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Ma guarda un po’: a forza di continuare a vivere col nostro burqa su naso e bocca e di rimanere segregati dietro le sbarre della pandemia, ce n’eravamo quasi dimenticati. Ma Greta Thunberg è sempre lì, al suo posto, e continua a lanciare ai potenti del mondo il suo grido di allarme per il futuro climatico del nostro pianeta e quindi delle prossime generazioni.
Il suo nome riecheggia più volte e anzi fa da filo conduttore agli interventi dei convenuti in piazza Libertà a Bassano, sede del “Flash Mob per il clima” fissato alle ore 18, promosso su libera iniziativa delle associazioni del territorio e finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sul tema della crisi climatica.
È venerdì 24 settembre ed è la giornata del nuovo Sciopero Globale del Clima, con il quale il movimento Fridays for Future ritorna alla carica scendendo nelle piazze per chiedere ai leader mondiali una rapida azione contro i devastanti effetti del cambiamento climatico.
Foto Alessandro Tich
A Bassano l’azione di sensibilizzazione prende forma con una mobilitazione autonoma che vede confluire in piazza non solo le associazioni ma anche gruppi informali e singoli cittadini.
Qualcuno li ha contati: sono circa 150 persone. Non si tratta certamente di una “massa” ma - coi tempi post-emergenza Covid che corrono e a pandemia non ancora risolta - è comunque un numero considerevole. Ci sono anche famiglie coi bambini al seguito e in mezzo al gruppo dei partecipanti non passa inosservata la presenza dell’arciprete abate don Andrea Guglielmi.
Del resto, tra le oltre 40 associazioni del territorio che hanno aderito all’appello degli organizzatori del flash mob - che per facilità di lettura è impossibile elencare tutte insieme - ci sono anche sodalizi del mondo del vicariato e delle parrocchie. Chi nell’occasione ci mette la faccia e anche la voce al microfono, per primi, sono i tre coordinatori dell’iniziativa: Chiara Bizzotto (Rifiuti Zero Bassano), Fabio Zampierin (Fridays for Future) e Renzo Masolo (Fiab Bassano).
Dopo di loro, altri esponenti delle associazioni convenute prendono la parola per esprimere il proprio pensiero sulle problematiche del clima e sull’urgenza di affrontarle e risolverle.
“Andiamo in piazza - spiegano i promotori in un post sui social - per raccogliere l'appello di una ragazza con le treccine che dalla Svezia ha mobilitato milioni di ragazzi e ragazze che non vogliono rassegnarsi ad un destino drammatico del il nostro Pianeta.”
Come spiega Masolo dando inizio alla manifestazione, il flash mob ruota attorno a tre parole chiave: “ascolto”, “silenzio” e “partecipazione”. L’ascolto si divide in due momenti: l’esibizione di due giovani strumentisti, un oboista e un violinista, con la musica di “Gabriel’s Oboe” di Morricone e la lettura di una miscellanea di dichiarazioni di Greta Thunberg sull’emergenza climatica.
Segue la fase del silenzio, con ciascuno dei partecipati che rimane per alcuni minuti in tacita riflessione sulle parole appena sentite. Quindi il momento della partecipazione, con le dichiarazioni e le testimonianze dei rappresentanti delle associazioni intervenute.
“È il momento delle scelte coraggiose, è il momento dell’azione e del cambiamento -avvertono i promotori del “Flash mob per il clima” -. Dobbiamo cambiare la rotta, dobbiamo farlo subito e per farlo è necessario informarsi ed essere consapevoli di quello che sta avvenendo. Oggi vogliamo essere in tanti e tante, e nella confusione mediatica generale vorremmo essere attenti e propositivi, spingere per un cambiamento urgente.”
Nota non secondaria a margine: come sottolineato da più di un intervento, il flash mob si svolge esattamente ad un anno dalla dichiarazione di stato di emergenza climatica e ambientale votata ed approvata dal consiglio comunale di Bassano del Grappa. Da quell’atto consiliare - vuoi per il Covid, vuoi per altre ragioni - non sono tuttavia ancora conseguite delle reali politiche territoriali votate, per quanto di competenza dell’ente comunale, a una “nuova direzione” nei confronti delle azioni amministrative e dei comportamenti civici mirati a contribuire, anche se in minima quota parte, al contenimento dei cambiamenti e dei danni climatici.
La città di Bassano da sola non può salvare il mondo, ma non può neppure limitarsi a guardare dalla finestra per assistere al #SiCambia del clima.
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