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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 06-05-2018 13:23
in Attualità | Visto 3.883 volte

Sputta Nation

La vicenda del Ponte di Bassano finisce in prima pagina sul Corriere della Sera

Sputta Nation

Foto Alessandro Tich

Era inevitabile che la cosa accadesse. Abituati come siamo a scrivere tutti i giorni o quasi delle traversie del restauro del nostro Ponte Vecchio, tendiamo a dimenticarci che ci stiamo occupando di una questione di rilevanza nazionale.
E non solo perché 3 milioni di euro, dei 6,7 complessivi a disposizione per l'opera pubblica, sono stati erogati con decreto ministeriale dell'1 settembre 2015 (prima ancora che venisse approvato il progetto preliminare, e cioè il primo step della progettazione, 21 giorni dopo) dal Ministero dei Beni Culturali che ha inserito l'intervento di ripristino e consolidamento del Ponte nel Piano di investimenti 2015-2016 per i “Grandi progetti beni culturali” d'Italia.
Che il restauro impossibile (per una ragione o per l'altra, non è questa la sede per ritornare su questioni già ampiamente note ai nostri lettori) sia diventato ormai una “vergogna nazionale” lo abbiamo scritto nel nostro articolo dedicato all'uscita in edicola del numero di aprile della rivista Art e Dossier della casa editrice Giunti di Firenze. La quale ha dedicato un reportage alle vicende del travagliato progetto e appalto di recupero del Ponte di Bassano nella propria rubrica “La pagina nera”.
Non certo un bel biglietto da visita: si tratta infatti della rubrica che mensilmente segnala e denuncia i casi di malcostume nella gestione del patrimonio artistico del Bel Paese.
Ora però il discredito della nostra città agli occhi del Bel Paese medesimo fa l'ulteriore salto di qualità. Grazie all'incredibile storia del Ponte, infatti, il nome di Bassano compare oggi in prima pagina sul Corriere della Sera. Che non è il giornalino della parrocchia, ma il principale quotidiano nazionale.
“Pasticcio a Bassano. Nessuno salva il ponte palladiano” è il titolo che hanno letto questa mattina i nostri connazionali da Vipiteno a Lampedusa nel richiamo di prima pagina all'articolo dedicato all'argomento, nelle pagine interne, da Gian Antonio Stella.
Nell'ampio approfondimento cronistico dell'illustre collega, che racconta come lui sa fare le vicissitudini presenti e anche passate del “monumento simbolo nel Vicentino”, viene puntato il dito sui “lavori impantanati” per quella che l'autore definisce “una folle bega buro-giudiziaria”. Si tratta, ovviamente, della bega tra il Comune e l'impresa Vardanega. L'articolo di Stella è aggiornatissimo: fa anche riferimento alle accuse della ditta per la non disponibilità del lato-Nardini e alla determina che giovedì scorso ha risolto il contratto con l'appaltatore.
Uno scenario, come commenta l'articolista, che ha fatto in modo che quello che avrebbe dovuto essere “un modello di studio da fare entrare a pieno diritto negli atenei di tutto il mondo” si sia trasformato in un “disastroso pasticcio”.
Non aggiungiamo altro sui contenuti dell'articolo sul Corsera, per non togliervi il piacere (e, per i bassanesi, soprattutto il dispiacere) di leggerlo.
Rileviamo solamente che da oggi le vergogne del più sconfortante guazzabuglio amministrativo bassanese degli ultimi decenni sono davvero note a tutta la nazione. Sputta Nation.

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