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Fumata nera

Sigarette elettroniche: il Liceo Brocchi di Bassano impone il divieto assoluto di “svapare” in tutti gli spazi della scuola. Il preside: “Giusto mantenere un atteggiamento di precauzione a salvaguardia della salute dei cittadini”

Pubblicato il 12 mar 2013
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“Facendo seguito al divieto assoluto del fumo in tutti gli spazi del Liceo Brocchi, compresi i cortili, con la presente si comunica che lo stesso divieto viene esteso anche per la cosiddetta sigaretta elettronica”.
Inizia così una circolare del dirigente scolastico del Liceo Ginnasio Brocchi di Bassano del Grappa, Gianni Zen, rivolta agli studenti, ai docenti e al personale scolastico. Anche l'istituto superiore cittadino, pertanto, si allinea al divieto di “svapo” già applicato in molti luoghi pubblici, scuole comprese, del nostro Paese.
Un provvedimento resosi necessario dalla crescente moda della 'e-cig' - il dispositivo elettronico più in voga del momento -, che sta facendo presa anche tra i più giovani. Compresi quelli che non hanno mai fumato.

Aspetto, quest'ultimo, non secondario: la sigaretta elettronica, che può contenere nicotina, è stata in realtà lanciata sul mercato come mezzo di disassuefazione al fumo di sigaretta. Il suo target primario sono quindi i fumatori. Anche se, secondo il parere dell'Istituto Superiore di Sanità, organo di consulenza scientifica del Ministero della Salute, “l'efficacia è tutta da dimostrare”.
“Ad essere sinceri - prosegue la circolare del Brocchi -, in molti era nata la speranza che la sigaretta elettronica fosse la soluzione ideale per smettere di fumare, secondo gradualità, riducendo, con “una nuvola di vapore acqueo”, la nicotina contenuta nelle sigarette, con minori danni, dunque, per la salute. Da una verifica, però, è emerso che non c'è certezza sulla reale non pericolosità di filtri e di essenze. Non vi sono, cioè, evidenze scientifiche. Come non vi sono evidenze scientifiche sul cosiddetto fumo passivo.”
“Come ha di recente chiarito il dr. Livio Dalla Barba, direttore medico dell’Ospedale S.Bortolo di Vicenza - si legge ancora nella comunicazione del preside -, “la ‘e-cig’ non è un trattamento di disaffezione. Con questi strumenti si rischia di modificare la forma di dipendenza non di eliminarla”. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, lo ricordo, già alla fine del 2012 aveva suggerito di vietare l'uso della sigaretta elettronica.”
“Poiché, insomma, non vi è ancora la certezza che questo strumento, di cui esistono varie tipologie, non sia nocivo - conclude il dirigente scolastico -, credo sia giusto mantenere un atteggiamento di precauzione a salvaguardia della salute dei cittadini. Per gli eventuali trasgressori, ricordo quanto già previsto dalla legge Sirchia sul divieto di fumo.”

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