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“Si deve operare? Fornisca il titolo di studio”

Nuova procedura negli ospedali del Veneto: per l'accesso ai ricoveri bisogna comunicare gli studi conseguiti. La novità, sconosciuta ai più, è attiva al “San Bassiano” dallo scorso 12 gennaio

Pubblicato il 15 mar 2011
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Incredibile, ma vero. Una cittadina bassanese si reca al Day Hospital dell'ospedale “San Bassiano” per un piccolo intervento e per essere accettata al ricovero le viene richiesto il titolo di studio. Alla sua richiesta di spiegazioni sul requisito, davvero insolito, richiesto per accedere alle prestazioni sanitarie l'infermiera le risponde: “non so perché, ma è così”.
Inutile insistere, perché l'informazione è obbligatoria. Si tratta infatti, in linguaggio burocratico, di un “campo bloccante”: se il riquadro sul titolo di studio non viene compilato il computer dell'ospedale non prosegue, bloccandola, la procedura di accettazione.
Dimessa dal Day Hospital, di fronte ad altri “non ne so niente” da parte degli addetti ai lavori, la paziente ha voluto vederci più chiaro fino ad arrivare ai vertici ospedalieri che le hanno trasmesso un documento a firma della dirigenza medica del San Bassiano.

L'ospedale "San Bassiano". Da quest'anno accesso ai ricoveri previa indicazione del titolo di studio

Nella lettera, si spiega che un decreto della Regione Veneto (il n.48 del 24/08/2010) “ha provveduto ad aggiornare il flusso informativo della scheda di dimissione ospedaliera che, a partire dal 1 gennaio 2011, prevede l'inserimento di alcuni nuovi campi obbligatori”.
Tra questi, informa il documento, “il titolo di studio del paziente al momento del ricovero: a tal fine è già stato modificato il “verbale di ricovero” inserendo tale voce che dovrà essere compilata a cura del reparto. Tale campo è bloccante: se non viene compilato non sarà possibile procedere nell'inserimento del ricovero.”
La nuova prassi, afferma ancora il testo, è attiva al San Bassiano dallo scorso 12 gennaio.
“E' una procedura che è stata imposta dalla Regione - ci conferma la dr.ssa Matilde Carlucci, direttore medico dell'ospedale di Bassano -. Nel testo del decreto non è stata tuttavia comunicata la motivazione. Molto probabilmente la richiesta di inserire il titolo di studio è stata inserita a fini statistici.”
“Questa novità per noi è problematica - aggiunge il dr. Claudio Menon, primario del Pronto Soccorso del “San Bassiano” - perché porta lavoro in più. Nella nuova procedura burocratica, oltre al titolo di studio, è obbligatorio indicare anche la professione. Questo crea dei problemi soprattutto con i pazienti stranieri, che a volte sbagliano persino a scrivere esattamente il loro nome”.
La procedura a “campi bloccanti” - ci spiegano gli operatori sanitari - è stata pensata per i ricoverati, ma viene di fatto applicata a tutti gli accessi alle prestazioni ospedaliere.

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