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“Grande Bassano, addio?”. Prendendo spunto dal caso della Pala di Sant’Anna, e allargando il tiro, il consigliere di opposizione Angelo Vernillo denuncia la perdita di leadership territoriale della città dopo un anno di sindaca Pavan
Pubblicato il 03 giu 2020
Visto 4.033 volte
Si scrive “Pala”, si legge “amministrazione comunale”. La vicenda della Pala di Sant’Anna di Jacopo Bassano, rispedita da Bassano del Grappa alle Gallerie dell’Accademia di Venezia con raccomandata espresso senza ricevuta di ritorno, non è solo una questione inerente il tema specifico “Cultura e Museo”. E non è solo un’operazione compiuta in gran segreto, al punto da aver portato un consigliere comunale di maggioranza (attenzione: maggioranza) a confidarmi di sentirsi “in imbarazzo totale” per “la Pala, scambiata nella collezione come una figurina Panini”.
Si tratta anche di un caso emblematico - e in quanto tale rappresentativo - dello stile di gestione della cosa pubblica messo in campo dall’amministrazione bassanese a traino leghista. Il caso-Pala è una parte per il tutto, la sineddoche di un modo di fare che tende a programmare e a decidere sulle questioni importanti senza il coinvolgimento della città (vedi mancata informazione preventiva al quartiere Margnan-Conca d’Oro sul mega-progetto del parking interrato in Prato Santa Caterina, oppure vedi il maldestro tentativo a cose fatte, e rispedito al mittente, di coinvolgere per la scelta dell’opera “sostitutiva” della Pala l’associazione Amici dei Musei).
Tali considerazioni, frutto di pura analisi giornalistica e non certo di prevenzione ideologica, trovano una conferma distinta ed autonoma - in quanto politicamente motivata - in un comunicato stampa inviato oggi alle redazioni dal consigliere di opposizione Angelo Vernillo, capogruppo della lista civica Bassano Passione Comune ed ex assessore della giunta Poletto.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Vernillo prende spunto dalla lettera trasmessa al sindaco di Bassano dal direttore delle Gallerie dell’Accademia Giulio Manieri Elia (leggasi il nostro articolo “Una laguna da colmare”) che tanta discussione e anche irritazione ha suscitato tra molti bassanesi.
Partendo da quella lettera, l’esponente di minoranza punta il dito sulla questione della Pala e dalla questione della Pala allarga il tiro su quelle che a suo dire sono le grandi lacune della politica comprensoriale dell’attuale compagine amministrativa.
Arrivando a dichiarare che la vicenda della Pala “certifica che dopo un anno di sindaca Pavan Bassano ha perso qualsiasi possibilità di diventare punto di riferimento e Comune trainante di un’area vasta” e, messa insieme a tutte le altre cose, sancisce “la perdita della leadership territoriale” della città, mettendo una seria ipoteca sulla inattuabilità del progetto della “Grande Bassano”.
Altro che Smart City. A giudicare dalle parole del consigliere di opposizione - e per usare una licenza italo-anglo-maccheronica - Bassano del Grappa presenta oggi le caratteristiche di una Smort City.
COMUNICATO
GRANDE BASSANO, ADDIO?
LA VICENDA DELLA PALA DI SANT’ANNA CERTIFICA CHE DOPO UN ANNO DI SINDACA PAVAN BASSANO HA PERSO QUALSIASI POSSIBILITÀ DI DIVENTARE PUNTO DI RIFERIMENTO E COMUNE TRAINANTE DI UN’AREA VASTA.
Ho dovuto rileggere più volte la lettera del direttore delle Gallerie dell’Accademia.
