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Mal di Pancho
Dopo il nostro articolo “CoronaCircus” dedicato alla onorevole bassanese Sara Cunial, lettera al direttore di Francesco Celotto, anch'egli ex 5 Stelle. Con la mia risposta
Pubblicato il 18 mag 2020
Visto 4.351 volte
Con riguardo al nostro articolo “CoronaCircus”, dedicato alla deputata bassanese del Gruppo Misto ed ex Movimento 5 Stelle Sara Cunial, riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera al direttore, trasmessa da Francesco Celotto, già attivista politico, anch'egli con un passato nei 5 Stelle di Bassano del Grappa:
LETTERA AL DIRETTORE
Francesco Celotto
FUOCHI FATUI
Egregio direttore,
non posso esimermi dall'intervenire nuovamente dopo aver letto il suo pezzo sulla nostra (ma dove?) rappresentante parlamentare Sara Cunial.
Conosco personalmente la Cunial avendo entrambi militato nello stesso partito ovvero il Movimento 5 Stelle.
La Cunial sta inscenando ultimamente vari shows, ergendosi a paladina delle libertà a suo modo di dire illegittimamente limitate con le misure anti Covid .
L'"onorevole" è da sempre una viscerale paladina antivaccini e di questo ne ha fatto una bandiera tanto da essere espulsa dal M5S.
Ma è davvero così antisistema la buona Sara?
Chiarisco subito che non ho nulla contro le posizioni No Vax della Cunial, nè contro le sue posizioni anti misure Covid 19, pur non condividendole. Essendo in democrazia ognuno è legittimamente libero di esprimere il suo pensiero.
Quello che non mi piace del suo modo di fare è un certo opportunismo tipico ahimè dei nostri politicanti (definirli politici mi sembra un termine troppo grande per il 99% di loro).
Non ricordo una militanza attiva di Sara nel M5S. Non ricordo abbia partecipato negli anni in cui ero membro ad attività sul territorio, non ricordo abbia abbracciato battaglie o particolari iniziative in ambito locale.
Visto che la Cunial è una imprenditrice agricola, perché non ho mai sentito la sua voce, se non assai sporadicamente, levarsi contro gli obbrobri che distruggono il territorio tipo la Superstrada Pedemontana Veneta? Per non parlare di tante altre battaglie che come M5S sono state portate avanti in ambito locale.
Non ricordo a memoria alcuna presa di posizione o iniziativa degna di questo nome della attivista a 5 Stelle Cunial o della rappresentante parlamentare che esulasse dal suo piatto forte ovvero la battaglia No Vax.
E dico di più: Sara Cunial si ricordava del M5S ogni qualvolta si approssimavano scadenze elettorali.
Mi ricordo che venne ai banchetti del M5S a dare una mano in concomitanza delle elezioni politiche del 2013, si candidò con la lista M5S per le elezioni amministrative del 2014 risultando non eletta e infine, dulcis in fundo, risultò eletta alle ultime elezioni del 2018 in quanto capolista del listino per il nostro collegio elettorale. Ricordo che ad un certo punto il M5S minacciò la sua esclusione dalle liste per le elezioni politiche per la sua posizione anti vaccini, in seguito ad un post che la stessa aveva posto sul suo profilo Facebook. Posizioni che la Cunial, in odore di carega parlamentare, si rimangio parzialmente e prontamente.
Ecco perché sospetto del personaggio che sembra stia utilizzando il palco parlamentare più per farsi pubblicità e darsi visibilità con i suoi shows, che per rappresentare le istanze del territorio a Roma. Non una parola ha speso sui problemi delle nostre imprese o sul sostegno al settore agricolo in seguito alla emergenza Covid, pur essendo la signora imprenditrice agricola. Non una parola sui problemi dell'ambiente e della cementificazione abnorme della nostra regione.
Egregio direttore, diffido molto di questi Pancho Villa da strapazzo che, oltre a estemporanee e folcloristiche iniziative, sono poco inclini a fornire una qualche proposta, infondendo in me il legittimo sospetto che stiano solo furbescamente cavalcando lo scontento di alcuni per utilizzarlo a fini propagandistici e opportunistici.
Dico alla Cunial che serve ben altro per provare a cambiare questo sistema di capitalismo selvaggio e iniquo. Servono idee, coraggio, visione cose di cui dubito assai che la nostra (?) rappresentante possegga.
