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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa, trasmesso in redazione da Europa Verde Bassano, a firma dei candidati di Europa Verde alle elezioni regionali Renzo Masolo e Gaia Bollini:
COMUNICATO
Solagna, 4 agosto 2020. Foto di Jacopo Tich (particolare)
I CAMBIAMENTI CLIMATICI VANNO AFFRONTATI CON CORAGGIO E DETERMINAZIONE. ORA!
Europa Verde Bassano esprime grande preoccupazione di fronte agli eventi meteo avvenuti martedì 4 agosto a Solagna e Pove in primis.
A distanza di qualche giorno torniamo sulla questione, valutandone portata, cause (o concause) e avanzando proposte.
Purtroppo questi sono avvenimenti a cui ci dovremo abituare nei prossimi anni e decenni. Lo dobbiamo fare perché ce lo dice la Scienza, le cui previsioni, alla faccia di perpetuati negazionismi, continuano a dimostrarsi fondate. E il dover affermare questo ha già il sapore della sconfitta, dell’errore gestionale; dà per l’ennesima volta la misura della miopia di una società che non riesce a guardare oltre il proprio orticello e comprendere la portata dell’emergenza, reale, continua e profonda in cui versiamo. Ancor di più evidenzia la lontananza delle istituzioni da quel senso di responsabilità e “cura” che dovrebbero animarle e muoverne scelte, azioni e risorse economiche.
Il Consiglio regionale, a Venezia, abbandonato per “l’acqua granda”, mentre rifiutava di mettere a bilancio risorse per contrastare la crisi climatica; la richiesta di dichiarare l’emergenza climatica, avanzata dalle minoranze in consiglio comunale di Bassano in luglio 2019, respinta definendo il problema "aria fritta"; la successiva istanza dei ragazzi del Fridays For Future di Bassano ed ancora in attesa di risposta, malgrado milioni di giovani avessero manifestato lo scorso anno in tutto il mondo.
Cosa si vuole aspettare ancora? Che evidenze servono? Quali danni ambientali, sociali, umani e ancor più economici si vogliono attendere?
Siamo dell’idea che sia il momento di smettere di ripetere che la crisi climatica sia “aria fritta”; così come non è pensabile che questa possa essere la nuova “normalità”. Ciò che è “normale” si perpetua nel tempo, ma qui, si di questo passo, è proprio il tempo che non ci sarà più dato.
E’ necessario metterci la testa seriamente, tutti, ognuno nel piccolo e grande delle proprie azioni, e ascoltare chi da decenni sta chiedendo maggior attenzione ma, soprattutto, interventi coraggiosi. Proprio quegli interventi, senza precedenti, chiesti a gran voce dall'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).
Le nostre proposte, chiare e concrete per il territorio:
– revisione della programmazione economica dei vari comuni, ricavando risorse per azioni veramente efficaci per contrastare i cambiamenti climatici (mitigazione climatica, regimentazione delle acque, manutenzione dei corsi idrici, dei boschi ecc.);
– maggior collaborazione tra i comuni attraverso un'azione coordinata e permanente;
– creazione di un tavolo di lavoro partecipato che raduni tutti i portatori d'interesse per orientare gli interventi nel migliore dei modi (consorzi di bonifica, comunità montane, manutentori ecc.);
– definizione e attuazione di programmi di formazione a lungo termine nella scuola, nei comuni e nei quartieri, da condursi in collaborazione con enti, istituzioni e associazioni territoriali. Obiettivo: portare a un cambiamento di mentalità dei cittadini e all’acquisizione di consapevolezza;
− realizzazione del progetto della ex caserma Fincato di Bassano quale polo operativo e formativo nazionale per la gestione delle emergenze. Il progetto era stato già avviato in collaborazione con la Regione Veneto e l’università IUAV di Venezia, poi inspiegabilmente congelato;
− pianificazione e attuazione di studi che possano orientare la programmazione degli interventi sul breve, medio e lungo termine, commissionandoli a enti e studi di ricerca altamente specializzati. Non è infatti pensabile che i funzionari dei singoli comuni abbiano sufficiente preparazione e visione di insieme. Non è il loro compito per altro;
− definizione di un piano di manutenzione delle caditoie e della rete fognaria pluviale per garantirne costante efficienza. Si tratta di una azione urgente, e non complicata, che non giustifica i quattro anni di tempo necessari prospettati dall'assessore Zonta per Bassano. Bisogna attuarlo in 4 mesi!
− mappatura e analisi dei siti più critici e vulnerabili del territorio (sia ambientali che antropizzati) e loro messa in sicurezza (dal punto di vista idro-geologico ecc.)
− definizione e adozione di un piano finalmente serio e coraggioso per potenziare il verde pubblico, i parchi, il verde privato e le aree inutilizzate.
La prima naturale obiezione è quale relativa a soldi per attuare tutto ciò.
In risposta Europa Verde sottolinea che, intanto, quanto proposto vuole essere un progetto di ampio respiro, non necessariamente “tutto e subito”.
In secondo luogo quello del reperimento delle risorse economiche è un falso problema (azzardiamo a dire che sia addirittura un problema di comodo).
Iniziamo ad abbandonare progetti ormai vetusti, anacronistici, che fanno parte di una visione del mondo, ci auguriamo, passata e riutilizziamo quelle risorse per interventi più utili, lungimiranti e innovativi. Il milione di euro messo a bilancio per costruire un nuovo parcheggio interrato in Prato Santa Caterina a Bassano, tanto per fare un esempio, sia reindirizzato su uno o più punti di quelli proposti, e altri ancora ce ne sarebbero, solo nel bassanese. In termini amministrativi si precisa che basterebbe una semplice variazione di bilancio.
La Regione stessa, poi, deve avere il coraggio di mettere adeguati fondi a bilancio in tal senso, smettendo di respingere le mozioni presentate in consiglio comunale riguardanti i cambiamenti climatici e le emergenze correlate (magari prima che diventino strutturali!).
Vi è poi il canale dei finanziamenti europei, tramite l’euro-progettazione, di cui la Regione può farsi leader proponente e/o tramite.
Non ultimo il Recovery Fund, importante volano economico per l’attuazione appunto di progetti creati attraverso l'attivazione, la collaborazione e l'ascolto dei territori.
Se non lo facciamo ora, poi non ce lo perdoneremo (non ce lo perdoneranno) più!
Renzo Masolo e Gaia Bollini
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