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“Sono felice di avere aderito a questa proposta di cambiamento. Anche se dire la parola “cambiamento” a Bassano è molto rischioso. Meglio dire magari “#Si Migliora”, “#Si Innova”… Ma “#Si Cambia”, nei prossimi anni, sarà un tabù.”
Non risparmia una frecciata all’attuale amministrazione comunale di Bassano Renzo Masolo, bassanese, fisioterapista all’ospedale San Bassiano, un passato e un presente nell’associazionismo, ambientalista da tempi non sospetti, membro del consiglio direttivo di FIAB Bassano e consigliere di maggioranza nell’amministrazione Poletto, di cui è stato un assiduo promotore della cultura della mobilità ciclabile e sostenibile. E anche questa volta Masolo arriva alla conferenza stampa - convocata ai Giardini Parolini - con la sua inseparabile bicicletta, attrezzata all’occorrenza con una bandiera di Europa Verde che sventola sul retro della bici. Una specie di manifesto elettorale mobile a consumo di benzina “zero”: la messa in pratica dell’affermazione secondo la quale una volta che ti candidi devi pedalare.
Si candida anche Gaia Bollini, architetto libera professionista, ligure di origine ma veneta di adozione, docente a contratto dell’Università di Udine sui temi dell’architettura sostenibile, da sempre attenta e impegnata sui temi ambientali sia nella professione che nella vita di tutti i giorni. Potremmo dire che l’impegno sulle tematiche della sostenibilità ambientale sgorga in lei continuamente: come l’acqua nella celebre Fonte Gaia nella Piazza del Campo di Siena.
Renzo Masolo e Gaia Bollini (foto Alessandro Tich)
Sono loro i due nomi del Bassanese candidati nella lista provinciale di Europa Verde che alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre corre in coalizione con Il Veneto che vogliamo, con il Partito Democratico, con +Europa e con Volt a sostegno della candidatura di Arturo Lorenzoni a governatore regionale. Nelle liste di Europa Verde, per queste elezioni regionali, correrà anche il gruppo politico Demos.
“In quest’ultimo anno - spiega Gaia Bollini - Europa Verde ha voluto ripartire come rilettura di quello che è il partito dei Verdi. La carta di identità è quella dell’European Green Party e la base del programma sono le impostazioni europee dei Verdi.” “La scelta è chiara - prosegue la candidata -. I nostri riferimenti sono i 17 obiettivi dell’agenda ONU 2030 in materia di sviluppo sostenibile, per accogliere la sfida della transizione economica attraverso il new green deal europeo.” Non ci sono infatti solo i temi dell’ambiente tra i punti distintivi del programma di lista per le regionali, superando quel vecchio luogo comune che pone la tutela ambientale come oggetto prioritario dell’azione politica dei Verdi. La proposta di Europa Verde mette infatti al centro anche i temi dell’economia e del sociale, fondandosi sul concetto di “ecologia integrale” per il quale economia, società e ambiente sono i tre cardini di un approccio globale alle politiche per il territorio. “Un’economia oggi fragile, da rileggere lavorando per una Green Economy tutta veneta, basata su trasparenza, equità, transizione ecologica, economia circolare e virtuosa”, spiegano i due candidati. L’attenzione al sociale pone invece in primo piano il tema della Sanità, che a fronte della privatizzazione sempre più estesa “deve essere pubblica e realmente efficiente”. Focus anche sull’istruzione “come fase fondante di una coscienza e responsabilità socio-ambientale”. “Attraverso l’istruzione - afferma Bollini - nasce la consapevolezza di essere cittadini responsabili all’interno di un territorio.” Infine i temi ambientali che, tra le altre cose, richiedono una presa in carico della fragilità dell’ambiente mettendo in atto un ripensamento della mobilità soprattutto pubblica e del consumo di suolo, uno sviluppo massiccio delle fonti rinnovabili e una transizione “verso città verdi e sane” tramite una più corretta gestione dell’acqua e dei rifiuti e il contenimento di tutte le forme di inquinamento.
Il simbolo concreto della “politica verde” per il Veneto sono proprio i Giardini Parolini in cui si svolge l’incontro coi rappresentanti dei media. “I Giardini Parolini - dichiara Renzo Masolo - sono un luogo verde, di tutela del territorio, di studio della botanica, di ricerca, sono un polmone della città e un giardino di idee, di volontà, di azione.”
