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Redazione
Bassanonet.it
A onor del Viero
Lettera aperta di Lanaro e Bernardi, replica l’assessore Viero. “La variante in consiglio comunale non riguarda San Lazzaro. Su S. Eusebio applicate le norme approvate da Poletto ma qualcuno se ne accorge oggi.”
Pubblicato il 29 set 2022
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A San Lazzaro non c’è il mare, ma a quanto pare Roberto Lanaro e Bruno Bernardi hanno preso un granchio.
È la sintesi estrema, reinterpretata dal sottoscritto, dell’intervento trasmesso oggi in redazione dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Bassano del Grappa Andrea Viero.
Viero interviene in risposta alla “lettera aperta alla città e all’amministrazione”, pubblicata ieri da Bassanonet, con i quali Lanaro e Bernardi, entrambi ex consiglieri comunali di maggioranza, hanno puntato il dito sugli “sconvolgimenti del territorio” sotto il profilo urbanistico e del consumo di suolo.
Veduta parziale dell’area di San Lazzaro (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
In particolare, i due estensori della lettera aperta hanno tratto spunto da uno dei punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di questa sera (Variante al Piano degli Interventi n. 2/2022 denominata “Contenimento del consumo di suolo”) per affermare quanto segue:
“L’amministrazione di Bassano del Grappa giovedì 29 settembre deciderà sulle sorti di due aree attualmente verdi che si estendono per circa 300.000 mq del suo territorio. Lo fa votando una variante al P.I. n. 2/2022 denominata “Contenimento del consumo di suolo” . La prima area, decisamente la più grande, è a sud di Bassano, quasi a a confine con Rosà. La seconda si trova nel pieno cuore della cittadina, a S.Eusebio, a confine col fiume Brenta.”
L’area “decisamente più grande a sud di Bassano” indicata da Lanaro e Bernardi è quella di quartiere San Lazzaro, attualmente ad uso agricolo, oggetto della nota richiesta di variante urbanistica produttiva. Da qui le varie considerazioni dei due scriventi sulla “non opportunità”, per usare un eufemismo, dell’intervento urbanistico.
Peccato che, come specifica l’assessore Viero, la variante al Piano degli Interventi in discussione stasera non riguardi San Lazzaro. Lo precisa nel comunicato stampa che pubblichiamo di seguito, nel quale l’esponente della giunta comunale allarga il tiro anche su altri aspetti toccati dalla lettera aperta o collegati alla stessa.
COMUNICATO
Viero: “Il provvedimento in Consiglio comunale non riguarda San Lazzaro. Su San Eusebio stiamo applicando le norme approvate da Poletto, ma qualcuno se ne accorge oggi”
Relativamente alla lettera aperta di Roberto Lanaro e Bruno Bernardi, l’assessore all’Urbanistica del comune di Bassano replica con chiarezza, “In Consiglio comunale non approda alcun provvedimento che riguarda l’area di San Lazzaro, e chi è stato per anni tra i banchi del Consiglio lo dovrebbe sapere bene. Quindi Lanaro e Bernardi, al di là della confusione, possono stare sereni su San Lazzaro”.
Altro discorso invece sul reale oggetto della variante che gli scriventi “dimenticano” di citare,” - continua Viero - “poiché la misura che arriva in Consiglio è il risultato di un lungo lavoro che ha come obiettivo non tanto le speculazioni o lo sfregio al territorio, ma al contrario la sua valorizzazione in ossequio agli indirizzi della Regione del Veneto. Infatti quello che gli scriventi non dicono è che questo provvedimento blinda le aree disponibili nella città di Bassano dai 45 ettari trasformabili del passato agli 11 del presente, che raggiungono l’obiettivo principale di contenere il consumo di suolo a favore di politiche urbanistiche che privilegino la valorizzazione dell’esistente e fermino le nuove edificazioni. Nel caso citato di San Eusebio ad esempio, si applica l’articolo 39 delle norme tecniche operative e stiamo parlando di aree di privati che con la logica della compensazione vengono adeguate mentre la città di Bassano viene compensata con l’acquisizione di oltre metà dell’attuale area che da privata diventa pubblica e dove sorgerà un parco con bosco urbano e altre attività green a servizio della popolazione. E la vicenda di Sant’Eusebio è paradigmatica di un metodo che valorizza una serie di aree compensandone una parte a beneficio della città. Esattamente il contrario del racconto che i due ex amministratori stanno mettendo a terra”.
“È vero che basta costruirla bene e ogni fake news può trasformarsi in post verità” - conclude Viero - “ma questa variante, al contrario di quello che gli scriventi vogliono far credere, è uno dei provvedimenti più aderenti ai tempi che potessimo mettere in campo, dove il green e la qualità della vita si intrecciano correttamente con la valorizzazione di quello che esiste. Meglio farsene una ragione o allineare le lancette dell’orologio al 2022”.
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