La Cunial sembra un fuoco fatuo destinato comunque tra qualche anno a spegnersi quando nel 2023, o anche prima, scadrà il suo mandato elettorale e tornerà nella sua ridente Cismon ad occuparsi di agricoltura. O forse gli agi e il ricco stipendio romano la avranno trasformata e tenterà di correre, non so bene con chi, per un secondo mandato?
Servono più che mai capitani coraggiosi, non fatui Pancho Villa da strapazzo.
Francesco Celotto
RISPONDE IL DIRETTORE ALESSANDRO TICH
Egregio Francesco Celotto,
Apprezzo come sempre la sua schiettezza, bene raro di questi tempi, che mi porta periodicamente a pubblicare le sue lettere, in quanto fonte di riflessione al di là delle opinioni che - come tutti i giudizi personali - possono essere condivisibili o meno.
Non posso dire di concordare o meno con lei sul passato dell'onorevole Sara Cunial nel Movimento 5 Stelle, non conoscendo direttamente i fatti e non possedendo quindi gli elementi per condividere o confutare le sue affermazioni.
Posso invece confrontarmi con le sue valutazioni relative al presente, vale a dire l'attuale momento storico-politico nel quale la nostra (?) rappresentante a Roma (come vede, sono d'accordo con lei sul punto interrogativo) sta impiegando tutte le sue energie in una personalissima battaglia all'arma bianca contro le restrizioni governative anti Covid.
Devo dire, a onor del vero, che quella che io considero una Giovanna d'Arco del lockdown (e non un Pancho Villa da strapazzo) esprime una posizione anti-Sistema, in materia di oppressione eccessiva da controllo pubblico per il Covid-19, che avevo già espresso velatamente anch'io nei miei critici articoli e editoriali pubblicati nel corso della “fase 1”.
Il problema è che la onorevole porta avanti le sue filippiche contro le politiche di controllo e di contenimento del contagio da parte dello Stato estremizzandole oltre ogni limite, producendo invettive di pancia e non di testa, generate da un mal di Pancho - per parlare come lei, Celotto - che fa tirare fuori cose come quelle dichiarate dalla deputata del Gruppo Misto nel suo ultimo intervento alla Camera.
Una cosa è certa: la “battaglia” No Covid di Sara Cunial, che si aggiunge e si mescola alla sua guerra No Vax, non cambierà le sorti del Paese. Può invece cambiare le sorti di lei medesima, costretta a pensare già al suo futuro - non abitando politicamente in nessuna casa - e abilissima a fare la politica (o politicante, come dice lei) sui social, dove i “like” e le condivisioni sui suoi post da Resistenza-19 si contano a decine di migliaia.
Il senso di tutto ciò si scontra con il fatto che la Giovanna d'Arco del lockdown rappresenta una doppia anomalia. La prima anomalia è che oggi la Cunial rappresenta se stessa e non il territorio che l'ha eletta, brillando anche lei - come peraltro tutti i parlamentari spediti a Roma dalla nostra Circoscrizione e dal nostro Collegio - per la scarsa presenza (uso un eufemismo) nella vita pubblica e nelle tematiche del comprensorio bassanese, escluso il deputato leghista Germano Racchella che nel territorio “c'è” per forza di cose, in quanto sindaco di Cartigliano.
La seconda anomalia è che la nostra (?) eletta prende parte al consesso parlamentare da “cane sciolto”, non facendo più parte di quel Movimento con cui ha conquistato due anni fa la fiducia degli elettori. Per carità: lo sancisce anche la Costituzione che un parlamentare svolge la propria attività senza vincolo di mandato. Ma la crociata anti-governativa della nostra eroina odora tanto di ripicca nei confronti del Movimento grillino, che oggi siede sui banchi del governo, che prima l'ha candidata e poi l'ha espulsa. Se oggi la onorevole di Cismon del Grappa sedesse ancora tra le file dei deputati di maggioranza, direbbe e scriverebbe le stesse cose? Mi pare alquanto improbabile.
Insomma: fuoco fatuo o fuoco furbo? Alle prossime elezioni politiche, se mai Sara Cunial si ricandiderà con qualcuno, lo diranno ancora e sempre gli elettori.
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