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“Barriere” è il titolo di una nuova commedia seria - anzi, serissima - suddivisa in tre atti e ambientata e rappresentata nella città di Bassano del Grappa. Roba che neanche Operaestate Festival. Protagonisti: Domenico Riccio, responsabile comunicazione e social del circolo cittadino del Partito Democratico e portatore di disabilità motoria, e il sindaco Elena Pavan. La trama si sviluppa sul tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche a Bassano: una vera e propria battaglia per Riccio, il cui sogno - condiviso da tanti altri concittadini con limitate capacità motorie, deambulazione ridotta o con problemi di mobilità derivanti dall'età anziana - è quello di poter vivere in una città a misura di disabile.
Cosa non semplice, soprattutto in un centro storico di struttura medievale, ma certamente non impossibile.
Il prologo di questa commedia è un incontro in municipio tra Riccio e la Pavan risalente addirittura al 16 dicembre 2019: una specie di piccolo incontro di Teano tra centrosinistra e centrodestra, con tanto di sorridente foto affidata ai canali social comunali, nel nome del dichiarato comune intento di affrontare la questione della riduzione e abbattimento degli ostacoli fisici per chi si muove con difficoltà tra le vie, le scalinate e i palazzi cittadini.
Foto Alessandro Tich
Quell'incontro aveva un suo perché: si era svolto infatti pochi giorni prima dell'ultima seduta dell'anno del consiglio comunale, dedicata all'approvazione del bilancio di previsione 2020. E tra gli emendamenti al bilancio presentati in quella occasione dalle minoranze c'era la proposta di stanziamento di 150.000 euro per finanziare il PEBA, Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Quel presunto inizio di collaborazione tra Riccio e Pavan, e chi per essi, per addivenire a una politica condivisa e bipartisan sul tema della città a misura di disabile è invece andato a finire come è andato a finire: l'emendamento delle minoranze è stato bocciato dalla maggioranza consiliare e rispedito al mittente. Niente stanziamento di bilancio, dunque, per il PEBA: ma una promessa dell'amministrazione comunale “di realizzare comunque gli interventi di sistemazione delle barriere architettoniche, laddove possibile e nell'ambito di progetti già previsti e finanziati”. Da allora, di fatto, non se ne è più sentito parlare. Anche se nel giugno del 2020 si era tenuto un secondo incontro con l'amministrazione sull'argomento, allargato ad altre forze politiche e alle associazioni.
Ed è qui che comincia la nostra commedia seria in tre atti.
Atto I
Lo scorso lunedì 2 agosto Domenico Riccio, a nome e per conto del circolo PD di Bassano del Grappa, trasmette un comunicato stampa alle redazioni intitolato “E il PEBA? Amministrazione cercasi”. La nota stampa sottolinea che “è passato oltre un anno dall’ultimo incontro tra varie forze politiche, associazioni e realtà locali per discutere del PEBA e di come rendere la nostra città a misura di disabile” e che tutto era iniziato da una lettera che Riccio “aveva inviato alla sindaca Pavan con un'idea chiara: mettiamo da parte la rivalità politica e lavoriamo per i nostri concittadini”.
“Nell’ultimo incontro, a giugno dello scorso anno, come PD avevamo avanzato proposte di progetti concreti e lavori da organizzare - dichiara Riccio nel comunicato -. Si era anche pensato di coinvolgere varie realtà locali, dalle aziende ai commercianti. Ci siamo lasciati con la promessa di rivederci a breve, dopo aver contattato diversi specialisti e tecnici. Poi il nulla. Da più di un anno è tutto bloccato, in attesa dell’amministrazione.”
“Possiamo capire - prosegue nella nota il responsabile comunicazione del PD bassanese - che la giunta Pavan sia presa dai festeggiamenti per la riapertura del Ponte, ma non si puó trascurare tutto il resto. Volevamo aiutare, collaborare per il bene di tutti. Abbiamo visto anche esponenti e sostenitori di questa amministrazione lamentarsi per il blocco totale dei lavori. È ora di riprendere.” Conclude la nota: “Un altro anno è passato, un altro anno in cui i bassanesi disabili hanno dovuto assistere all’immobilità di questa amministrazione. Noi siamo pronti a tornare al tavolo e lavorare, aspettiamo solo che la sindaca Pavan esca dalla sua immobilità in tema di attenzione al mondo dei disabili.”
