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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
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Politica

Variante G

Le due istanze di variante urbanistica produttiva a San Lazzaro: AGB/MEB/Brunello e Pengo. Dopo la conferenza stampa mancata, intervista al capogruppo di maggioranza e della Lega Roberto Gerin

Pubblicato il 04-07-2022
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Breaking news: non è stata “voluta” l’omissione di Bassanonet dalla mailing list di Roberto Gerin, capogruppo di maggioranza e della Lega in consiglio comunale, per l’invito alla conferenza stampa di venerdì 1 luglio in cui la maggioranza ha spiegato le ragioni del ritiro della mozione delle minoranze sulla questione della variante urbanistica produttiva di San Lazzaro, approvato la sera prima dopo che lo stesso Gerin aveva posto la questione “pregiudiziale” sull’atto consiliare.
È successo che Gerin ha voluto trasmettere gli inviti alle testate direttamente nel corso dei lavori del consiglio comunale e ha chiesto a un collega consigliere del suo gruppo, che chiameremo Qui Pro Quo, di fornirgli l’elenco degli indirizzi di posta elettronica. Elenco che gli è stato girato ma che non aveva inserita l’email del nostro portale giornalistico.
Ahi ahi ahi signor Qui Pro Quo...speriamo che la cosa non si ripeta.

Il capogruppo di maggioranza e della Lega in consiglio comunale Roberto Gerin (foto Alessandro Tich)

Comunque sia, Bassanonet dà sempre spazio a tutti e dopo il comunicato stampa post consiglio comunale delle opposizioni sentiamo adesso finalmente le ragioni della maggioranza, nella seguente intervista concessami da Gerin a seguito di mia richiesta. Variante G.
A onor di chiarezza va specificato che i nodi urbanistici a San Lazzaro sono due.
Il primo, salito prepotentemente alla ribalta nelle ultime settimane, riguarda la variante urbanistica produttiva richiesta dalle tre aziende locali AGB, MEB e Brunello Salumi nell’area agricola di 160.000 metri quadri, ex Campagnolo Commercio in liquidazione, compresa tra le vie Riva Bianca e Rambolina a ridosso della SPV.
Il secondo è riferito a un’analoga e ormai venticinquennale istanza di variante urbanistica, nella confinante area di circa 140.000 metri quadri di proprietà Pengo S.p.A., per la costruzione di un nuovo capannone ad uso commerciale/logistico di 70.000 mq di superficie.

Roberto Gerin: innanzitutto, e in sintesi, perché ha voluto porre la questione pregiudiziale sulla mozione delle minoranze?
La mozione presentata dalle minoranze invitava il consiglio comunale a votare sul tema di imporre alla giunta di “evitare che le prospettive di urbanizzazione trovino realizzazione e via dicendo…”. Quindi vuol dire che io consigliere dovevo votare per delegare la giunta a fare quello che è invece il compito proprio del consigliere. La giunta e il suo assessore hanno il compito di indagare, valutare, vedere, fare le trattative e portare in consiglio il progetto.
Sarà poi il consiglio, maggioranza e minoranza, che deciderà se quel progetto sarà eventualmente da approvare, da bocciare o quant’altro. Ma non posso dire che snaturo il mio ruolo di consigliere e delego il mio ruolo alla giunta dicendole “che faccia qualcosa”. Perché quel qualcosa spetta a me. All’assessore e alla propria giunta, ripeto, spetta fare le analisi di quello che è il tema e portarlo in consiglio per il voto.

In consiglio comunale è stata più volte citata la commissione Urbanistica del 23 giugno nella quale la maggioranza ha affermato di essere “parzialmente contraria” all’urbanizzazione a San Lazzaro. Che cosa si intende per “parzialmente”?
La variante dell’area di San Lazzaro è composta in realtà di due macro-aree.
Una che riguarda l’area Pengo e una che riguarda le tre aziende, volgarmente detta area AGB. Sull’area AGB noi abbiamo detto che siamo contrari, per tutta una serie di motivi. In primis la viabilità che proprio su via Cartigliana sarebbe messa assolutamente a repentaglio.
Là spetta a noi decidere e noi abbiamo già fatto una scelta. Nell’area Pengo invece il problema è diverso perché c’è anche un diritto di un privato. Se il privato si arroga un diritto che lui ritiene di avere, noi non possiamo andare contro il diritto del privato. Quindi, se sul tema AGB siano tutti d’accordo, sul tema Pengo siamo attendisti. Non abbiamo deciso.

Attualmente la logistica di Pengo, che dovrebbe trasferirsi a San Lazzaro, ha la sede in via Trozzetti…
Via Trozzetti è l’area che oggi è occupata da Pengo. Quindi il tema è quello della sua rigenerazione urbana, tenendo conto che Pengo chiede qualcosa e l’area di via Trozzetti è in discussione. Ma di questo nessun progetto è ancora sul tavolo. Quindi oggi non possiamo decidere qualcosa di cui non conosciamo il progetto nella sua globalità. Lo stesso progetto che Pengo ha portato all’assessorato e agli uffici, noi lo abbiamo visto disegnato in qualche maniera ma non è il testo definitivo. Quindi il se e come mettere in discussione via Trozzetti, che è un’area molto insediata dalle aziende, e per la viabilità che insiste in quell’area, per noi è un ragionamento da fare. Ma è ancora un ragionamento, non c’è niente di definito.

