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Mister Megawatt
Il leader di Energie PER l'Italia Stefano Parisi a Bassano. "Il nostro caposaldo è ricostruire il rapporto di fiducia tra gli italiani e la politica". "Se lo Stato e la burocrazia si tolgono di mezzo, si liberano le energie positive del Paese"
Pubblicato il 19 nov 2017
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Il simbolo di Energie PER l'Italia (con la parola “per” scritta tutta in maiuscolo), il movimento e oggi anche partito politico fondato esattamente un anno fa da Stefano Parisi, sono tre lampadine. Con tre luci di altrettanti colori: bianco, rosso e verde. Onore alla bandiera e alla scossa elettrica che la nuova formazione moderata intende dare al centrodestra, e conseguentemente all'Italia.
Non a caso, la convention programmatica che nel settembre 2016 ha preceduto la nascita del movimento si intitolava “Megawatt”. Un incontro di elettricisti del pensiero durante la quale si sono confrontati esperti, imprenditori, professionisti, amministratori pubblici e cittadini sulle proposte per riformare il Paese. Un secondo “Megawatt”, questa volta nazionale, si è tenuto lo scorso 1 aprile a Roma riunendo migliaia di persone da tutta Italia, desiderose di condividere il proprio contributo di idee per il rilancio di questa Repubblica attualmente fondata sull'incertezza.
Oggi quelle proposte, e le altre idee raccolte in un anno di incontri con la gente in giro per lo Stivale, stanno per essere lanciate nel programma per le prossime elezioni politiche che Parisi presenterà il 25 e 26 novembre prossimi a Napoli e quindi il 2 e 3 dicembre a Milano. Una ricetta per curare l'Italia, contenente anche qualche pillola amara ma basata sull'effettiva realtà delle cose, le cui linee generali vengono in parte anticipate a Bassano del Grappa. L'occasione viene data dall'incontro pubblico su Politica e Economia organizzato dal circolo bassanese di Energie PER l'Italia nella sala convegni dell'Hotel Palladio. Con l'intervento proprio di Stefano Parisi, che prima dell'appuntamento viene accompagnato su sua richiesta in un giro per il centro della città comprendente anche il Ponte Vecchio, ovvero quello che attualmente possiamo mostrare del Ponte.
L'intervento di Stefano Parisi all'Hotel Palladio in città (foto Alessandro Tich)
“Mio padre era un alpino - ci confida -, sono ricordi d'infanzia.”
È l'occasione per conoscere meglio da vicino il leader nazionale del movimento liberale e popolare, a capo della nuova avventura politica dopo una carriera vissuta su tutt'altri fronti: da alto funzionario di Stato (alle Segreterie tecniche del Ministero del Lavoro e del Ministero degli Affari Esteri, alla Vicepresidenza del Consiglio e al Dipartimento per gli Affari Economici della Presidenza del Consiglio, che ha guidato per cinque anni) a imprenditore e manager (come direttore generale di Confindustria e quindi amministratore delegato e direttore generale di Fastweb).
È stato inoltre City Manager del Comune di Milano con il sindaco Gabriele Albertini. Quella stessa Milano dove nel febbraio 2016 è stato candidato sindaco per il centrodestra, dove ha perso di poco al ballottaggio con Giuseppe Sala. L'ultimo atto della sua adesione a una coalizione che comprendeva anche Forza Italia, prima di dare forma e sostanza alla sua nuova “creatura”.
Per ascoltare Parisi, nell'incontro moderato dal presidente del circolo bassanese Riccardo Danieli, è presente in sala un folto pubblico in gran parte composto da volti più o meno noti dell'area di centrodestra, e più in generale dell'area moderata, del nostro territorio.
Ci sono ben tre sindaci di Bassano (Sergio Martinelli, Gianpaolo Bizzotto, Stefano Cimatti), consiglieri comunali in carica, ex assessori comunali, attivisti e simpatizzanti: chi per adesione già avvenuta al movimento, chi per curiosità, chi per interesse, chi politicamente alla ricerca di un nuovo centro di gravità permanente. Non mancano all'appuntamento il 25enne Leonardo De Marzo e il 28enne Nicola Faccio, promotori rispettivamente dei circoli del movimento di Vicenza e di Malo-Alto Vicentino, Antonio Bonamin del circolo di Rosà e in qualità di “osservatore esterno” il portavoce del movimento politico giovanile bassanese GenerAzione Idea Matteo Bizzotto. Saranno tutti chiamati al microfono per dare la propria testimonianza. Chi di convinta adesione e chi di interessato ascolto sulle proposte lanciate dal palco.
“I capisaldi di Energie PER l'Italia sono due - dichiara a Bassanonet Stefano Parisi -. Il primo è ricostruire il rapporto di fiducia tra gli italiani e la politica. Oggi la metà degli italiani non va a votare e di quelli che votano il 30% vota Cinque Stelle. C'è un rifiuto della politica e non va bene. Il secondo è che i nostri valori sono legati alla fiducia nelle persone in questo tempo di crisi. Se lo Stato e la burocrazia si tolgono di mezzo, si liberano le energie positive del Paese. Siamo soffocati, lo Stato ci tratta come sudditi e ci toglie il 60% del benessere prodotto.”