Perché tra i toni gentili, burocratici, e le rassicurazioni benevole ai bassanesi per tramite della sindaca Pavan, c’era qualcosa che non mi tornava, una piccola sensazione non piacevole. Per questo ci ho dovuto pensare molto e alla fine mi è parso di capire cosa: il fatto che Bassano in questa situazione non è stato per nulla considerato. O meglio è stato “fotografato” in maniera molto chiara da fuori: da questo direttore che probabilmente, e guardando la sua biografia se ne può comprendere la ragione, non “conosce” Bassano del Grappa. Non ne conosce la storia. Non ne conosce la passione. Non conosce i bassanesi. Quasi si stupisce che non ci siano gli osanna benedicenti dei bassanesi che si dovrebbero sentire “onorati” che la grande istituzione museale veneziana abbia ripreso indietro un quadro ospitato, amato e “curato” per quasi 70 anni nel museo civico cittadino. E addirittura, quale gentilezza, concede una possibile convenzione per “valorizzare” il nostro museo cittadino con opere delle Gallerie e, quale ulteriore bontà, la possibilità che la Pala di Sant’Anna torni a Bassano per un periodo.
Si capisce bene che il sottoscritto non condivide per nulla quanto scritto dal direttore, né tantomeno il modo “silenziato” col quale l’attuale amministrazione Pavan ha restituito “senza colpo ferire e nel silenzio più totale” la Pala alle Gallerie dell’Accademia.
E che si batterà per come potrà insieme a tanti altri cittadini bassanesi perché la dignità di uno dei più antichi musei civici della Regione (se non il più antico) venga riconosciuta e perché la Pala di Sant’Anna trovi la collocazione museologica più opportuna in considerazione della storia e di tutte le riflessioni che ad esempio il dottor Guderzo ha pubblicamente espresso in diverse occasioni ultimamente.
Quello che però plasticamente questa vicenda certifica è la perdita di leadership territoriale e di capacità di essere un punto di riferimento per un’area più vasta da parte della nostra città.
Un anno di amministrazione Pavan: Tribunale della Pedemontana sparito dall’agenda cittadina (sì e no una letterina… forse…), ampliamento comando intercomunale di Polizia Locale tutto fermo dopo un tentativo maldestro di “mettere Bassano sotto Thiene”, Marchio territoriale d’area in grave e colpevole ritardo e se non fosse per l’intelligente soccorso del sindaco di Valbrenta, Luca Ferazzoli, saremmo tornati indietro (altro che Esagono qua si sta tornando al primo dopoguerra!), gestione dell’emergenza Covid-19 insufficiente e senza capacità di coordinarsi con gli altri sindaci (bravo il sindaco di Romano, Simone Bontorin, a farsi collettore e riferimento per la distribuzione delle mascherine e ancora più bravo quando adesso mette in campo 500mila euro come un “bazooka” per i suoi cittadini e le attività commerciali e imprenditoriali mentre l’amministrazione Pavan tentenna e poco e lentamente fa).
E tralascio le mancanze e assenze in ambito rifiuti (Etra) e sociosanitarie (conferenza dei servizi Ulss 7 e Ospedale San Bassiano).
Nei cinque anni precedenti abbiamo pensato e portato avanti una Bassano che cercasse di esercitare una “leadership di servizio” per un territorio più ampio.
Abbiamo creato il primo comando intercomunale di Polizia Locale ed era arrivato il tempo di proseguire e ampliare. Abbiamo lavorato molto per il marchio d’area del turismo e c’erano tutti i presupposti per operativamente partire. Il comitato per il Tribunale per la Pedemontana stava iniziando a lavorare proficuamente. Abbiamo inserito Bassano nei circuiti europei di costruzione delle città del futuro con il progetto “Making City” e molto altro.
Continuo a credere questa sia la “vocazione” di Bassano da sempre e questa debba essere la strada da percorrere, non solo per evitare altre situazioni come la Pala di Sant’Anna, ma per la crescita economica e per il benessere di tutti noi, ancora di più adesso dopo il Covid-19.
C’è ancora qualcuno in via Matteotti che la pensa così ed è disponibile a lavorarci (anche insieme) per recuperare il tempo perduto?
Angelo Vernillo
Capogruppo Bassano Passione Comune
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