali la diversità sociale o la differenza di genere e di razza e rappresentando una metafora della vita espressa attraverso i nomi e le immagini tratte dal gioco degli scacchi.
La peculiarità del pedone bianco? È la sua capacità di rispecchiare gli altri.
La sua pelle è uno specchio che gli permette di volta in volta di identificarsi con gli altri e di cambiare così la sua personalità, anche se alla fine (e qui devo fare una spoilerata) il suo proposito di conquistare la regina nera, fingendo di essere un altro e cioè un alfiere, non si realizzerà perché la regina si invaghisce dell’alfiere vero.
La “Mission: Impossible” del pedone innamorato viene elaborata da Caruso nella forma di un testo dattiloscritto senza interruzioni, con punteggiatura quasi inesistente (ad esempio, più spazi tra le parole al posto delle virgole) e del tutto svincolato dalle regole dell’ortografia, del tipo:
“il pedone-specchio crede di dominare gli altri e le cose la sua i
llusione di potenza si trasforma in arr
oganza”.
Tutto chiaro fin qui? Lo spero ardentemente.
Ma la “Storia di un pedone…ecc.”, in realtà, è una creazione a quattro mani.
Alle parole di Luciano Caruso si aggiungono infatti, “intersecandosi” nel testo, i simboli grafici di Ugo Locatelli (1940), sperimentatore di immagini e ricercatore sui linguaggi visivi.
A metà del 1968 iniziano i contatti tra i due artisti con uno scambio vicendevole di lavori.
Ne nasce una proficua collaborazione a distanza che porta Locatelli a lasciare il suo segno nella poesia “visuale” sul pedone bianco stracotto della regina nera.
E benché i due non si siano mai incontrati di persona, ma abbiano tenuto solo contatti epistolari e telefonici, l’opera definitiva è costituita dall’insieme dei testi di Caruso e delle immagini di Locatelli, essenziali e stilizzate.
Il pedone, ad esempio, è rappresentato dalla sagoma di profilo dei vecchi segnali stradali di attraversamento pedonale.
All’interno degli stessi fogli del rotolo di carta che contiene il prodotto delle due menti artistiche, gli elementi simbolici del grafico accompagnano così le frasi del poeta unificando due linguaggi che, come la pelle del pedone, si rispecchiano tra di loro.
La creazione poetico-visiva è dunque il frutto di quella che oggi verrebbe chiamata una “sinergia” fra i due autori, entrambi fortemente interessati - come spiega Sonia Puccetti Caruso, presidente dell’Archivio Luciano Caruso di Firenze - ai “temi legati alla metafora dell’uomo specchio e al gioco dell’identità e dell’effimero in cui tutto scompare”.
Ci siete ancora? Benissimo: dai che andiamo avanti ed arriviamo finalmente a Marostica.
Lo spettacolo “Storia di un pedone bianco (innamorato) di una regina nera”, per la regia di Maurizio Panici e con l’interpretazione di Roberto Ciufoli, attore noto al grande pubblico televisivo come componente del quartetto comico “Premiata Ditta”, viene rappresentato, in prima nazionale, alla Chiesetta di San Marco.
Ma l’appuntamento è fissato un’ora prima alla Torre del Rivellino, nel cortile della Biblioteca Civica di Marostica. Qui infatti viene inaugurata una mostra dedicata a Luciano Caruso e Ugo Locatelli, aperta al pubblico fino al 10 settembre (orario 15-19).
L’esposizione, che si sviluppa sui tre piani della torre, presenta documenti d’archivio e opere provenienti dalla Collezione Bonotto - rappresentata all’apertura dal fondatore Luigi Bonotto e dal direttore di Fondazione Bonotto Patrizio Peterlini - e dall’Archivio Luciano Caruso, due tra i più importanti archivi italiani inerenti la poesia sperimentale internazionale.
Oltre all’edizione della “Storia di un pedone…ecc.” nella sua forma originale, è stata realizzata per l’occasione una nuova versione di grandi dimensioni (30 x 600 cm) su tessuto.
