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Politica

Rambo VI

In strada Rambolina davanti all’area Pengo, dopo il voto in consiglio comunale le minoranze cantano il de profundis all’amministrazione Pavan: “La sindaca prenda atto che non c’è più una maggioranza, si dimetta per ridare la parola ai cittadini”

Pubblicato il 29-07-2023
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Rambo VI.
Non è un nuovo film della saga cinematografica di Stallone.
Siamo in via Rambolina, in quartiere San Lazzaro, convocati dai consiglieri comunali di minoranza nel Day After del clamoroso consiglio comunale nel quale, con la gentile collaborazione di quattro consiglieri della maggioranza, le opposizioni hanno bloccato i progetti di espansione di Baxi e di Pengo facendo bocciare l’atto d’indirizzo presentato dall’amministrazione Pavan, propedeutico alla sottoscrizione del protocollo d’intesa con le due aziende.

Roberto Campagnolo, Anna Taras, Erica Fontana, Paola Bertoncello, Angelo Vernillo, Riccardo Poletto (foto Alessandro Tich)

Davanti ai nostri occhi si estende la famosa e tanto nominata area Pengo di San Lazzaro, ancora ad uso agricolo: tanto ma tanto verde, interrotto qua e là dal giallo-oro delle balle di fieno accatastate in rotoli.
È la parte nord della bucolica proprietà dell’azienda logistica e commerciale, più vicina a strada Cartigliana. Si tratta della parte che non è interessata dalla richiesta di variante urbanistica per l’edificazione di un nuovo polo logistico di 73.000 metri quadri di superficie coperta e che, se fosse passato il “Sì” in consiglio comunale, sarebbe quindi rimasta a verde.
La superficie della discordia si trova nella parte sud dell’ampia proprietà terriera, a ridosso del casello di Bassano Ovest della SPV: 110.000 metri quadri di estensione che partono dall’altezza di via Pio La Torre, quella dietro all’Emisfero, e raggiungono i limiti della superstrada a pedaggio.
È qui che Pengo Spa ha collocato il progetto del suo capannone per trasferire il proprio quartier generale logistico in quartiere San Lazzaro.
Concedendo contestualmente in affitto al vicino di casa Baxi Spa il suo attuale stabilimento di via Trozzetti, ex Iar Siltal, per consentire l’espansione e la riconversione produttiva di Baxi dalle caldaie murali a gas alle pompe di calore. Cosa che però non avverrà.
Rambo VI, dunque. E non solo perché i consiglieri di opposizione presenti in strada Rambolina per l’incontro con i media sono in tutto sei.
Ma anche perché la partita della variante urbanistica richiesta da Pengo per l’area di San Lazzaro è aperta da sei amministrazioni comunali di fila (sindaci Gambaretto, Bizzotto 1, Bizzotto 2, Cimatti, Poletto e Pavan) senza mai essere andata in porto.
Prima per il diniego delle amministrazioni precedenti e poi, con l’amministrazione attuale, per il parere negativo della conferenza dei servizi preliminare - quando la pratica urbanistica era affidata alla procedura semplificata tramite sportello Suap - e quindi per l’esito del voto del consiglio comunale dell’altra notte.
Per la serie: mai finìa.
Ed è proprio qui, davanti a questa amena campagna in contesto urbano, con il sole che riscalda la terra, con il vento che accarezza i fili d’erba, con gli uccellini che cinguettano sugli alberi e con le auto e camioncini che impegnano senza sosta la stretta carreggiata di strada Rambolina, che le minoranze lanciano l’affondo definitivo all’amministrazione Pavan.