Atto II
Il giorno successivo, e cioè ieri, il Giornale di Vicenza pubblica una replica del sindaco Pavan al comunicato del Partito Democratico. In pratica la prima cittadina respinge le accuse di “immobilità” rimarcando come alcune iniziative per l'abbattimento delle barriere architettoniche siano già state concepite o realizzate nell'ultimo anno “senza cercare visibilità, ma lavorando per il bene dei nostri concittadini”. Si tratta del progetto del percorso per le persone con disabilità tra la stazione ferroviaria e il Ponte, da realizzare nel prossimo autunno e del coinvolgimento dei commercianti per l'allestimento della segnaletica dedicata. Ma anche “la riorganizzazione dell'accessibilità al municipio e agli uffici della polizia locale, oltre ai progetti che discuteremo nella prossima convocazione del tavolo istituito un anno fa”. “Voler mettere la bandierina di partito su temi trasversali alle diverse appartenenze e assolutamente di ordine civico - dichiara la Pavan al quotidiano locale riferendosi al PD - è un'operazione di bassa politica che si commenta da sola e che i cittadini hanno sicuramente già saputo pesare.”
Atto III
Nella tarda serata di ieri, martedì 3 agosto, Domenico Riccio trasmette alle redazioni una lettera aperta al sindaco Pavan dopo averne letto le dichiarazioni in risposta al comunicato stampa del PD riportate sul giornale.
“Gentile sindaca Pavan (…), scopro che è al lavoro da un anno, ha raggiunto grandi risultati e che il Partito Democratico si lamenta solo per “mettere una bandierina” - esordisce il testo della lettera aperta -. Più che da iscritto ad un partito politico, sono sconcertato e triste da cittadino. Da cittadino portatore di una disabilità, che aveva scelto di mettere a disposizione della città la sua esperienza di vita, lasciando da parte le divisioni maggioranza/minoranza per cercare soluzioni ai problemi dei disabili residenti a Bassano.” “Un anno fa, a giugno 2020 - prosegue Riccio -, nell'ultima riunione a cui sono stato invitato, erano nate diverse idee: il percorso tra stazione e ponte, ingresso a palazzo comunale e stazione della polizia locale, rampe mobili di accesso ai negozi del centro. Tutte idee avanzate da persone disabili presenti all'incontro e dall’associazione presente.
Ci siamo salutati parlando di percorso condiviso, di metterci al tavolo tutti insieme per trovare le soluzioni migliori. Da allora, da parte sua, non c’è stata più una convocazione, una telefonata, una mail. Da questa sua assenza nasce il nostro comunicato stampa come PD.” “Leggiamo poi - continua il testo - che è tutto pronto, tutto fatto, tutto bellissimo. Eppure anche altre persone, le associazioni, altri disabili (qualcuno sostiene pure la sua amministrazione) sono, per usare un eufemismo, arrabbiate, perché per un anno tutto è stato fermo, o quantomeno non condiviso. Lei, sindaco Pavan, sta cercando di giocare d’astuzia. Ha preso delle idee comuni, nate da un'iniziativa che doveva essere condivisa, le ha portate avanti senza condividerle e alla fine mi accusa pure di strumentalizzare il tema della disabilità per fini politici.”
“No, signora Sindaca - incalza Domenico Riccio -. A me questo non può dirlo, non ho bandierine di partito da piazzare sulla pelle dei bassanesi, ma il solo desiderio di vedere migliorata la vita dei miei concittadini. C’era la volontà di lavorare per il bene di chi più ne ha bisogno, di chi vede i propri diritti relegati sempre a elemosina, di chi vorrebbe solo fare quello che fanno tutti senza dover continuamente chiedere. C’era la volontà di mettersi a disposizione, per il bene comune. Lei, come in altre situazioni di questo suo mandato, sta andando avanti da sola, senza coinvolgere ed ascoltare. Così dimostra, contrariamente a quanto appariva più di un anno fa, una totale incapacità a fare squadra e Bassano è una città che così non può progredire.” “Soprattutto, se ha deciso di andare avanti da sola, non accusi qualcun altro di voler mettere una bandierina, faccia vedere questi progetti, li condivida con chi più puó capirli (e magari migliorarli) e dimostri che non sono ancora parole vuote - conclude la lettera aperta -. Non parlo solo di me, ma di tutti quelli che un anno fa le hanno teso la mano per collaborare nella sola speranza di realizzare qualcosa di importante. La aspetto, la aspettiamo. Anche se mi lancia delle accuse senza fondamento. Perchè il bene della città e dei suoi cittadini più sfortunati va sopra ogni altra cosa.”
Cala il sipario.
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