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“Stiamo aggiornando alcuni aspetti economici e stiamo tirando le somme di tutto. Risponderemo alla pec del Comune la settimana prossima.” Poche, ma sintetiche parole.
Il geom. Luca Conci, titolare della Inco Srl di Pergine Valsugana, risponde al cronista con la solita disponibilità. Ma fa intendere che non è ancora il momento di scendere in particolari. Il sindaco Riccardo Poletto, annunciando lo scorso 21 agosto l'avvenuta trasmissione della lettera di affidamento dell'appalto del Ponte all'impresa trentina, aveva affermato che la medesima “ha una ventina di giorni di tempo per rispondere”. In altre parole, per accettare l'incarico oppure no. Siamo dunque entro i tempi previsti.
Il primo cittadino, nell'auspicare che il riscontro della Inco sia positivo, aveva addirittura indicato una specie di road map per il nuovo appaltatore in pectore, invitato a sfruttare al meglio il “tempo morto” autunnale tra l'avvio delle procedure burocratiche che precedono la consegna del cantiere e la partenza del cantiere vera e propria, prevista per l'inverno 2019. E cioè “approvvigionarsi del legname e contattare i subfornitori per la progettazione della trave di fondazione”. Tutto chiaro, tutto pacifico? Sì, no, anzi forse.
Foto: archivio Bassanonet
Resta sempre e ancora in bilico la questione della disponibilità complessiva delle aree di cantiere, checché ne dica l'Amministrazione comunale. Prima o poi questo benedetto restauro dovrà incocciare contro la spalla sinistra del Ponte, notoriamente di proprietà privata, senza il cui aggancio alla grande trave orizzontale d'impalcato l'attuale progetto esecutivo deve essere modificato. Non è forse la priorità del momento, come continuano a sostenere gli amministratori comunali, ma potrebbe diventarlo quando magari sarà troppo tardi. Come sanno anche i sassi del Brenta, la disponibilità ovvero “cantierabilità” della spalla Nardini dipenderà dagli esiti di quel nuovo segreto di Stato che corrisponde alla famosa relazione Rizzo. E i casi sono due: o al momento della consegna del cantiere al nuovo appaltatore la spalla sinistra sarà già accessibile e quindi la relazione già depositata, col parere positivo della controparte privata. Oppure l'iter della perizia sarà ancora in corso e l'autorizzazione della Ditta Bortolo Nardini Spa all'intervento, se autorizzazione ci sarà, non ancora formalizzata.
Di tutte queste cose, a norma di legge, l'appaltatore subentrante dovrebbe essere bene informato dal Comune committente. Sulla “attestazione dello stato dei luoghi” interessati da un cantiere, anzi, la normativa nazionale è diventata ancora più stringente.
Ne fa fede un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (n. 49, 7 marzo 2018) sul regolamento recante “l'approvazione delle linee guida sulle modalità di svolgimento del direttore dei lavori e del direttore dell'esecuzione”. In particolare, all'articolo 4, il decreto specifica che “prima dell'avvio della procedura di scelta del contraente, il direttore dei lavori fornisce al RUP (Responsabile Unico del Procedimento, NdR) l'attestazione dello stato dei luoghi”. La qual cosa riguarda “l'accessibilità delle aree e degli immobili interessati dai lavori secondo le indicazioni risultanti dagli elaborati progettuali” e “l'assenza di impedimenti alla realizzabilità del progetto, sopravvenuti rispetto agli accertamenti effettuati prima dell’approvazione del progetto medesimo”.
Insomma: un regolamento che sembra fatto apposta per la situazione progettuale e esecutiva del restauro del nostro Ponte Vecchio.
Del “nodo” spalla sinistra la Inco Srl ovviamente è ben cosciente e lo stesso geom. Conci, nell'intervista rilasciata a Bassanonet lo scorso 9 luglio, aveva dichiarato che “sulla questione spalla non c'è ancora niente di preciso” e che “se la spalla sarà disponibile andremo avanti come da progetto, in caso contrario proporremo qualche variante”. Riusciranno i nostri eroi, qualora la Inco accetti e il contratto d'appalto venga sottoscritto, a realizzare tale eventuale proposito?
Sarà anche utile comprare il legno in anticipo e contattare i subfornitori per la progettazione della trave di fondazione. Ma sarebbe ancora più utile - per una ditta che tra l'altro aveva già preso in mano il cantiere del Ponte nel 2016, e in tempi molto più veloci - avere chiaro il quadro completo della situazione già dal primo colpo di benna per ricostruire le ture.
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