Torniamo alla mozione delle minoranze. Se questo atto, secondo voi, non poneva correttamente i termini della questione e non era quindi “presentabile” in questi termini, perché il problema non è stato risolto prima del consiglio comunale, quando si decide cosa mettere all’ordine del giorno?
Perché noi in ufficio di presidenza abbiamo sollevato il problema. La mozione, che in realtà poneva un’altra domanda che poi in accordo è stata tolta, è stata presentata così dalle minoranze e noi l’abbiamo doverosamente accettata. Se il tema fosse stato “discutiamo dell’area”, sarebbe stato ben altro. Non c’era pregiudiziale. La pregiudiziale è stata posta solo perché veniva snaturato il ruolo del consigliere e l’aula è sovrana. Peraltro, avremmo anche snaturato il ruolo dell’assessore che da due anni sta lavorando sulla questione e gli diciamo “Ti invitiamo ad evitare”. E lui dice: io non devo “evitare”, io pongo sul tavolo il tema e poi lo discutiamo. Sull’area Pengo all’interno della stessa maggioranza c’è qualcuno non favorevole, qualcuno che è dubbioso, qualcuno che è preoccupato. Quindi non c’è una maggioranza compatta per un “sì”, come peraltro non c’è un “no”. Quando verrà presentato il progetto, io credo che sarà compito di maggioranza e minoranza esprimere il proprio parere. Sappiamo già qual è l’espressione della minoranza che è assolutamente contraria. Noi faremo una valutazione complessiva. Come maggioranza dobbiamo governare il tema. Quindi porteremo la questione sul tavolo per capire qual è la scelta migliore per la città.

Ma a questo punto non valeva la pena mantenere la mozione all’ordine del giorno e come maggioranza, sulla base degli stessi presupposti, votare contrario e quindi bocciarla?
Votare e bocciarla voleva dire prendere posizione. Perché se ti boccio la richiesta “di evitare”, la contropartita è che quell’urbanizzazione tu la vuoi. Non potevamo votare un “sì” e un “no” al contempo. Se questo tema fosse stato affrontato con un ordine del giorno, e non con una mozione - e non devo insegnarlo io a chi ha fatto maggioranza alla tornata precedente -, che ponesse in discussione il tema area a San Lazzaro, l’ordine del giorno sarebbe stato assolutamente in discussione. Come peraltro è già successo sia nella commissione precedente e sia nell’incontro tra i capigruppo della settimana precedente. Quindi il tema è stato ampiamente dibattuto con le minoranze.

In consiglio comunale lei ha dichiarato che la mozione, se approvata, avrebbe costretto la giunta “a interferire in procedimenti urbanistici dove le decisioni sono assunte dal consiglio comunale e non dagli assessori”. Io mi sono letto con attenzione il testo della Legge Regionale 55 del 2012, quella relativa alla procedura urbanistica semplificata tramite Suap, collegata alla cosiddetta “variante AGB”. Agli articoli 3 e 4, la legge scrive chiaramente che “Il parere del consiglio comunale deve essere reso entro 60 giorni dall’esito favorevole della Conferenza dei Servizi” e che “Alla Conferenza dei Servizi sono invitate tutte le amministrazioni coinvolte nel procedimento e deve essere acquisito il consenso dell’ente competente alla approvazione della variante”.
Quindi il sindaco o l’assessore intervengono prima del consiglio comunale e in Conferenza dei Servizi possono anche opporsi alla variante urbanistica. E allora come la mettiamo?
.
Nella Conferenza dei Servizi non si vota, ma ci si esprime. Quindi è un sentimento per il quale l’amministrazione può dire “noi saremmo contro” e chiunque partecipa alla Conferenza dei Servizi può dire la sua. Ma chi vota è il consigliere comunale. L’assessore partecipa alla Conferenza dei Servizi ed esprime un parere che può essere negativo? Il consiglio comunale può comunque esprimere un parere positivo. Quindi il voto non si dà mai in Conferenza dei Servizi. È chiaro che il tema è complesso e che è un tema che sta dentro tutti noi perché se lo leggiamo sotto l’aspetto del verde, del rispetto di un patrimonio che è fondamentale, tutti dentro di noi vorremmo vedere solo aree verdi. Ma ripeto, e l’ho detto prima, che c’è un diritto di un cittadino.

Si riferisce ancora all’area Pengo a San Lazzaro?
Sì. Mi riferisco solo all’area Pengo. Sull’altra area non abbiamo votato in consiglio, ma abbiamo già espresso un parere negativo. Quando l’area AGB & Company verrà in consiglio, con tutte le procedure del caso, noi diremo che abbiamo già detto che eravamo contrari e rimaniamo contrari. Sull’area Pengo c’è un diritto regolato dalle leggi regionali. Noi non siamo in questo momento né favorevoli, né contrari perché non abbiamo in mano gli elementi per dire quanto contrari siamo. In maggioranza oggi stiamo discutendo il tema e ogni consigliere porta la sua preoccupazione. Quindi tutte le domande vengono fatte all’assessore e agli uffici tecnici.
Io personalmente ho fatto una proposta: che la rimanente area verde nell’area Pengo a San Lazzaro sia ad esempio un parco pubblico. Perché vado ad evitare che in un tempo futuro - e ricordiamoci che noi governiamo temporaneamente - io vorrei che fosse certo che l’Area Pengo non diventi il doppio di 70mila metri quadri di urbanizzazione. Se quell’area rimanente - ma il mio è un esempio - diventasse un’area verde per il quartiere, io credo che sarebbe un tassello in più. Quello che ci porteranno sul tavolo l’assessore e gli uffici, lo discuteremo con molta serenità, ma con le minoranze. Qua non è una discussione politica pro o contro, è che questa maggioranza insieme alla minoranza, e quindi il consiglio, deciderà se quell’area è giusto farla o non è giusto farla. Non c’è un cavallo politico. Qui c’è un’area che va rigenerata, che è quella di via Trozzetti, e c’è un’area che va teoricamente costruita che è l’area Pengo a San Lazzaro. Bisogna ragionarci.

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