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Luna di miele
Conferenza stampa di inizio anno dei vertici aziendali della nuova Ulss 7 Pedemontana che unisce i territori di Bassano, Asiago e Alto Vicentino. Novità negli Ospedali: arrivano le “specializzazioni” distinte
Pubblicato il 02 gen 2017
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Un territorio comprendente 60 Comuni (28 dell'ex Ulss 3 più 32 dell'ex Ulss 4), un bacino di utenza di quasi 370mila abitanti, 4033 dipendenti totali e 427 medici convenzionati tra specialisti ambulatoriali, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale.
E ancora, tre presidi ospedalieri: Bassano del Grappa, con 411 posti letto; Santorso, con 406 posti letto e Asiago con 92 posti letto. Per quest'ultimo Ospedale sono in fase avanzata i lavori di ampliamento e ristrutturazione, con la conclusione dei lavori annunciata per il prossimo autunno e l'entrata a regime della struttura prevista a giugno 2018.
Si aggiunge un parco assistiti a domicilio di 8.587 pazienti, l'89,5% dei quali di età superiore ai 65 anni. Ultrasessantacinquenni che in molti casi sono portatori di una o più malattie croniche e che rappresentano, peraltro, il 22% della popolazione totale. Un dato importante che comporterà “una revisione dei servizi e un potenziamento dell'attività territoriale”.
La conferenza stampa all'Ospedale di Bassano (foto Alessandro Tich)
Con l'ulteriore supporto di 34 centri di servizio (case di riposo) per anziani non autosufficienti per 2967 posti letto, di due hospice con 17 posti letto, di due strutture ad alta protezione Alzheimer con 18 posti letto, di 18 strutture residenziali per la disabilità con 323 posti letto e di 18 strutture semi residenziali per la disabilità per 399 ospiti.
Il tutto racchiuso in un bilancio di esercizio 2015 con un valore di produzione complessivo di 642.289.891 euro.
Sono alcuni dei numeri che tracciano il profilo della neonata Ulss 7 Pedemontana, istituita - a seguito della legge regionale di riforma della Sanità veneta - dalla fusione tra le ex Aziende Ulss n. 3 di Bassano del Grappa e n. 4 “Alto Vicentino” di Thiene. Ufficialmente in vigore da ieri, la nuova entità aziendale socio sanitaria emette di fatto il suo primo vagito con la conferenza stampa di inizio anno convocata all'Ospedale di Bassano, dove l'Ulss Pedemontana ha la sua sede.
È l'occasione istituzionale per la prima uscita pubblica del riconfermato direttore generale Giorgio Roberti e del suo staff di vertice composto dagli altrettanto riconfermati direttore sanitario Bortolo Simoni, direttore amministrativo Francesco Favretti e direttore dei servizi sociali Alessandro Pigatto.
Con la benedizione politica degli assessori regionali Elena Donazzan e Manuela Lanzarin e del consigliere regionale Nicola Finco, tutti e tre portabandiera della maggioranza in Regione di cui la riforma della Sanità veneta è espressione.
Forte del positivo bilancio di attività delle due Ulss oggi unite in matrimonio e di cui l'anno scorso è stato rispettivamente direttore generale e commissario, il DG Roberti si trova ora ad affrontare gli obiettivi strategici conseguenti al cambiamento. Il primo dei quali è costituito dall'integrazione dei servizi delle ex Aziende Ulss 3 e 4. Ovvero la necessità di “gestire l'Azienda in una logica di rete integrata” nel nuovo e ampliato territorio di riferimento, che sarà diviso in due distretti corrispondenti ai bacini territoriali delle due vecchie Ulss. Portando in dote un imperativo categorico: “specializzare i servizi”.
Ciò significa che i tre Ospedali - fatti salvi i reparti che saranno mantenuti e potenziati in ciascun presidio - saranno “specializzati” in alcune discipline, che verranno stabilite secondo vari parametri, dalla dotazione tecnologica dei reparti alle indicazioni che emergeranno dai confronti con gli stessi operatori e tecnici ospedalieri. “La specializzazione nei tre Ospedali - specifica il direttore generale - potrà comportare anche lo spostamento delle équipe mediche ad alternanza”.
Insomma: finisce l'era del “tutto a Bassano” o “tutto a Santorso”.
“Dobbiamo ragionare come un'unica Ulss che dà servizi da Bassano fino a Schio - afferma il consigliere Nicola Finco -. Basta con la logica dell'Ospedale sotto casa.”
Si tratta - se vogliamo, e in ottica prettamente bassanese - di una piccola ma effettiva rivoluzione copernicana: il San Bassiano resta uno dei perni della Sanità ospedaliera “spoke” ovvero periferica del Veneto, ma non è più al centro del mondo.
Una prospettiva che dovrà essere armonizzata, inoltre, con gli altri due obiettivi strategici della nuova Ulss 7: la ridefinizione dei servizi in relazione al cambiamento dei bisogni e la sostenibilità economica del sistema.
“Tra i Piani di settore della nostra programmazione - assicura il DG Roberti - c'è l'abbattimento delle liste di attesa. È un obiettivo trasversale che riguarda gli Ospedali, il Territorio e i Distretti. Il Piano specifico riguarda la priorità di assistenza ai soggetti fragili e l'aumento delle prestazioni, anche tramite assunzioni e sviluppo della tecnologia. Sono previsti protocolli con i medici ospedalieri e i medici di medicina generale per stabilire l'appropriatezza descrittiva e la giusta priorità della prestazione. Andremo avanti inoltre col miglioramento del servizio del CUP.”
E se l'assessore regionale Elena Donazzan plaude alla nuova Ulss definendola “un'Ulss centrale” della Sanità veneta, la sua collega di giunta Manuela Lanzarin, che ha il referato ai servizi sociali, pone l'accento in particolare sulle nuove frontiere dell'assistenza sul Territorio.
“Il 2017 sarà l'anno della stabilizzazione e del potenziamento dei presidi e dei servizi territoriali - dichiara -. Sarà anche l'anno della riforma delle IPA. I due distretti saranno rappresentati dai due distinti Comitati dei Sindaci, con i quali saranno elaborati i Piani di zona futuri.”
Tutto bello e tutto positivo, dunque. Le nozze socio sanitarie tra Bassano e Thiene - ovvero tra il Bassanese con l'Altopiano e l'Alto Vicentino - sono state celebrate in regime di comunione dei beni e, come ogni matrimonio che si rispetti, siamo alla fase della luna di miele.
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