La mostra - curata da Sonia Puccetti Caruso, da Patrizio Peterlini e dallo stesso Ugo Locatelli - espone anche altre opere, illustrazioni e lettere tra i due artisti.
La stessa Torre del Rivellino è stata trasformata in una installazione a tema, con le due sagome del pedone di profilo e del volto della regina che si stagliano sulla struttura medievale.
Ma tutto il centro di Marostica è stato tramutato in una Zona Pedonale.
Dalla Biblioteca Civica alla Chiesetta di San Marco, il pubblico si trasferisce lungo un percorso obbligato “site specific”, sviluppato da Locatelli, con le due immagini del pedone e della regina (su pannelli auto-portanti e riprodotte in stencil sul manto stradale) a indicare la strada.
Non è la prima volta che l’impossibile e metaforica Love Story del pedone bianco, ripresa dal “rotolo” poetico originale, viene rappresentata in forma teatrale.
Era già accaduto nel 1968 a Napoli e nel 1978 a Firenze, a cura dello stesso Luciano Caruso.
A Marostica però, per il Centenario della Partita a Scacchi, Maurizio Panici e Argot Produzioni, in collaborazione con Teatris, ripropongono la storia con l’ausilio delle nuove frontiere “esperienziali” consentite dalla tecnologia.
La scenografia-installazione dello spettacolo ovvero “riattivazione poetica” in Chiesetta San Marco (visitabile fino al 10 settembre, orario 16-18) è curata da Ugo Locatelli assieme al regista: tra i suoi elementi anche un simulacro della regina nera, del grande scultore Arnaldo Pomodoro.
E tra quattro pannelli-display video e sopra un pavimento a scacchiera, nella serata del 1 settembre si svolge l’“azione poetica”. L’intero testo originale di Caruso, con i simboli grafici di Locatelli, scorre sugli schermi dei display affiancato dal sonoro della lettura sincronizzata, registrata dalla voce dell’attore.
L’elaborazione digitale dei materiali visivi e delle sonorità che ne segnano la narrazione fondono così scrittura, immagine e suono con l’intento di regalare un’esperienza “immersiva” allo spettatore.
In mezzo alla scena il “pedone” Roberto Ciufoli, con una veste bianca cosparsa di piccoli specchi quadrati, resta in silenzio perché parla già il sonoro delle parole-immagini della poesia visuale proiettate sugli schermi: l'attore accompagna il racconto con la mimica del viso e col linguaggio del corpo.
L’effetto è magnetico e volutamente criptico (traduco: la performance lancia dei messaggi, a voi pubblico la libertà di decifrarli). E alla fine il pubblico applaude.
Tuttavia, sarebbe davvero un’ardua impresa assistere allo spettacolo, godendone i raffinati concetti esistenziali, senza avere prima appreso e assimilato le informazioni alla base di un’azione poetico-visiva così sperimentale: equivarrebbe - ricordando nuovamente il grandissimo ragionier Fantozzi - alla visione di un film cecoslovacco, ma coi sottotitoli in tedesco.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 21.472 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 20.875 volte
Politica
30 giu 2026
Il caso del Tribunale della Pedemontana, l’Avvocato Mauro: «L’ascolto a Roma sia completo, non selettivo»
Visto 20.376 volte
Geopolitica
01 lug 2026
La rivoluzione dei fenicotteri e gli interessi geopolitici dell’Albania
Visto 19.196 volte
Attualità
02 lug 2026
Esame in corsia e 100 su 100: la maturità speciale di Luisa al San Bassiano
Visto 15.308 volte
Attualità
02 lug 2026
Cassola, pronto il piano antenne: un freno locale alla giungla dei ripetitori
Visto 15.235 volte
Politica
03 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: nuove sedi o carenze delle cancellerie?
Visto 12.288 volte
Politica
03 lug 2026
Giustizia, Forza Italia Bassano si schiera per il Tribunale della Pedemontana e attacca i vertici
Visto 11.853 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 29.121 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.682 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.750 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 21.472 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.454 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.426 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.395 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 21.285 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 20.923 volte




