Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 27-12-2019 15:30
in Attualità | Visto 2.266 volte

Teste da Ponte

Due oli su tela inediti di Jacopo Bassano appaiono nel mercato antiquario bassanese. Scatta un'operazione per l'acquisto dei due dipinti, per donarli al Museo Civico di Bassano. Sempre che l'amministrazione comunale sia intenzionata ad accettarli

Teste da Ponte

La Vergine e il Pastore di Jacopo Bassano (foto Alessandro Tich)

Anche senza avere una mappa a portata di mano, può capitare ogni tanto di trovare un tesoro. Ed è quello che è capitato a un antiquario di Bassano del Grappa, che ha acquistato in Spagna due piccoli oli su tela (33,4x26 cm. il primo, 36x27 cm. il secondo) genericamente attribuiti alla “scuola veneta”. Si tratta di due frammenti che rimandano a prima vista alle figure della Madonna e del Pastore inginocchiato della grande tela “L'adorazione dei pastori di notte” di Jacopo Bassano, eseguita per la chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia negli ultimi mesi di vita del grande maestro della pittura veneta del '500, scomparso nel 1592. La successiva opera di restauro e pulitura dei due dipinti ne ha restituito la grande bellezza. “Entrambe sono realizzate con una franchezza di pennellata e un vigore nella definizione delle figure che si possono riferire solo al caposcuola della prolifica famiglia dei pittori Dal Ponte.” Così scrive, nella brochure di presentazione delle due opere, la dott.ssa Claudia Caramanna, storica dell'arte ed esperta della pittura di Jacopo Bassano e della sua bottega, nonché allieva del prof. Alessandro Ballarin, una tra le massime autorità scientifiche sull'opera del Da Ponte e sul '500 veneto.
Perché l'autore delle due figure riapparse agli occhi di noi contemporanei, egregi lettori, altri non è che Jacopo Bassano. L'attribuzione dei due oli su tela al Bassano è scaturita da un expertise affidato alla dott.ssa Giuliana Ericani, già direttore dei Musei Civici di Bassano del Grappa. Un autorevole parere che riconosce le caratteristiche del tratto pittorico del caposcuola, collocandone la maniera realizzativa nel periodo terminale degli anni '70 del Cinquecento, ovvero circa una quindicina di anni prima della “Adorazione dei Pastori” della chiesa di San Giorgio. Attribuzione che è stata di seguito confermata da altri studiosi del calibro di Livia Alberton Vinco da Sesso e della stessa Claudia Caramanna, nonché ulteriormente avvalorata dal qualificato giudizio del prof. Ballarin.
“Siamo di fronte a due dipinti inediti di Jacopo Bassano, ma che in realtà sono un dipinto solo, perché sono due frammenti che provengono da una Adorazione dei Pastori da cui sono stati estrapolati - spiega a Bassanonet la dott.ssa Caramanna -. Uno raffigura la Madonna e l'altro raffigura il pastore inginocchiato davanti alla Madonna e davanti al Bambino. Sono due frammenti da una composizione che probabilmente è stata il modello per la Pala di San Giorgio a Venezia, l'ultimo dipinto realizzato da Jacopo Bassano insieme alla bottega. Ma questi, a differenza della Pala di San Giorgio, non sembrano avere nessun intervento della bottega, ma essere degli autografi del maestro.”

