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Caesars Palace
Il grande fotografo Cesare Gerolimetto dona il suo intero archivio fotografico al Museo Civico e al Comune di Bassano. E Palazzo Sturm lo celebra con una mostra antologica realizzata in collaborazione col Rotary
Pubblicato il 12 mag 2022
Visto 13.116 volte
Benvenuti al Caesars Palace. Non siamo a Las Vegas, ma a Bassano del Grappa.
Caesar è lui: il celebre fotografo Cesare Gerolimetto, l’imperatore bassanese dello scatto.
Il Palace è invece Palazzo Sturm, che riapre i propri spazi al pubblico degli eventi espositivi e che gli dedica una mostra antologica, intitolata Viaggio sentimentale, a suggello del grande atto di generosità da cui l’iniziativa culturale trae origine.
Cesare Gerolimetto accanto a una delle sue fotografie esposte in mostra (foto Alessandro Tich)
Dopo quasi quarant’anni di carriera professionale fotografica, il “poeta dell’immagine” - come lo definisce qualcuno - ha infatti deciso di donare al Comune di Bassano del Grappa e ai Musei Civici tutto il suo immenso archivio fotografico. Oltre 400.000 scatti che immortalano il mondo interpretato dalle sue inquadrature e che diventeranno patrimonio della città affinché vengano custoditi, catalogati, curati e valorizzati.
La notizia viene resa nota dallo stesso Gerolimetto all’incontro di presentazione alla stampa nella Sala degli Specchi di Palazzo Sturm. Specchi che, nell’occasione, riflettono un clima di pura emozione. È infatti una di quelle rare occasioni in cui gli interventi dei relatori non sono discorsi di rito, ma sincere espressioni di stima e di gratitudine nei confronti di chi per quattro decenni ha saputo rappresentare e raccontare Bassano, il Veneto, l’Italia e i cinque continenti da prospettive magicamente inconsuete, carpite dal suo occhio e colte dal suo obiettivo.
“Questa è una grande festa di famiglia che dà vita e dà energia al gesto straordinario che ha fatto Cesare”, afferma il giornalista Giandomenico Cortese nella sua veste di socio del Rotary Club Bassano del Grappa. E l’aggancio al Rotary non è casuale: è infatti proprio il benemerito Club Service cittadino ad aver promosso il progetto della mostra antologica organizzata dai Musei Civici.
In collaborazione col Rotary Club Cittadella e col Rotary Distretto 2060, il Club di Bassano ha sostenuto l’iniziativa nel solco della propria pluriennale vicinanza alla città e ai Musei cittadini.
“Questa mostra è stata fortemente voluta dal Rotary - conferma la presidente del Rotary Club Bassano del Grappa Marzia Marcadella -. È il primo atto di un percorso mirato alla conservazione e alla pubblica fruizione di un grande patrimonio fotografico.”
Un'iniziativa resa possibile grazie anche all'impegno, in primis, del socio del Rotary bassanese Paolo Sartori.
Inaugurata oggi e aperta al pubblico fino al prossimo 31 luglio, la mostra Viaggio sentimentale a Palazzo Sturm espone 52 fotografie di Cesare Gerolimetto, selezionate da un corpus sconfinato di immagini e rappresentative di una vita da viaggiatore instancabile con la macchina fotografica sempre attorno al collo.
Barbara Guidi, direttrice dei Musei Civici, presenta l’autore come “grande fotografo”.
“Di statura”, scherza lui. “Tutto è nato - riferisce mister Caesar - il giorno in cui ho deciso di donare il mio archivio fotografico al Museo e al Comune di Bassano. È una grande festa che mi lascia quasi intimorito.”
“Cesare è un fotografo inafferrabile”, sottolinea Barbara Guidi, che pure di fotografia e di storia della fotografia se ne intende, nel rimarcare la difficoltà di trovare la chiave di lettura che desse un filo conduttore all’esibizione delle opere di un artista dello scatto così prolifico, così imprevedibile e così poco catalogabile.
Poi la direttrice dei Musei rivela il filo rosso che invisibilmente avvolge e collega le fotografie esposte, da lei rintracciato in Laurence Sterne, l’autore del famoso romanzo settecentesco Viaggio sentimentale (attraverso la Francia e l’Italia) che rovescia la prospettiva del viaggio ponendovi al centro la disposizione d’animo, le sensazioni e le percezioni del viaggiatore.
“Al pari di Yorick, il protagonista del “Viaggio” di Sterne - scrive la dottoressa Guidi nel catalogo della mostra -, Gerolimetto ha percorso il mondo per quasi cinquant’anni, prima senza e poi con l’obiettivo fotografico, guardando instancabilmente fuori ma anche all’interno di se stesso, dei propri sentimenti, delle proprie emozioni.”
“Lo ha fatto - continua il testo - lasciandosi guidare dalla più bella delle attitudini, quella per lo stupore, per la meraviglia, sentimenti che possono scaturire dall’osservazione di un qualunque brano del visibile, anche del più umile e curioso, purché vi sia una precisa disposizione d’animo non preconcetta, bensì libera.”
Già: il catalogo. Anche questo non l’ho citato a caso. Si tratta infatti di un pregevole volume, pubblicato da Antiga Edizioni, che riproduce una selezione di fotografie dell’autore più ampia della raccolta esposta in mostra, suddivise in architetture, paesaggi e umani.
E se nel volume Barbara Guidi offre la chiave di interpretazione di queste poesie in forma d’immagine, il testo di Paolo Coltro presenta invece la figura dell’autore, eterno “bambino che si diverte” e che ama “guardare le cose, le più stupide”, sapendo cogliere la potenza visiva dei suoi soggetti da un dettaglio, da una particolarità o da un’inezia che può apparire invece insignificante agli occhi altrui.
Il catalogo “Cesare Gerolimetto. Viaggio Sentimentale” - introdotto dagli interventi dell’amministrazione comunale di Bassano, del governatore Rotary Distretto 2060 Raffaele Antonio Caltabiano e della presidente del Rotary Club Bassano del Grappa Marzia Marcadella - è parte integrante dell’opera di sostegno del Club Service alla donazione dell’archivio del fotografo, futuro Fondo Gerolimetto, al Museo e al Comune.
Il volume sarà in vendita nel bookshop del Museo Civico e nelle librerie del Triveneto: il ricavato sarà destinato al finanziamento dell’impegnativa attività di catalogazione del corposo patrimonio fotografico donato alla città.
“Auspichiamo - dichiara la presidente Rotary Marcadella - che sia il primo nucleo di una futura sezione fotografica del Museo.”
Intanto, grazie alla mostra, il pubblico può apprezzare la capacità dell’autore di stupirsi e di stupire nel tempo di una frazione di secondo, che diventa eternità.
“Se noi non continuiamo a stupirci - rimarca il fotografo -, non avremo futuro.”
Una predisposizione alla meraviglia per le cose e le persone, per le luci ed i paesaggi percepiti dagli occhi e interpretati dalle lenti che Cesare Gerolimetto ama spiegare con questo esempio: “Se io vado da Bassano a Reggio Calabria senza fermarmi a Roma, perdo la bellezza della Basilica di San Pietro. Ma vedo tante piccole cose che, messe tutte assieme, hanno la stessa bellezza di San Pietro.”
Chiaro, semplice, lineare. E soprattutto: obiettivo.
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