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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
Cipro, il Mediterraneo orientale si riempie di navi da guerra
Dopo l’attacco ad Akrotiri cresce la presenza militare europea
Pubblicato il 15 mar 2026
Visto 10.119 volte
Con l’innalzarsi delle tensioni nel Medio Oriente le acque intorno all’isola di Cipro sembrano diventare sempre più calde e affollate.
Il lancio di un drone, probabilmente partito dal Libano, che ha colpito la base britannica di Akrotiri ha suscitato reazioni tra i Paesi europei.
Fregata lanciamissili Federico Martinengo (F596) - (Navalnews.com)
In una dichiarazione del 2 marzo 2026 sull’Iran, il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha affermato: Il Regno Unito non è stato coinvolto nei primi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Quella decisione è stata deliberata. Riteniamo che la strada migliore per la regione sia quella di un accordo negoziato, in cui l'Iran accetti di abbandonare la sua aspirazione a sviluppare un'arma nucleare e cessi le sue attività destabilizzanti in Medio Oriente. Questa è stata la posizione consolidata dei successivi governi britannici”.
Starmer ha inoltre aggiunto: «È importante per me essere chiaro: le nostre basi a Cipro non sono state utilizzate dalle forze statunitensi per attacchi offensivi. Un attacco alla RAF di Akrotiri non è stato una risposta a nessuna decisione presa dal Regno Unito. La nostra valutazione è che il drone sia stato lanciato prima del nostro annuncio. L’ostilità dell’Iran nei confronti della Gran Bretagna e dei nostri interessi è di lunga data, motivo per cui le nostre forze sono sempre mantenute a un livello di allerta elevato».
La Gran Bretagna mantiene due importanti basi sovrane nel sud e nel sud-est di Cipro, Akrotiri e Dhekelia, come parte di un trattato del 1960 che sancì l'indipendenza dell'isola e pose fine al suo status di colonia britannica.
In seguito agli attacchi a Cipro, navi da guerra provenienti da diversi paesi europei sono state dispiegate nel Mediterraneo.
Navi da guerra britanniche e greche si sono schierate per proteggere l’isola. Atene ha risposto rapidamente con il dispiegamento di caccia F-16 e di un paio di fregate, tra cui la più recente nave da guerra della Marina ellenica, la fregata FDI Kimon (F601) di costruzione francese.
La Marina italiana ha inviato la fregata lanciamissili Federico Martinengo (F596) per fornire copertura di difesa aerea a Cipro.
La scorsa settimana, alla portaerei francese, Charles De Gaulle, e alla sua scorta è stato ordinato di dirigersi verso la regione. Il Gruppo d'Attacco della Portaerei comprende: la fregata FS Chevalier Paul (D621), una fregata classe FREMM, una nave cisterna e un sottomarino d'attacco a propulsione nucleare. La Marina francese ha inoltre inviato la fregata FS Languedoc (D653) e un’unità di difesa aerea dell’esercito francese per rafforzare la protezione dell’isola mediterranea. Secondo alcune fonti, Parigi starebbe inoltre valutando l’invio di otto fregate e due navi d’assalto anfibie nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso.
La Spagna ha inviato la fregata della Marina ESPS Cristóbal Colón (F105) mentre l’Olanda ha schierato la fregata HNLMS Evertsen (F805).
Nel frattempo, la Turchia sta ampliando il sistema di sorveglianza radar nella parte settentrionale dell’isola nell’ambito della rete Steel Dome, migliorando le capacità di sorveglianza e di targeting su Cipro. In particolare, il 10 marzo scorso, Ankara ha annunciato l'istituzione di una rete di monitoraggio del traffico marittimo e l'espansione dei sistemi di difesa aerea di Cipro nord, accrescendo le preoccupazioni per la sicurezza regionale.