Eccolo qua, quindi, il tesoro ritrovato senza mappa. Una Madonna e un Pastore che oggi si presentano separati, ma che con tutta probabilità sono originari da una “Adorazione dei Pastori” realizzata dal Bassano attorno alla fine degli anni '70 del Cinquecento. Due figure che sono dunque provenienti dallo stesso quadro e che nel corso delle successive vicissitudini del dipinto, in un tempo lontano e indefinibile, sono state ritagliate e trasformate in due quadri “da testa”. Ritrovati sul mercato spagnolo in accoppiata, i due frammenti - come scrive ancora Claudia Caramanna nella scheda di presentazione - “hanno viaggiato insieme per secoli ed appaiono omogenei sotto il profilo stilistico.”
Il caso ha voluto che l'ultima tappa (per il momento) del loro viaggio, in quasi mezzo millennio di peregrinazioni, sia proprio la città del loro autore. In altre parole, dopo aver girato chissà dove per il mondo i due dipinti sono rientrati a casa.
Da un punto di vista puramente economico, potrebbe ben dirsi “il colpo della vita” per l'operatore dell'antiquariato locale che ne è entrato in possesso. Essere il proprietario di due Bassano originali, anche se di ridotte dimensioni, significa infatti avere due redditizi assi nella manica nel sempre florido mercato delle aste d'arte internazionali.
Basti pensare che nel 2014 una “Adorazione dei Pastori” di Jacopo Bassano è stata battuta e aggiudicata all'asta da Christie's a New York per la cifra record di quasi 9 milioni di dollari. Roba da far venire agli occhi di qualsiasi proprietario di un'opera attribuita al Da Ponte il simbolo $, come nei fumetti di Zio Paperone. Ma ci sono casi, come questo, in cui il puro calcolo del tornaconto economico (e che tornaconto!) cede il passo all'amore nei confronti della propria città. La città di Bassano del Grappa si trova difatti di fronte a una sorprendente e allettante proposta dell'esponente del mercato antiquario cittadino.
Il professionista del settore è infatti disposto a cedere ad altri privati l'accoppiata dei due dipinti della Madonna e del Pastore per la somma - non dico simbolica, ma di certo estremamente ridotta rispetto al loro valore di mercato - di 60.000 euro, a condizione che le due opere vengano poi donate al Museo Civico di Bassano del Grappa.
Perché ciò accada, devono tuttavia verificarsi due condizioni. La prima è che si trovino un privato o una cordata di privati di larghe vedute, disposti ad acquistare le due opere del Bassano per poi donarle filantropicamente al Museo Civico. La seconda è che il Museo Civico, e con esso l'amministrazione comunale di Bassano, sia intenzionato ad accettare la donazione.

Quando si mettono a confronto il pubblico e il privato, solitamente è sempre il privato a muoversi per primo. Accade anche in questo caso. Su iniziativa di due noti frequentatori della vita culturale bassanese - l'editore Andrea Minchio e il family banker di umanistici princìpi Marcello Zannoni - è scattata un'operazione finalizzata a coinvolgere associazioni, club service, imprenditori e cittadini generosi per dare luogo a una sottoscrizione collettiva per l'acquisto dei due frammenti dapontiani alla cifra proposta, approfittando anche dei benefici fiscali dell'Art Bonus, e per la donazione dei medesimi al Museo Civico. L'operazione tuttavia partirà se e solo se il Museo Civico esprimerà formale interesse ad accettare i due volti di Jacopo alle condizioni richieste: impegno ad esporre le due opere in uno spazio adeguato della Pinacoteca, e non a relegare le stesse nei depositi del Museo, con una targa di indicazione dei nomi degli sponsor donatori.
Per il lancio dell'iniziativa, venerdì 20 e sabato 21 dicembre i due inediti frammenti della perduta “Adorazione dei Pastori” del Bassano sono stati eccezionalmente esposti per la prima volta al pubblico, sotto la attenta regia di Marcello Zannoni, nella filiale bassanese di piazzale Trento di Banca Mediolanum. Nell'occasione si sono tenute anche alcune lezioni esplicative di introduzione alle due opere, a cura di Claudia Caramanna.
All'evento erano state invitate anche il sindaco Elena Pavan e la presidente della Commissione Cultura del consiglio comunale Chiara Tessarollo ma le stesse, come mi riferiscono gli organizzatori, non si sono presentate. “Se arriverà un minimo segno di interesse da parte dell'amministrazione comunale, l'operazione può partire - mi conferma Marcello Zannoni -. Aspettiamo almeno un segno di buona volontà da parte dell'amministrazione, che al momento non è ancora arrivato.”
Alla fine della fiera, i casi - come spesso accade - sono due.
Caso primo: l'amministrazione Pavan, in nome e per conto del Museo Civico, dimostrerà di voler accettare la donazione per destinarla alla collezione dapontiana della Pinacoteca.
In questo caso scatterà a tale scopo la sottoscrizione collettiva tra privati.
Caso secondo: l'amministrazione comunale non sarà interessata alla donazione.
In questo caso i due dipinti saranno svincolati dalla destinazione morale al Museo Civico e prenderanno la via delle aste internazionali d'arte, dove potranno essere battuti e aggiudicati separatamente, e a cifre ben superiori, prendendo due destinazioni diverse.
Come andrà a finire? Lasciamo ai soliti posteri il compito di emettere l'ardua sentenza. Secondo la logica, una città come Bassano non dovrebbe farsi scappare una simile opportunità. Anche se in questi tempi, per la politica della Cultura a Bassano, la logica appare essere solamente un optional.

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