“A Bassano non c’è più una maggioranza. Ieri sera abbiamo visto plasticamente che non c’è più una maggioranza in grado di portare avanti i temi fondamentali della città e quindi la sindaca e il gruppo politico principale devono prenderne assolutamente atto, con senso di responsabilità, e devono rassegnare le dimissioni e ridare la voce ai cittadini al più presto possibile per dare alla città un governo in grado di poter affrontare i problemi e di poter fare le cose che servono.”
Non usa mezzi termini Angelo Vernillo, capogruppo di Bassano Passione Comune.
“Credo che se non c’è questa consapevolezza - aggiunge Vernillo -, diventerà molto difficile questo ultimo anno dove ognuno in questa maggioranza non sarà più certo di portare avanti niente di quello che intendono fare. Calcolando che fino ad ora non hanno fatto nulla, non ci dobbiamo aspettare nulla.”
“I temi di questa vicenda sono due: il tema ambientale e quello occupazionale rispetto alle esigenze della Baxi - dichiara il capogruppo del Gruppo Misto Roberto Campagnolo -. Sono entrambe esigenze sacrosante e la politica avrebbe il dovere di governare questi processi. Invece l’amministrazione è andata a traino prima di una richiesta e poi ha sommato, con la richiesta della Baxi, una possibile soluzione senza pensare a qualsiasi soluzione alternativa.”
“Noi siamo ovviamente preoccupati per quello che potrebbe succedere sul versante Baxi , siamo molto sensibili su questo tema - prosegue Campagnolo -. Ne abbiamo parlato a suo tempo anche col direttore generale di Baxi prima del consiglio comunale di ieri sera. Lì avevamo espresso i nostri dubbi non tanto rispetto alle sacrosante esigenze dell’azienda, ma sul fatto che si fosse suggerita all’amministrazione quella che era la soluzione a quel problema, vincolando il tutto alla trasformazione dell’area di San Lazzaro.”
“E questo secondo noi non era accettabile perché la politica doveva interrogarsi sulla giusta domanda della Baxi e ragionare, facendo anche un processo di approfondimento, su quelle che potevano essere le soluzioni in campo”, afferma l’ex vicesindaco.
“Abbiamo intuito da quell’incontro che l’amministrazione era stata interpellata da tempo e che però non aveva dato risposte - rivela Campagnolo -. Quindi a un certo punto da parte di Baxi c’è stata l’esigenza di forzare rispetto a quella che era la soluzione più logica, che poi è diventata un “prendere o lasciare” in zona Cesarini. Ovviamente non si può, nel modo più assoluto, fare politica e amministrare una città in questo modo.”

Affonda Campagnolo: “Qui cosa avrebbe dovuto fare un sindaco adeguato per la città? Avrebbe dovuto fermare tutto, convocare tutti i soggetti interessati, fare un’azione di lobby a livello europeo perché il tema che mette in crisi la Baxi è questo. Abbiamo parlamentari europei nel nostro territorio che non sappiamo nemmeno che esistono e li avremmo fatti lavorare per la prima volta.”
“È questo che deve fare la politica: di fronte a un problema attivarsi per valutare qual è la miglior soluzione possibile e poi decidere - attacca il referente del Gruppo Misto -. Questo non si è assolutamente fatto. Si è andati a traino di una situazione che a San Lazzaro è sclerotizzata da quindici anni, pensando di usare poi in maniera meschina e squallida i lavoratori come elemento per scardinare la situazione stessa.”
“Bisogna sottolineare che questa modalità è pienamente coerente con tutti i quattro anni di questa amministrazione - osserva la capogruppo di Bassano per Tutti Erica Fontana -. Non ascoltare i cittadini, non cercare di capire meglio le situazioni in cui si trova e aspettare sempre, quasi come uno struzzo con la testa dentro un buco, che qualcuno risolva per lei. Questo non è fare politica ma non è nemmeno serio candidarsi con un programma del “Si cambia” e poi l’immobilismo totale.”
Poi dalla Fontana sgorga il giudizio popolare sul governo Pavan: “Quello che spesso i cittadini ci dicono è proprio questo: loro non ascoltano, loro non conoscono veramente e realmente le nostre situazioni e quindi i cittadini si sentono praticamente abbandonati dall’amministrazione.”
“Una cosa che spero - ammonisce la capogruppo del Partito Democratico Paola Bertoncello - è che ieri sera in consiglio comunale la sindaca e l’amministrazione attuale di Bassano abbiano capito una cosa fondamentale: che per amministrare e per governare non bisogna contrapporre i legittimi bisogni primari delle persone e metterli in conflitto tra di loro. Perché loro hanno fatto una cosa di questo genere.”
“Lavoro e sostenibilità ambientale sono entrambi bisogni primari e diritti dei cittadini che ieri sera sono stati contrapposti tra di loro: o questo o quello - rimarca la Bertoncello -. Io ritengo invece che l’attività politica abbia un senso solo se si riesce a conciliare i bisogni delle persone per rendere la loro vita più umana e sostenibile.”
“Noi chiaramente vogliamo che Baxi rimanga a Bassano, perché sappiamo il valore del lavoro e il valore che Baxi ha nella nostra città, ma non possiamo per questo andare a scapito del valore dell’ambiente che serve a tutti quanti - conclude la capogruppo consiliare PD - Vogliamo anche che la ditta Pengo possa gestire senza difficoltà la sua attività, senza andare a scapito dell’ambiente e della sostenibilità ambientale.”