Il Ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu ha dichiarato che tre stazioni di monitoraggio sono state completate a Karpasia, Livera e Ayios Theodoros, con una struttura di controllo centrale in costruzione a Famagosta. Il sistema integrerà il sistema di identificazione automatica e i dati radar, consentendo il monitoraggio continuo del traffico marittimo tra la Turchia e Cipro nord.
Secondo il giornale cipriota Cyprus mail.com la Turchia avrebbe schierato anche sei caccia F-16 in risposta all'arrivo di aerei e attrezzature militari greci sull’isola dopo la minaccia di droni.
In una dichiarazione, il Ministero della Difesa turco ha fatto sapere che "nell'ambito dell'approccio graduale per rafforzare la sicurezza della Repubblica Turca di Cipro del Nord, alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sei aerei da combattimento F-16 Fighting Falcon e sistemi di difesa aerea sono stati schierati nel territorio".
In risposta allo schieramento turco, il presidente Nikos Christodoulides ha condannato le azioni della Turchia definendole "una continuazione della sua occupazione", sottolineando che le forze armate greche rimangono una "presenza significativa" sull'isola.
La Turchia occupa circa un terzo di Cipro dall'invasione dell'isola nel 1974. L'autoproclamata "Repubblica Turca di Cipro del Nord" (RTCN) è riconosciuta solo da Ankara, mentre la comunità internazionale, inclusi gli Stati Uniti e l'Unione Europea, riconosce la Repubblica di Cipro come unico governo legittimo dell'isola.
La Grecia ha avvertito che la crescente presenza militare turca nel nord di Cipro, unita alle rivendicazioni marittime legate alla dottrina della “Patria Blu”, rappresenta una minaccia diretta alla sovranità greca e alla stabilità nella regione.
Cipro potrebbe interpretare il dispiegamento degli F-16 come una possibile escalation diretta contro il governo dell'isola. Secondo alcuni analisti, questa capacità, potrebbe minacciare infrastrutture critiche, comprese le attività di esplorazione energetica offshore nel Mediterraneo orientale.
Una delle principali preoccupazioni della Turchia è il crescente ricorso di Grecia e Cipro a Israele per l’acquisto di sistemi d’arma avanzati. Secondo Ankara tali forniture potrebbero portare alla destabilizzazione dell'isola.
Va inoltre evidenziato che i rapporti tra Israele e Turchia sono attualmente tesi e caratterizzati più da una rivalità strategica che da un confronto diretto. Ankara critica spesso duramente le politiche israeliane, sulla questione di Gaza e più in generale sul dossier palestinese.
Negli ultimi anni, Israele ha sviluppato partnership sempre più strette in materia di difesa ed energia sia con la Grecia che con la Repubblica di Cipro, tra cui esercitazioni militari congiunte e cooperazione sulle infrastrutture offshore per il gas naturale.
Nel settembre dello scorso anno Cipro ha notevolmente potenziato le sue capacità di difesa aerea dispiegando il sistema israeliano all'avanguardia, Barak MX, una mossa che ha rafforzato la posizione strategica della Guardia Nazionale e colmato alcune lacune lasciate da equipaggiamenti obsoleti.
Questa acquisizione rappresenta uno dei progressi militari più significativi per Cipro dai tempi del controverso acquisto dei sistemi missilistici russi S-300 nel 1997, che provocò una crisi diplomatica con la Turchia.
Parallelamente, nel dicembre scorso è stato firmato a Nicosia un piano trilaterale di cooperazione militare tra Cipro, Grecia e Israele, insieme a due piani bilaterali tra le Forze di difesa israeliane (IDF) e le Forze armate elleniche e la Guardia nazionale cipriota.
Gli accordi sono stati firmati durante la riunione annuale congiunta degli stati maggiori militari dei tre paesi e annunciati ufficialmente dalle IDF, ricevendo un riscontro positivo sia dai media nazionali che dall'opinione pubblica cipriota.
La cooperazione trilaterale tra i tre Paesi non è una novità: il primo vertice di questo tipo risale nel 2016, e da allora la collaborazione si è progressivamente intensificata.
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