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La Contea di Hazzard
Nel Distretto 1 dell’Ulss 7 registrati nel 2023 quasi 47 milioni di euro di perdite nel gioco d’azzardo. A Cassola quattro Comuni lanciano l’allarme sulla piaga sociale del gioco patologico. Ne parlerà un convegno al Cre-ta, focalizzato sui giovani
Pubblicato il 12 mar 2025
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Tanto per cominciare, diamo i numeri.
Comune di Cassola: 4.168.456 euro.
Il sindaco di Cassola Giannantonio Stangherlin: “È circa un milione in più del gettito annuale IMU del nostro Comune. Con 4 milioni di euro potremmo sistemare l‘ultima scuola, a San Giuseppe.”
Da sinistra: Remo Zaminato, Marco Zonta, Oscar Mazzocchin, Giannantonio Stangherlin, Daniele Nervo in conferenza stampa
Comune di Rossano Veneto: 3.024.647 euro.
Il sindaco di Rossano Veneto Marco Zonta: “Con oltre 3 milioni di euro potremmo completare tre opere pubbliche dedicate allo sport, più l’efficientamento fotovoltaico degli impianti. Oppure avremmo coperto gran parte delle spese per un nuovo teatro.”
Comune di Nove: 768.720 euro.
Il vicesindaco di Nove Remo Zaminato: “Con questa cifra si potrebbe pagare il trasporto scolastico per vent’anni.”
Comune di Solagna: 168.840 euro.
Il vicesindaco di Solagna Daniele Nervo: “È una cifra superiore all’intero bilancio annuale del Comune per il sociale, che è pari a 162.000 euro.”
Come equivalenze numeriche, penso che possano bastare.
E si tratta di equivalenze che fanno preoccupare, perché le cifre sopra elencate riguardano l’ammontare delle perdite al gioco d’azzardo registrate nei quattro Comuni nel solo anno 2023.
Slot machine, scommesse, videolottery ma anche gratta&vinci, bingo e soprattutto i giochi online che dall’inizio della pandemia in poi risucchiano oltre la metà delle puntate in denaro: sono le false chimere della piaga del gioco, diventata ormai - e non da oggi - una vera e propria emergenza sociale.
Basti pensare che nel territorio del Distretto 1 dell’Ulss 7 Pedemontana le perdite complessive al gioco accertate nel 2023 ammontano a quasi 47 milioni di euro: per l’esattezza, 46.787.078 euro.
Il tutto certificato dai dati ufficiali forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed elaborati dal consulente della Commissione parlamentare Antimafia Filippo Torrigiani.
Fin qui i numeri nudi e crudi, dietro ai quali si cela però una problematica di enorme impatto sociale.
Aumenta infatti e di conseguenza anche il numero dei giocatori compulsivi e patologici, in costante crescita. Nel 2024, 130 persone con gravi problemi di dipendenza dal gioco sono state prese in carico dal SerD (Servizio Dipendenze) dell’Ulss 7 Pedemontana.
L’età dei giocatori compulsivi seguiti dal SerD è compresa fra i 16 e gli 84 anni.
Attualmente la fascia più rappresentata è quella 35-65 ma sono in aumento le richieste di trattamento da parte dei più giovani che notano una perdita di controllo sul gioco online e in particolare sulle scommesse sportive: una pratica, quest’ultima, in forte ascesa.
Ma si tratta solo della classica punta dell’iceberg: l’incidenza sociale della ludopatia è molto più ampia e sommersa, calcolata a livello nazionale in una percentuale di due giocatori patologici ogni mille abitanti.
Ancora più sommerso e sfuggente alle statistiche è il fenomeno del gioco d’azzardo online, che coinvolge per l’appunto anche le fasce più giovani della popolazione, sempre più attratte dalle innumerevoli possibilità di “gaming” offerte dalla rete.
