Pubblicità

Test

Pubblicità

Natale 2025

RedazioneRedazione
Bassanonet.it

Special report

Attualità

L’uomo Dalmonte ha detto no

Impegnato a inviare aiuti in Ucraina, ma dissidente rispetto agli altri sindaci. Intervista al sindaco di Pove Francesco Dalmonte, che sabato scorso non ha aderito alla marcia per la pace in Ucraina a Bassano

Pubblicato il 12-03-2022
Visto 9.891 volte

Pubblicità

Natale 2025

Ore 15 di oggi. In municipio a Pove del Grappa ho l’appuntamento con il sindaco Francesco Dalmonte. Esattamente una settimana fa, e proprio a quest’ora, a Bassano del Grappa si svolgeva la marcia per la pace in Ucraina.
Presenti tutti i sindaci del comprensorio in fascia tricolore. E chi non ha potuto esserci ha delegato un assessore o un consigliere a rappresentarlo.
Eccetto il sindaco di Pove. Dalmonte non ha aderito all’iniziativa, non ha delegato nessuno e ha lasciato la totale libertà agli altri componenti della sua amministrazione di partecipare o meno alla manifestazione.

Il sindaco di Pove del Grappa Francesco Dalmonte (foto Alessandro Tich)

Stiamo comunque parlando di un primo cittadino impegnato in prima linea nelle azioni di aiuto e solidarietà nei confronti del popolo ucraino.
All’ingresso del municipio un cartello coi colori della bandiera blu e gialla segnala che è in corso di svolgimento una “raccolta in favore dell’Ucraina”, con l’indicazione dei giorni e degli orari in cui i cittadini possono suonare al campanello del Comune per consegnare beni di prima necessità.
La gente porta generi alimentari, prodotti per l’igiene, articoli sanitari, pannolini per i bambini e quant’altro e i dipendenti comunali immagazzinano la merce nell’interrato del municipio dove gli stessi dipendenti assieme ai volontari preparano gli scatoloni da inviare nel Paese in guerra.
È lo stesso sindaco ad accompagnarmi nel sotterraneo del palazzo comunale, pieno di beni raccolti. Da una parte la merce appena arrivata e ancora da confezionare, dall’altra le scatole e i pacchi pronti per la prossima spedizione.
Ormai l’interrato non riesce più a contenere i prodotti raccolti in questa continua corsa di solidarietà da parte della popolazione. Da dopodomani, lunedì, il magazzino della raccolta sarà trasferito in un capannone in via Verona a Pove, concesso gratuitamente dai proprietari in comodato d’uso all’amministrazione comunale.
Gli invii dei beni in Ucraina sono organizzati e gestiti dallo stesso Comune di Pove del Grappa, grazie ad alcune ditte di trasporto del territorio che si sobbarcano l’onere e le spese del lungo e difficoltoso viaggio. Fino ad oggi sono già partiti due tir e due furgoni carichi, con destinazione la città di Novojavoris’k, nella regione di Leopoli nell’area occidentale del Paese.
Ogni spedizione è seguita personalmente dal sindaco, che firma la bolla di accompagnamento della merce e si premura che la merce stessa arrivi regolarmente a destinazione. A caricare i beni nei tir e a portarli in territorio ucraino sono due collaboratori di nazionalità ucraina residenti a Pove.
Sono ucraini anche i camionisti, sempre residenti nella nostra zona.
All’arrivo a destinazione dei mezzi pesanti, i collaboratori filmano col telefonino lo scarico della merce e inviano il video al sindaco, che in questo modo ha anche la conferma visiva, oltre che quella documentale, della buona riuscita della spedizione.
A Pove del Grappa, nel frattempo, sono già arrivati e stanno ancora per arrivare dei profughi dall’Ucraina. La crisi umanitaria sta inevitabilmente assorbendo l’intero tempo del sindaco, il cui telefonino, per le questioni legate alla gestione dell’emergenza, squilla in continuazione.
Eppure, alla marcia per la pace in Ucraina di sabato scorso a Bassano, lui non ci è andato. L’uomo Dalmonte ha detto no.

Sindaco Dalmonte, perché ha deciso di non partecipare alla marcia per la pace in Ucraina?
È stato semplicemente un motivo di equità tra la popolazione nostra e la popolazione ucraina. Gli ultimi sviluppi governativi davano - ed erano fonti ANSA e non quindi fonti da bar - che il governo stava decidendo di non procedere alla misura del green pass rafforzato per quanto riguarda i profughi in arrivo. Ora: quello legato al Covid è uno sforzo che noi stiamo portando avanti da due anni. Abbiamo avuto persone sospese dal lavoro e persone che hanno avuto seri problemi per la questione del green pass, bambini e sportivi compresi. E quindi non mi pareva giusto dare un “via libera” così incondizionato, in un momento di emergenza sanitaria conclamata, come sta continuamente sostenendo il governo, a un popolo che sta arrivando da noi e che abbiamo bisogno di accogliere nel massimo rispetto loro e nel massimo rispetto anche nostro.

Chi non ha partecipato tra i suoi colleghi alla manifestazione di sabato scorso ha mandato comunque un assessore o un consigliere. Lei cosa ha detto ai referenti della sua amministrazione?
Io ho lasciato la massima libertà di partecipazione. Questo è un concetto che è fondamentalmente mio come sindaco, ma non è un obbligo per il consiglio comunale. Quindi massima libertà ai consiglieri che l’avessero pensata in maniera diversa.

