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La parola alla difesa
Dopo le polemiche conseguenti alla sentenza del TAR sull’affidamento del lavori di restauro del Ponte di Bassano, interviene oggi il sindaco Riccardo Poletto
Pubblicato il 04 ott 2016
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Appalto per il restauro del Ponte di Bassano: dopo le polemiche divampate in questi giorni a seguito della nota sentenza del TAR, interviene oggi sulla questione il sindaco Ricardo Poletto, tramite un comunicato stampa che riportiamo di seguito:
COMUNICATO
Foto: archivio Bassanonet
Ponte degli Alpini
La parola al sindaco Riccardo Poletto
In questi giorni, dopo la pubblicazione della sentenza del TAR che obbliga il Comune di Bassano del Grappa alla stipula del contratto con la ditta Nico Vardanega Costruzioni e dichiara inefficace il contratto con la INCO srl per i lavori di ripristino e consolidamento del Ponte degli Alpini, si moltiplicano i commenti e le critiche per l’operato di chi, a vario titolo, è intervenuto finora nell’iter dell’appalto.
Ogni riflessione sul tema è di grande utilità, ma una cosa deve essere chiara a tutti e lo ribadisco ancora una volta per quanti tendono a dimenticarlo: l’approvazione del progetto e del quadro economico è compito del sindaco e della giunta, la gara d’appalto è una questione tecnica all’interno della quale gli amministratori non possono intervenire, pena l’accusa di turbativa d’asta.
Detto questo, ripercorriamo i passaggi fondamentali alla luce di una condizione operativa che in Italia è una pesante realtà, vale a dire l’incertezza di un sistema normativo poco chiaro, soprattutto in tema di opere pubbliche.
Ebbene, non c’è mai stato un momento, in questa vicenda, in cui potessero essere certe e non interpretabili le conseguenze di una scelta fatta e in cui si potesse avere un quadro preciso di quello che sarebbe accaduto nella fase successiva, tante e tanto interpretabili sono le norme che regolano le procedure di appalto in Italia, in parole povere i ricorsi sono sempre dietro l’angolo sia che si scelga una direzione sia che si scelga quella opposta.
Ciò che si poteva fare, e che è stato fatto, era di procedere sulla scorta delle professionalità interne a disposizione e di pareri legali esterni per un sostegno specialistico, acquisiti nei punti più delicati del percorso.
Soffermiamoci in particolare sui due momenti più importanti: la verifica dell’avvalimento della ditta Nico Vardanega con la ditta Consorzio Stabile ALMA di Aversa e la firma del contratto con la INCO srl.
Sull’opportunità o meno di procedere alla verifiche dell’avvalimento, ci ha pensato il Tar a fare chiarezza, dato che nella sentenza è detto chiaramente: “(…) Non può quindi ritenersi che la verifica disposta abbia costituito un accertamento ‘improprio’ ovvero ‘superfluo’, né tanto meno animato dalla volontà di estromettere dalla gara la ricorrente”. Nessuna contestazione, quindi, alla verifica fatta; piuttosto il TAR medesimo, dopo una ulteriore analisi e contrariamente a quanto affermato nella prima sentenza, ritiene che i risultati di questa verifica non siano motivo sufficiente per l’esclusione.
Per quanto riguarda la firma del contratto con la ditta INCO srl, non si devono dimenticare tre passaggi fondamentali e un dato di fatto.
Il primo riguarda l’ordinanza del TAR di aprile che respinge la domanda di sospensiva avanzata dalla ditta Nico Vardanega srl, condannando la stessa al ristoro delle spese per la fase cautelare; una ordinanza ampiamente spinta nel merito, con riferimento al fatto che il ricorso non appariva sostenuto da idonei elementi proprio in pieno accoglimento di quanto sostenuto dal Comune di Bassano. Un nulla osta, di fatto, alla stipula del contratto.
Il secondo è relativo al respingimento, sempre in aprile, da parte del Consiglio di Stato, della richiesta di sospensiva “ante causam” da parte della ditta Nico Vardanega Costruzioni, per l’annullamento, previa sospensiva dell’efficacia, del provvedimento di esclusione dalla procedura negoziata e il rinvio alla successiva discussione alla camera di consiglio. Due sentenze quindi favorevoli che hanno indotto a non perdere tempo. Il terzo è il supporto di uno studio legale specializzato che sosteneva la scelta di procedere quanto prima.
Infine, un concetto chiave che sta alla base e allo stesso tempo sovrasta ogni riflessione: l’urgenza di intervenire sul ponte e poterlo di farlo in un periodo, quello estivo, in cui le condizioni del fiume, da sempre, permettono di operare al meglio, cosa che non è stata possibile fare, ma certamente non per volontà dell’Amministrazione.
Alla fine il TAR, dopo avere meglio esaminata la questione, ha assunto la decisione che ben conosciamo e che ci è stata resa nota solo venerdì scorso, stiamo quindi verificando con i nostri legali la strategia migliore da seguire in questa fase, avendo chiara la nostra priorità, che è quella di procedere con urgenza. Proprio per questo gli interventi stabiliti la scorsa settimana sono già iniziati, per consentirci di mettere in sicurezza il ponte prima della stagione autunnale ed invernale.
Si interverrà con tre azioni specifiche relative alla 2° e alla 3° stilata per rinforzare la struttura e renderla in grado di assorbire le azioni anche di piene particolarmente intense, in attesa di poter operare in alveo, probabilmente dal mese di gennaio, ed è questa la cosa più importante
Tutte utili, quindi, le critiche e le riflessioni di questi giorni, ma tutto sommato anche tutte caratterizzate dal senno di poi.
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