Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 03-11-2018 22:24
in Attualità | Visto 1.296 volte
 

Borgo Mondo

Viaggio cronistico in Borgo Angarano dopo le accuse di “proteste inopportune e indecorose” lanciate da sindaco e vicesindaco nei confronti delle richieste e lamentele dei commercianti per la chiusura del Ponte

Borgo Mondo

Foto Alessandro Tich

Il Borgo Mondo in questi giorni è un pianeta a se stante, ubicato sulla sponda destra del Brenta in Comune di Bassano del Grappa. La principale via di accesso pedonale dal centro storico della città, vale a dire il Ponte Vecchio, è chiusa al transito da domenica scorsa e gli effetti si vedono. Ci faccio un salto verso il tramonto di oggi, che è sabato (e che sabato: collocato nel bel mezzo del ponte di Ognissanti), e tutto ciò che vedo è una scatola vuota. Vuoti i negozi, bar con clienti che si contano sulle dita di una mano, via Angarano praticamente spopolata, con qualche sporadico passante intento ogni tanto a dare la prova che esiste vita sulla Terra. Persino il plateatico esterno della birreria di piazzetta Angarano, solitamente pieno di avventori già a quest'ora, presenta solo tavolini vuoti. Scene da coprifuoco, mentre il semaforo all'ingresso del Ponte continua ad emettere la luce rossa. Non c'è neppure il solito via-vai di crocchi di persone ferme per un paio di minuti al massimo alle transenne che fungono da barriera per cogliere la transitoria emozione di dare un'occhiata al Ponte sbarrato, col Brenta arrabbiato che rumoreggia di sotto. Altri rumori, e alquanto vivaci, arrivano invece dalla spalla opposta del manufatto dove la consueta muraglia umana della movida dell'aperitivo sta dando briglia sciolta ai riti del weekend alla Grapperia Nardini. Bassano Est e Bassano Ovest, in questo momento, sembrano davvero due Mondi opposti.
Il fiume è ormai pienamente sotto la piena: il livello dell'acqua è in costante calo e la quota idrometrica rilevata alla centrale Arpav di Ca' Barzizza (dato aggiornato alle ore 19) è di 1,89 m. Quasi 2 metri sotto il picco di piena di 3,74 m. rilevato nel corso di quella che qualche tele-mezzo di informazione, con roboante enfasi, ha definito “la più lunga notte che la città di Bassano ricordi dopo il secondo dopoguerra”.
Eppure non ci siamo ancora: il Brenta cioè non ha ancora raggiunto la fatidica soglia di 1 metro e 55 a Ca' Barzizza, deciso dal Comune quale limite al di sopra del quale sul Ponte non si passa, fintanto che questi strabenedetti lavori di somma urgenza per la puntellazione delle stilate 3 e 4 non saranno completati. Transito ancora vietato e Ponte visibile ai due ingressi solamente da dietro le grate, come un animale allo zoo.

Mentre passeggio nel Borgo, butto l'occhio dentro ai negozi: i volti dei commercianti sono scuri. Non tanto però per i mancati incassi di questi giorni, che in un certo senso sono stati messi in preventivo, quanto per la reazione dell'Amministrazione comunale nei confronti delle istanze degli operatori economici del quartiere, “colpevoli” agli occhi del Palazzo di avere avanzato richieste per evitare l'isolamento - sia attualmente, che in prospettiva - quali, ad esempio, pensare ad una passerella di collegamento tra le due sponde o anche, e soprattutto, innalzare nuovamente la soglia idrometrica del fiume (che prima era fissata a 2 metri e 76) per la chiusura al transito del Ponte.
In una nota trasmessa ieri (non a Bassanonet) e pubblicata oggi dal quotidiano locale, il sindaco Riccardo Poletto e il vicesindaco Roberto Campagnolo hanno definito le proteste dei commercianti ed esercenti del rione in destra Brenta “inopportune e indecorose”. Soprattutto in un momento, ammonisce la comunicazione dei due pubblici amministratori, “in cui il Veneto è in ginocchio e a Bassano è stato scongiurato il peggio”. Sindaco e vice esprimono sconcerto per il fatto che “ci si preoccupi di qualche giorno di disagio, non avendo la corretta percezione del rischio alla sicurezza della città e dei cittadini”. “Siamo molto colpiti - aggiungono - dalla leggerezza con cui persone non addette ai lavori indicano soglie, soluzioni idrogeologiche, progetti di passerella.”
E ancora Poletto e Campagnolo ribattono nella nota che “questo non è il momento delle polemiche” visto che “ci sono nella nostra regione territori isolati, famiglie in grandissima difficoltà, boschi e terreni devastati” e “ci sono dei morti”.
E si aggiunge alle espressioni di sdegno, sul quotidiano locale, anche l'assessore comunale alle Attività economiche Cristina Busnelli, la quale afferma che “è quantomeno inadeguato lamentarsi per le perdite economiche di una settimana” mentre “c'è un Paese intero in grande difficoltà”.