Ma se oggi ci fosse stata un’altra manifestazione per la pace in Ucraina, avrebbe preso la stessa decisione?
Finché il governo non prende una decisione chiara su cosa vuol fare nel prossimo futuro la prenderei di nuovo, per coerenza nostra e per coerenza dei profughi che stanno arrivando. Partendo sempre dal presupposto che siamo accoglienti al cento per cento. Qui nel territorio il primo magazzino e la prima uscita per raccolta fondi materiali li abbiamo proprio organizzati noi. Quindi c’è la massima accoglienza, il massimo rispetto dei profughi che comunque stanno scappando da una guerra. E non stiamo parlando di profughi ucraini ma di profughi, che possono essere di qualsiasi altra nazione. Noi abbiamo il massimo rispetto e la massima accoglienza per tutti. Però dal governo ci vuole un minimo di coerenza. È quello che chiedo.

All’ingresso del municipio c’è il cartello “raccolta in favore dell’Ucraina”. Diciamo che al di là della sua decisione l’interesse per questa emergenza c’è…
Certamente. Non c’è nessuna forma né di razzismo, né di appoggio alla guerra, né di nulla. Noi siamo assolutamente contro la guerra e pro pace. Siamo solidali con i popoli che sono in difficoltà. Poteva anche essere il popolo russo, a me non me ne frega assolutamente nulla che sia ucraino piuttosto che di altre nazionalità perché non voglio neanche entrare nel merito politico della guerra. Non so neanche, sinceramente, il perché siamo arrivati a questo punto. Sono meccanismi che probabilmente noi non conosciamo o che comunque non ci fanno sapere. Quello che noi appoggiamo, e a cui cerchiamo di dare una mano, sono queste donne e bambini o ragazzini che stanno arrivando e che hanno bisogno di qualcosa. Hanno bisogno delle materie prime: quindi hanno bisogno semplicemente di dormire, di mangiare e di curarsi se devono prendere medicine.

A Pove è già arrivato qualcuno?
Ne sono arrivati quattro e ne arrivano altri due questa notte.

Come sindaco, quanto questa emergenza la sta tenendo occupato in questi giorni?
Praticamente tutto il giorno, perché c’è da organizzare tutto. C’è da organizzare l’accoglienza, la raccolta dei viveri, nel prossimo futuro la scuola per questi ragazzi. C’è il materasso che manca, il frigorifero che manca… Manca tutto. I primi quattro che sono arrivati sono arrivati con un trolley. Con un trolley per quattro. Probabilmente non avevano neanche il cambio dei calzini all’interno.
Grazie quindi alla disponibilità di tutto il territorio, e di Pove in particolare, ci stiamo adoperando per mitigare un po’ questa problematica. È chiaro che bisogna impegnarsi, ripeto, al cento per cento perché è l’emergenza di questi giorni, c’è poco da fare.

In conclusione mi permetta una piccola provocazione. È comunque singolare che alla marcia per la pace non abbia partecipato il sindaco della “Conca degli Ulivi”…
È singolare, sì. Però le dico che io probabilmente sono un duro di testa. Quindi quando non vedo coerenza, non vedo limpidezza negli intenti del governo, sono il primo a metterli sul piatto. Perché non mi va nessun tipo di ipocrisia e non mi va nessun tipo di incoerenza.

Pubblicità

Natale 2025

Più visti

2

Cronaca

27-12-2025

La memoria non si cancella

Visto 8.818 volte

3

Lettere in Redazione

29-12-2025

Il fatto delle tre croci di Bassano

Visto 8.506 volte

4

Attualità

30-12-2025

2025, un anno di storie e di click

Visto 6.612 volte

5

Danza

27-12-2025

Tradizione e giovani talenti, per Fire of Georgia

Visto 3.447 volte

6

Agricoltura e Food

30-12-2025

Etichetta d’origine, proroga al 2026

Visto 3.401 volte

7

Sociale

30-12-2025

Fondazione BPMV: il nuovo corso di Piera Campana

Visto 2.263 volte

8

Hockey

30-12-2025

La festa dell'Hockey a Bassano

Visto 2.126 volte

9

Teatro

02-01-2026

In scena al Vivaldi, Per futili motivi

Visto 448 volte

1

Attualità

11-12-2025

Aperto a Bassano l’Emporio Solidale “Ulivo”

Visto 12.691 volte

2

Attualità

20-12-2025

Verso la riapertura del Caffè Italia

Visto 11.819 volte

3

Attualità

06-12-2025

Mussolente celebra le sue eccellenze

Visto 9.988 volte

4

Politica

24-12-2025

Manovra di bilancio, fondi a Bassano

Visto 9.977 volte

5

Attualità

21-12-2025

Agrovoltaico, cresce la contestazione a Rosà

Visto 9.775 volte

6

Attualità

20-12-2025

Scacco al degrado

Visto 9.755 volte

7

Attualità

24-12-2025

Ztl, stretta festiva in centro storico

Visto 9.747 volte

8

Cronaca

20-12-2025

Cassola, tolleranza zero sull'azzardo

Visto 9.631 volte

9

Attualità

12-12-2025

Premio Architettura Bassano: proclamati i vincitori 2025

Visto 9.546 volte