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Redazione
Bassanonet.it
Centro contro centro
Duro intervento di Confcommercio Bassano sull'accordo Pubblico/Privato per l'area Pengo in via Capitelvecchio. “Un nuovo centro commerciale, a danno del centro storico, deciso per esclusiva volontà politica”
Pubblicato il 11 nov 2017
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“Un nuovo centro commerciale, una nuova ideazione politica.”
È il concetto-chiave della lettera di osservazioni che il presidente della delegazione di Bassano del Grappa di Confcommercio Bassano Alberto Lunardi e il presidente mandamentale dell'associazione di categoria Paolo Lunardi hanno trasmesso al sindaco di Bassano del Grappa, al presidente del consiglio comunale e tutti i capigruppo consiliari sia di maggioranza che di opposizione.
L'intervento prende spunto dalla delibera di consiglio comunale del 31 luglio 2017 che ha adottato la Variante al P.I. (Piano degli Interventi), approvando il recepimento dell'atto di Accordo Pubblico/Privato per la ristrutturazione e rigenerazione urbana della cosiddetta “Area Pengo” di via Capitelvecchio (ex Morassutti - ex Credito Cooperativo - Eurobrico), di proprietà della Finpengo Spa.
Uno scorcio dell'area Pengo di via Capitelvecchio (foto Alessandro Tich)
“Tale delibera - rilevano i vertici dell'Ascom bassanese - si è resa necessaria per sostenere l’accordo approvato dalla giunta comunale il 14 febbraio 2017, con il quale si impegnava a sottoporre all’approvazione del consiglio tutte le varianti utili a consentire l’insediamento di un nuovo centro commerciale nell’area di circa 20.000 mq., di proprietà della ditta proponente.” “È doveroso da parte nostra, quale categoria maggiormente rappresentativa dei settori del Commercio e del Turismo di tutta l’area bassanese - incalzano i firmatari della comunicazione -, ribadire quali siano gli effetti “nocivi” (peraltro già chiari a tutti, viste le tristi esperienze legate alle aperture dei noti centri commerciali cittadini) che tali iniziative comportano sul territorio in termini di ulteriore desertificazione e conseguente degrado del centro, di ricadute negative sui livelli occupazionali storici sostituiti da posti di lavoro precari e meno convenienti e di gravi tensioni nei bilanci degli esercizi tradizionali che tanto rendono alla città in termini di servizio, qualità e decoro.”
“L’altro aspetto che ci preoccupa particolarmente - aggiungono - è legato alla viabilità ed al congestionamento che inevitabilmente si creerà sia in fase di realizzazione della struttura edilizia in particolare, sia una volta “aperti i battenti” del nuovo centro commerciale, aggravando la già precaria percorribilità della principale arteria di ingresso a Bassano da sud e fomentando ulteriormente quel famoso effetto-tappo verso la città.”
“A nulla valgono - proseguono i due presidenti categoriali - i palliativi che già sono stati chiamati in causa e legati alla bretella-est di Cassola che si prefigge di intercettare il traffico in arrivo prima de “Il Grifone” e quindi smistarlo direttamente in Valsugana (all’altezza del Paco Commerciale SS47) oppure più a nord, sulla rotonda vicino alla concessionaria FIAT. Gli elaborati di questo progetto giacciono polverosi nei nostri armadi già da 15 anni, quando l’opera era data per finanziata ed imminente ….probabilmente ne passeranno altrettanti prima di vederla compiuta. Prima si facciano le strade e le infrastrutture di supporto e poi, concluse le opere, i centri commerciali.”
“Questo centro commerciale - afferma la lettera - sorgerà a Bassano del Grappa, questo è evidente, per un preciso indirizzo ed una forte volontà dell’Amministrazione comunale e dello stesso consiglio. La cosa ci sorprende non poco visto che stiamo parlando delle stesse persone che in altre occasioni si sono sempre dichiarate a favore del commercio di prossimità, contro il dilagare degli shopping-center e che sovente si fregiano dell’attrattività del centro storico di Bassano e delle iniziative volte a valorizzarlo. Ci chiediamo se stiamo parlando dello stesso centro storico che per l’ennesima volta, con questa variante, sarà costretto a subire una nuova ondata di chiusure e rinnovati fenomeni di desertificazione e degrado?”.
Lunardi e Borriero ricordano, a tale riguardo, che “prima della variante adottata il 31 luglio, l’area era classificata con il codice “Prod 63”, all’interno della quale era consentito l’insediamento di esercizi di vicinato, attrezzature per la ristorazione e Medie Strutture di Vendita, ma non anche di Grandi Strutture e Centri e/o Pachi Commerciali.”