È questo il motivo della poca voglia di scherzare (uso un eufemismo) degli operatori del commercio di Borgo Angarano: il fatto di essere stati accostati ai drammi veneti e nazionali conseguenti al maltempo dei giorni scorsi, quasi che chiedere o anche proporre soluzioni ai problemi contingenti del quartiere sia stato un atto di mancato rispetto per chi in queste ore soffre o piange dei lutti. Della serie: cornuti e mazziati.
C'è poca voglia di parlare e chi tra i diretti interessati dichiara qualcosa al vostro cronista chiede, per timore di ritorsioni, che non venga fatto il suo nome.
“Nessun commento, qua xe un bel casìn”, mi dice uno. “Incompetenti e permalosi, i 'e ga tute”, si lascia scappare un altro. C'è anche chi usa toni sempre espliciti, ma più smorzati: “Lungi da noi far polemica, ci stringiamo attorno alle persone che hanno avuto dei problemi e capiamo l'evento drammatico che si è manifestato nel fine settimana, però ci teniamo a sottolineare che la nostra situazione di disagio è cominciata nel 2015. Da allora abbiamo avuto diverse chiusure anche inutili e un disagio persistente dovuto allo stato di manifesta incuria del Ponte: sporco, transenne non consone all'estetica, scarsa comunicazione con i turisti e con gli operatori del settore.”
In definitiva, per i commercianti ed esercenti del Borgo il fatto che il Ponte Vecchio abbia resistito a una piena di circa 800mc/secondo ha rappresentato “un involontario stress test” di cui auspicano che “il Comune faccia tesoro” modificando la soglia di sicurezza sui valori già previsti dal progetto di restauro. Morale della favola: riaprite questo Ponte per favore. Aggiunge il commerciante dai toni espliciti ma più smorzati: “Domani, domenica 4 novembre, si celebra il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Il Ponte è uno dei simboli di questa guerra, e questa è l'immagine che noi offriamo al mondo...”.

Chi parla invece con nome e cognome è il presidente uscente di quartiere Angarano Gianni Castellan, che nei confronti dell'Amministrazione Poletto è notoriamente politically correct, ma che questa volta prende le distanze dai governanti pro tempore di via Matteotti. “Fin dalla prima chiusura - dichiara Castellan a Bassanonet - ho percepito che la chiusura del Ponte è un dramma per la comunità e per le attività economiche di Angarano. Ora l'interesse comune è che il Ponte venga riaperto prima possibile.”
“Io sono stato tra i primi a chiedere una passerella e ho più volte invitato a credere in questa soluzione - continua -. Mi pare che sia di buon gusto sostenere il fatto che il Vecchio abbia resistito all'onda d'urto, e quindi richiedere ai tecnici di portare la quota di sicurezza a un livello più alto, in modo tale da andare subito a riaprire il Ponte.” “Questa - conclude Castellan - è una richiesta che sto già facendo da due giorni a questa parte.”
Il triste pomeriggio/sera del sabato del ponte di Ognissanti nel Borgo svuotato si conclude tuttavia in gloria. Ad animare l'ambiente ci pensa infatti un gruppo particolare di “visitatori”, giunti appositamente in loco: i consiglieri comunali della lista di opposizione “Impegno per Bassano” (Federica Finco, Roberto Marin, Stefano Monegato, più il coordinatore della civica Massimo Gianesin) che organizzano dalle 18 una “bicchierata di solidarietà” a favore delle attività economiche sulla sponda destra del Ponte.
Si aggiungono via via al gruppo altri volti noti dell'area di centrodestra (da Stefano Giunta e da Aida Selvaggi ad Antonio Guglielmini), gli oramai onnipresenti social influencer dell'associazione “Rinascita 2019” (Giuseppe Rosato e Ilaria Brunelli), più vari cittadini che si uniscono alla comitiva. Alla Taverna al Ponte, prima tappa di un breve tour tra i locali di via e piazzetta Angarano e dintorni, avviene anche l'incontro ravvicinato degli oppositori (politici e social) dell'attuale Amministrazione col presidente di quartiere, nonché uomo di area PD, Castellan: e per una volta tanto, e come è giusto che sia, le polemiche a distanza lasciano spazio a un clima da tarallucci e spritz. Tanto, per rinfocolare critiche e contrasti, c'è sempre tempo a ripartire da domani.

Da Borgo Mondo ho concluso, buon 4 novembre a tutti.

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