La dipendenza patologica dal gioco d’azzardo porta le persone ad isolarsi nel loro problema fino ad estraniarsi dal principale ammortizzatore economico e sociale che è costituito dalla famiglia e a ridursi sul lastrico.
Sempre più “malati di gioco” bussano quindi alla porta dei Comuni per chiedere aiuto e le pubbliche amministrazioni non possono volgere gli occhi dall’altra parte.
È il messaggio di fondo della conferenza stampa convocata nel municipio di Cassola, con l’intervento dei già citati quattro amministratori dei Comuni di Cassola, Rossano Veneto, Nove e Solagna, più l’assessore al Politiche giovanili di Cassola Oscar Mazzocchin, in rappresentanza del gruppo di lavoro sul gioco d’azzardo del Coordinamento delle politiche giovanili del territorio.
“È un tema che mi sta molto a cuore - afferma il sindaco di Cassola Giannantonio Stangherlin -. Sono reduce dal Tavolo sulla Povertà del Piano d’Ambito di Zona dove è emerso che la problematica del gioco è fonte di molti dei problemi legati alla povertà. La tematica del gioco patologico oggi sta assumendo una parte quasi preponderante all’interno delle dipendenze. È un problema che i Comuni devono affrontare con i loro mezzi, per far fronte a queste povertà.”
“Rispetto al 2023, i dati del 2024 sono in aumento - informa Oscar Mazzocchin -. Il tema è ostico e vede coinvolti molti più giovani a causa del gioco online che a livello nazionale ha superato il 50% delle giocate.”
Non è tuttavia da meno il gioco “offline” preferito dagli anziani, se è vero che nella settimana successiva all’erogazione delle pensioni si verifica regolarmente un’impennata nelle puntate di gratta&vinci, lotto e superenalotto.
Stangherlin evidenzia due aspetti culturali a monte dell’intera problematica.
Il primo è il ruolo dello Stato che ricava da tutto ciò cospicui introiti e che facilita anziché arginare il fenomeno, mettendo a disposizione dispositivi da gioco e licenze.
Il secondo è la tendenza delle agenzie di gioco online ad invogliare ed abituare i giovani al gioco, con giochi gratuiti diffusi sui social per iniziare a giocare.
“Il rischio - è il monito che viene lanciato da Cassola - è quello di un’abitudine patologica che ha i suoi effetti peggiori una volta che quegli adolescenti diventano adulti.”
Da qui l’iniziativa che viene annunciata per l’occasione.
Si tratta del convegno “Oltre il gioco: educare al futuro”, in programma sabato 15 marzo dalle 9 alle 13 all’Innovation Hub Cre-ta, all’ex Caserma ai Muli a San Giuseppe di Cassola, e promosso per focalizzare l’attenzione sulle nuove generazioni.
Proposto dall’Ulss 7, in collaborazione con il progetto Stare al Gioco della Cooperativa Adelante, l’appuntamento è rivolto ad operatori del sociale, amministratori pubblici, educatori, insegnati e genitori.
Il convegno sarà l’occasione per il territorio di intrecciare riflessioni su azzardo, digitale, “life skills”, “soft skills” e pratiche per giocare in ottica educativa allo scopo di avviare percorsi di prevenzione che partano già dalla prima infanzia.
Tra i relatori ci saranno Sabrina Crapella, psicologa del SerD dell’Ulss 7 Pedemontana, Giorgio Benizzi e Irene Bagnara di Adelante e di Michele Marangi, media educator dell’Università Cattolica di Milano.
Per contrastare il gioco d’azzardo, sempre più dilagante e sempre più online, è dunque opportuno lavorare anche in prospettiva sviluppando una cultura di prevenzione rivolta alle giovanissime menti delle nuove generazioni digitali.
Perché purtroppo il nostro territorio, come il resto del nostro Bel Paese - e il riferimento che sto per scrivere lo capiranno probabilmente solo gli appassionati delle serie televisive degli anni ’80 - è diventato la Contea di Hazzard.
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