Il peccato originale, secondo l'Ascom locale, è contenuto nella delibera di giunta comunale del 14 febbraio 2017 nella quale si afferma che è ammesso “l’insediamento di medie strutture di vendita con superficie di vendita non superiore ai 2.500 mq., ammettendo quindi 6 medie strutture di vendita nell’area in argomento”. Ma ciò corrisponde proprio a quello che la Legge Regionale 50/2012 sul Commercio definisce come “Parco Commerciale”
“L’insediamento delle 6 Medie Strutture di Vendita supposte nella delibera di giunta (ma anche di solo due di esse) - contestano gli scriventi - non sarebbe quindi mai stato possibile nell’area in questione, configurando le stesse un Parco Commerciale non contemplato nella destinazione urbanistica precedente.”
“Non serve essere grandi esperti di settore - rimarcano - per capire che se la proprietà avesse potuto attuare una iniziativa commerciale appetibile ed attrattiva, lo avrebbe certamente fatto senza rinunciare a volumetria e senza dover ricorrere ad un accordo con relativa variante al Piano degli Interventi.”
“È evidente - attacca l'associazione commercianti - che è solo la volontà politica del consiglio e della giunta che, approvando la variante, acconsentirà alla creazione di una nuova importante piattaforma commerciale a Bassano del Grappa (non sono evidentemente ancora sufficienti i danni causati al tessuto socio-economico tradizionale dalla G.D.O. già presente sul territorio).” “È per esclusiva volontà politica - prosegue il testo - che si conferisce a quella stessa area un indubbio valore aggiunto, lasciandone le stime del caso agli esperti di settore, ravvisandone il “rilevante interesse pubblico” nella semplice realizzazione a spese della proponente di due piccoli tratti di pista ciclabile (del valore di € 200.000) e l’utilizzo di un monitor multimediale per la diffusione di messaggi istituzionali. Ci sembra molto, molto poco!”.
“L’obiettivo di riqualificare un’area degradata - precisano i firmatari del documento - è certamente condivisibile e anzi, come Associazione, abbiamo sempre partecipato attivamente a tutte le iniziative e a tutti i progetti che si ponessero questo fine. La facile carta giocata per raggiungere questo traguardo, passando attraverso un centro commerciale non può però essere accettata né da noi, né dai residenti. Non si può pensare di riqualificare l’Area ex-Morassuti a spese del centro storico, in termini di degrado commerciale e di conseguente abbandono residenziale. Questa è solo una scelta miope e poco lungimirante, i cui effetti negativi non tarderanno a riproporsi come le esperienze passate hanno dimostrato.”
“Se è questo il sistema che l’Amministrazione vuole adottare per riqualificare le altre aree degradate censite dal Comune ai sensi dell’art.2 del Regolamento Regionale (ve ne sono altre 4) - ammonisce Confcommercio Bassano - allora è bene saperlo sin da subito ed avvisare per tempo tutti gli operatori di settore affinché possano valutare con cognizione di causa il loro futuro.”
“Sappiamo che una simile ipotesi - lamenta l'Associazione - non richiede grossi sacrifici nella ricerca di investitori ma è certamente destinata a provocare la morte del cuore della città, di quel “Distretto del Commercio” su cui tutti ci siamo affannosamente impegnati, arrivando anche ad incaricare un City-Manager, e che ora si vuol far scomparire per il solo gusto di lasciar spazio a Strutture Commerciali fredde ed uguali in tutte le città.”
“Ci piace inoltre ricordare - continua la lettera di osservazioni - che, con delibera n.130 del 26 maggio 2015, la giunta comunale ha fatto proprio il “documento di indirizzo per la riqualificazione urbana e per la rivitalizzazione economica dei sistemi commerciali” che indica, fra le altre, le iniziative e le tematiche di intervento per migliorare e consolidare la forza attrattiva della città. Lo sviluppo dei moderni shopping-center non rientra assolutamente nelle politiche integrate per il commercio, ma anzi, visto l’eccesso di offerta commerciale che si rileva a Bassano del Grappa, va contrastata con tutta una serie di azioni ben riepilogate nel crono programma degli interventi (inserito nel documento) e ad oggi solo minimamente prese in considerazione.”
“Molto è il lavoro da fare - osservano i referenti dei commercianti - per garantire futuro al centro storico ed urbano e alle attività che vi insistono e molte sono le risorse da impiegare. La G.D.O. non potrà certamente essere d’aiuto in questo progetto! Stiamo ancora aspettando il famoso contributo previsto in Conferenza dei Servizi nella “componente di responsabilità sociale” (all’epoca si parlava di € 100.000) che erano stati previsti in fase di approvazione del piano particolareggiato 6B “Area De Gasperi Sud”.”
Da qui l'appello ai consiglieri comunali affinché “tutto l'accordo proposto dalla giunta possa essere rivisto”, con l'auspicio che “il consiglio non intenda procedere con l’approvazione definitiva di questa deleteria variante”.
“Ognuno - conclude il documento di Confcommercio - si prenda a questo punto le proprie responsabilità. I politici ne risponderanno davanti all’elettorato, noi di fronte ai nostri soci che, ancora una volta, assisteranno al triste film visto sin troppe volte in questi anni.”
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