“Nel centrodestra - continua mister Megawatt, da noi intervistato - serve una nuova spinta, una nuova energia per dare una risposta concreta laddove si genera la rabbia. Siamo la novità nella politica italiana in un centrodestra che in vent'anni non ha saputo dare risposte al Paese.”
Nell'introdurre l'incontro l'avvocato Giovanni Greco, portavoce del circolo di Bassano di Energie PER l'Italia, sottolinea che “la politica ha sempre avuto come obiettivo la mediazione del conflitto sociale”. “La situazione economica - aggiunge - porta a un nuovo modo di fare politica. Oggi in Italia il 10% dei giovani sotto i 30 anni vive in povertà. Se la politica non pensa al futuro, non si va avanti.” “Siamo una nuova realtà - afferma Greco - in un Paese dove negli ultimi anni la politica si è disinteressata del futuro del territorio. Dobbiamo ricominciare.”
L'onorevole Dino Secco, già Forza Italia e oggi fresco aderente al nuovo partito, rimarca come il programma che sarà presentato da Parisi la settimana prossima “è il frutto del percorso di un anno in giro per l'Italia tra la gente ed è un programma creato dal popolo”. “Bisogna dare discontinuità col passato e mettere al primo posto il fatto di ridare la fiducia ai cittadini - prosegue il deputato bassanese -. Io credo che la maggioranza dei cittadini di questo Paese che non va a votare sia stufa di un modo di fare politica che non vuole più. È questo uno dei motivi per cui ho aderito al movimento di Stefano Parisi.”
Nel suo intervento, la big star della serata Stefano Parisi è un rullo compressore: del resto bisogna fare così, se si vuole parlare da leader.
Convinto assertore della tesi che l'Italia sia imbrigliata dall'alta pressione fiscale e da una burocrazia opprimente, afferma che “bisogna abbassare la spesa pubblica per abbassare le tasse e il deficit”. Sull'aumento dell1,8% del Pil nazionale, evidenzia che “è una crescita dovuta alla domanda esterna e che deriva molto poco da un aumento della domanda interna”. “Non sono stati risolti i problemi strutturali della nostra economia - incalza il fondatore del movimento -. Non basta vincere le elezioni, bisogna poi governare. Se alle prossime politiche il centrodestra vince e non fa le cose che ha promesso da 25 anni e non ha mai fatto, non solo consegneremo il Paese ai Cinque Stelle, ma lo consegneremo al nulla.” “Lo sviluppo e la crescita dipendono da noi - continua -. Bisogna cambiare la composizione della spesa pubblica per puntare sulle infrastrutture e sugli investimenti. Abbassare le tasse tagliando il costo di una Pubblica Amministrazione inefficiente che ci soffoca e non fa nulla per noi. Il nostro compito in questo momento è questo ed è alla base del programma che discuteremo a Napoli e a Milano.”
A onor del vero, il leader di Energie PER l'Italia dice alcune cose che gli altri non dicono. Ad esempio contesta l'abolizione delle funzioni delle province voluta da Renzi e sostiene che il vero peso per il Paese sono le Regioni: “Le Regioni devono smettere di legiferare e vanno ridotte a macro-regioni con funzione di programmazione.” Ma ciò non si può fare senza una riforma costituzionale. Da qui la proposta di una nuova Assemblea Costituente: “75 persone libere dalle pressioni della politica e della magistratura per riformare la gestione pubblica.”
Sul reddito di cittadinanza: “Non vogliamo pagare uno stipendio a chi non lavora. È una logica che costringe gli italiani alla povertà.” Sulla scuola: “La nostra è una scuola organizzata per i sindacati e non è organizzata per gli studenti. Un Paese cresce sul sapere e non sulle assunzioni pubbliche o sul precariato. Il centrodestra deve dire queste cose: meno insegnanti, e più pagati, che lavorano di più.”
“Sono cose - puntualizza - che nel '94 il centrodestra diceva ma che non ha fatto, perché ha avuto paura di farle, non ha messo le mani su questi meccanismi. Dov'è il centrodestra che propone lo sviluppo del Paese?”
“Il nostro partito - chiarisce - vuole essere una realtà normale, dove si discute, si vota e si manda in parlamento l'élite. Non siamo il partito del leader, siamo il partito delle persone. Il luogo della politica sono le comunità. Le persone fedeli al capo non ci interessano, hanno annullato la politica.” Con un esplicito “no” a chi fa della politica la sua unica occupazione: “Un politico che ha un lavoro è un politico libero.”
“Non siamo un cartello politico per le prossime elezioni - conclude Stefano Parisi -. Siamo un investimento di lungo periodo per ricostruire la politica.”
E nel caso in cui ci riuscisse, all'interno di un rinnovato schieramento di centrodestra e contribuendo a dare una scossa al Paese, potrà rivendicare a pieno diritto la promozione al titolo di mister Gigawatt.
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