Ed è proprio questo “brano di città”, per usare il linguaggio degli urbanisti, a dare lo spunto a una delle tre proposte concrete che vengono lanciate nell’occasione per il territorio e per la città di Bassano. Si tratta della riqualificazione della scuola Mazzini, al centro del dibattito cittadino di queste settimane. “Per la scuola Mazzini - rimarca Masolo - serve un progetto globale che coinvolga anche i Giardini Parolini e la viabilità, sul percorso di una strada innovativa e lungimirante.” Che fare dunque? Ecco la Green Solution: riqualificare secondo strategie sostenibili gli spazi didattici e la struttura della storica scuola di Bassano, portandola ad ospitare gli studenti e le attività anche della dirimpettaia scuola media Vittorelli, in vista del calo demografico delle iscrizioni previsto nei prossimi anni. Quindi abbattere l’edificio della Vittorelli, ampliando al suo posto il parco dei Giardini Parolini e riconsegnando l’area ad usi più strategici. Contestualmente, riportare il doppio senso in via Parolini per consentire ragionamenti sulla mobilità dolce e di collegamento tra e con le scuole della città, togliendo il traffico da via Remondini. Ne nascerebbe un grande parco cittadino con funzioni anche didattiche e educative, vista la contiguità della Mazzini “accorpata” con la scuola media. Sarebbe un grande cambiamento: anche se questa parola, come dalle dichiarazioni di premessa di Masolo, a Bassano non si può pronunciare.
Un’altra proposta verde per Bassano e territorio - che in realtà è la prima della lista - si richiama ai disastri della bomba d’acqua dei giorni scorsi. Si tratta della realizzazione del progetto di riuso dell’ex Caserma Fincato di Bassano quale polo operativo regionale della Protezione Civile e quale centro formativo nazionale per la gestione delle emergenze.
Il progetto era già stato avviato in collaborazione con la Regione Veneto e l’università IUAV di Venezia: si tratta di riprenderlo in mano, attualizzarlo e renderlo finalmente operativo alla luce delle emergenze ambientali occorse in questi ultimi anni.
“Bisogna formare i cittadini - sostiene Masolo - perché le emergenze saranno sempre più frequenti e sempre più forti.” “L’amministrazione di Bassano - continua il candidato - deve investire su questa priorità togliendo voci di bilancio per progetti obsoleti e appartenenti al passato, come il milione di euro per il park interrato di Prato Santa Caterina.”
La terza proposta riguarda infine il “management territoriale”, che altro non è che la supposta leadership sul territorio per la quale il Comune di Bassano “sta facendo poco o nulla”. Si tratta di favorire “politiche di collaborazione e coordinamento tra i Comuni limitrofi per massimizzare le risorse e gli investimenti, potenziando e efficientando i servizi e garantendo al contempo una migliore qualità di vita”. “Il tal senso - afferma Europa Verde - è strategico avere progetti di qualità per poter usufruire di quanto in arrivo con il Recovery Fund.”
“C’è l’esigenza di un reale intervento sovracomunale, non si sente più parlare di IPA o di Marchi d’Area - dichiarano Bollini e Masolo -. Serve una regia regionale che possa far sì che i Comuni collaborino. Ci sono a disposizione le risorse del Recovery Fund e di altri fondi dello Stato, ma senza una progettualità territoriale i Comuni quei soldi non li vedranno.”
In definitiva la proposta di Europa Verde per le elezioni regionali 2020 tratta i più diversi aspetti della rigenerazione urbana, intesa anche come rigenerazione economica e sociale.
“E da più di trent’anni che la rigenerazione urbana viene fatta in Europa - sottolinea l’architetto Bollini -, qui da noi è il momento di agire ora e subito.”
E l’“ora e subito”, per la lista di Europa Verde, è anche quello di una campagna elettorale a budget ridotto. “Siamo sostenuti dalle persone. Da oggi parte l’Europa Verde Tour con incontri serali e incontri con la gente nei mercati e nei quartieri.”
Così dice Renzo Masolo che nell’occasione, prendendo spunto dal nome del più famoso imprenditore del nostro territorio, si auto-nomina Renzo Verde.
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