A scanso di equivoci, Angelo Vernillo ritorna sulla posizione delle minoranze in merito all’emergenza Baxi.
“Ieri sera - riferisce Vernillo - abbiamo chiesto, cercando di trovare anche una convergenza, una cosa che rilanciamo qui e che faremo non appena possibile, e cioè quella di aprire un tavolo permanente sulla Baxi con amministrazione, maggioranza e minoranza, direzione generale della Baxi, i sindacati e i comitati di quartiere per poter ragionare su come affrontare le problematiche relative alle necessità dell’azienda.”
“Io credo che noi dobbiamo cercare di affrontare questi problemi insieme, ma per quello che realmente sono - aggiunge -. Se ci sono delle necessità specifiche di un’azienda vanno affrontate dall’amministrazione comunale, soprattutto quando si tratta di aziende che hanno una storia e anche un’importanza evidente per le ricadute occupazionali. Nessuno nega questo. Però non bisogna mettere artificiosamente insieme delle cose che nulla hanno a che vedere e soprattutto bisogna affrontarle insieme a tutte le parti che sono coinvolte e affrontarle per tempo.”
“Qui c’è un grande corto circuito - incalza il capogruppo -. C’è chi dice che è un anno-due che l’amministrazione è informata e l’amministrazione che dice invece che lo sa da poco. Io ieri sera ho detto che do il beneficio della verità a tutte e due però non possono esserci due verità. O ha ragione il direttore della Baxi quando che è più di un anno, quasi due che l’amministrazione sa oppure ha ragione la sindaca che dice che lo sa da pochi mesi. Da quello che si percepiva ieri sembrava che in alcune stanze queste situazioni siano state affrontate per tempo e non da pochi mesi.”
Punta il dito il consigliere: “Ci ricordiamo la sanità, le case di riposo: tutte le volte in cui la città, i cittadini, le associazioni, i gruppi manifestano delle problematiche, questa amministrazione fa finta che non esistano. Salvo poi essere incapace di gestire la situazione e poi cadere.”
“Non so se vogliamo fare ancora undici mesi così - conclude Angelo Vernillo -. Io mi auguro che anche i consiglieri comunali di maggioranza, alcuni dei quali hanno votato ieri obtorto collo per unità di partito, capiscano che così ci rimettono loro politicamente, ma ci rimette soprattutto la città. Quindi è meglio fare un atto di responsabilità, magari non a Ferragosto ma subito dopo le ferie, rimettere il mandato e ridare la parola agli elettori.”

E così, mentre il sole continua a riscaldare la terra, il vento continua ad accarezzare i fili d'erba sulla superficie agreste dell’area Pengo lambita sul lato est dalla strada Rambolina e gli uccellini continuano a cinguettare sugli alberi, le opposizioni cantano il de profundis all’amministrazione Pavan.
Fa parte del gruppo dei sei anche Riccardo Poletto, ma visto che anche in questo articolo sul voto Baxi/Pengo e sulle sue conseguenze politiche ho scritto un altro bel fiumicello di parole, le sue dichiarazioni saranno oggetto di un mio articolo successivo.
La campagna elettorale risuona anche davanti al verde, interrotto qua e là dal giallo-oro delle balle di fieno, della campagna di San Lazzaro.
Certo è che gli esponenti del centrosinistra bassanese manterranno le antenne ben dritte affinché, dopo il voto comunale dell’anno prossimo e il conseguente cambio di amministrazione, a qualcuno non venga in mente di scrivere la sceneggiatura di Rambo VII.

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