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Bassano Kaputt

La notizia del cornicione caduto martedì scorso sui turisti in via Matteotti ripresa ampiamente dalla stampa austriaca. Un triste biglietto da visita, al di là del Brennero, per la nostra città

Pubblicato il 05-10-2018
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“Ziegellawine”. Letteralmente: “Valanga di tegole”.
Con questa parola il Kronen Zeitung, che è il principale quotidiano dell'Austria (oltre un milione di copie stampate al giorno), inizia il titolo dell'articolo dedicato al crollo del cornicione in via Matteotti a Bassano, che martedì scorso ha provocato il ferimento di quattro turisti che assieme al resto della comitiva proveniente dalla zona di Pinzgau, nel distretto di Zell am See vicino a Salisburgo, si trovavano proprio sotto il vecchio palazzo di proprietà privata una parte del cui tetto è precipitata all'improvviso sulla strada.
Continua il titolo: “Vacanziere dal Pinzgau rimane ferito.” Sottotitolo dell'articolo nell'edizione online krone.at: “Scene drammatiche accadute nel centro storico di Bassano del Grappa nella provincia italiana di Vicenza”.

Il titolo dell'edizione online del Kronen Zeitung sul fatto di cronaca di Bassano

Era inevitabile che la notizia della tragedia sfiorata venisse ripresa dagli organi di stampa del Paese di provenienza dei turisti malcapitati. Il sito internet della ORF, che è la radiotelevisione nazionale austriaca, intitola: “Cornicione crolla: quattro feriti in Italia”.
Il portale di informazione salzburg24.at sottolinea che l'edificio da cui si è staccato il cornicione “è disabitato” e che il ferito più serio “nel tentativo di schivare i mattoni, ha rimediato una frattura al perone”. La notizia è stata ripresa anche da altri siti (tra i quali heute-news.com, osterreich-nachrichten.eu, il tedesco frische.press e il portale in lingua tedesca sudtirolese, o se preferite altoatesino, stol.it) e nell'edizione cartacea di vari quotidiani austriaci. A diffondere la news alle testate d'oltreconfine è stato l'ufficio di corrispondenza italiano dell'Agenzia di Stampa Austriaca APA (Austria Presse Agentur) che dopo aver letto l'articolo su Bassanonet ha contattato da Roma la nostra redazione per avere ulteriori informazioni prima di trasmettere il lancio.
Dunque dopo il “pericolo di crollo” del Ponte, che è stato annunciato dal Comune a giustificazione dei lavori di messa in sicurezza in somma urgenza e che ha richiamato l'attenzione dei giornali e delle Tv nazionali, l'esistenza di Bassano del Grappa è stata scoperta dalla gran parte dei lettori austriaci per l'episodio di un crollo effettivo.
E non c'è che dire: comunque la si pensi, abbiamo fatto una figuraccia. Soprattutto in questo momento nel quale, dopo lo choc di Genova, la percezione dell'Italia, sul piano internazionale, è quella di un Paese che cade a pezzi. Al netto degli esiti dell'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Vicenza per l'accertamento delle responsabilità dell'accaduto, per la “Ziegellawine” già si preannunciano conseguenze spiacevoli.
Il tour operator austriaco che aveva organizzato la vacanza italiana della comitiva dal Pinzgau, comprendente la visita guidata di Bassano di martedì scorso, fa sapere che la sua compagnia assicurativa farà causa ai proprietari dell'immobile.
Al resto degli strascichi negativi dell'accaduto per l'immagine della nostra città ci penserà, ahinoi, il passaparola dei turisti colpiti o sfiorati dalla pioggia di calcinacci.
E appare sintomatica, in tal senso, la decisione del turista 60enne con la gamba fratturata che nonostante i 30 giorni di prognosi e il parere contrario dei medici dell'Ospedale San Bassiano, ha voluto rientrare a casa assieme agli altri. Bassano auf Wiedersehen e anzi, assai più probabilmente, a non rivederci più.
Come spesso accade purtroppo nel Bel Paese, si prende coscienza di determinate emergenze o problemi col senno di poi: ci è voluto l'improvviso distacco di un pezzo di casa piovuto sulle persone per accorgerci che il patrimonio edilizio del nostro centro storico, di origine medioevale e di urbanizzazione plurisecolare, abbisogna di maggiori cure e controlli per prevenire e soprattutto evitare potenziali rischi per l'incolumità pubblica. Oggi apprendiamo dalla stampa locale che l'Amministrazione comunale pensa di proporre agevolazioni per incentivare i proprietari degli immobili a ristrutturare e mettere in sicurezza le loro abitazioni nonché, addirittura, di utilizzare dei droni per monitorare dall'alto la condizione dei tetti e censire gli edifici pericolanti.
Ma le buone intenzioni del Palazzo, sotto il profilo dell'incentivazione agli interventi di ristrutturazione delle case, rischiano di infrangersi contro gli scogli innalzati dagli uffici del Palazzo medesimo. “Ci sono pratiche edilizie presentate in Comune ancora 4-5 anni fa e ancora senza autorizzazione - dichiara a Bassanonet un imprenditore bassanese del settore immobiliare e edilizio -. Inutile che parlino, che pretendano se non danno le concessioni velocemente. Puoi parlare al telefono con i tecnici comunali solamente dalle 8.30 alle 9.30 e dalle 8.30 alle 9.30 non risponde mai nessuno. È questo l'andazzo nell'urbanistica.” “Se i proprietari avessero la possibilità di ristrutturare velocemente, ristrutturerebbero - continua l'immobiliarista -. Finché si deve aspettare anni per avere un permesso a costruire, le cose non cambieranno.”
La “politica delle agevolazioni” che viene promessa dall'Amministrazione comunale snellirà anche le procedure burocratiche? Ai posteri, come sempre, l'ardua sentenza. Intanto, guardando al di là del Brennero, la valanga di tegole di martedì scorso seppellisce di imbarazzo la nostra città.

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