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E così, Dino Secco ce l’ha fatta. Ha aspettato all’incirca tre anni, ma alla fine è diventato parlamentare della Repubblica.
Il politico bassanese - ovvero solagnese, per l’esattezza - di lunghissimo corso deve ringraziare la batosta giudiziaria, e conseguentemente politica, che si è abbattuta sull’ex potente governatore del Veneto Giancarlo Galan, travolto dall’inchiesta sul Mose per la quale ha patteggiato la condanna, senza tuttavia mai lasciare il suo scranno da onorevole.
Ci hanno pensato i suoi colleghi di Montecitorio a togliergli la sedia di dosso, votando ieri in aula a larghissima maggioranza (388 favorevoli, 40 contrari e 7 astenuti) la decadenza di Galan da deputato. La qual cosa, automaticamente, ha decretato la proclamazione a deputato di Secco, che era il primo dei non eletti nella circoscrizione Veneto 1 alla Camera, nelle file di Forza Italia, alle ultime elezioni politiche del 2013.
Dino Secco (archivio Bassanonet)
In realtà l’highlander della politica bassanese e vicentina - da più di 40 anni sulla cresta del voto - era diventato onorevole “in pectore” già nel giugno del 2014, quando il deputato veronese Alberto Giorgietti aveva annunciato l’intenzione di dimettersi da parlamentare, per poi rimangiarsi la parola e costringere Secco a stare nuovamente alla finestra. Ora la nomina è ufficiale e Secco, da “off”, diventa “on”.
L’elezione a parlamentare era l’ultima investitura che ancora mancava alla pluridecennale bacheca di incarichi dell’esponente di centrodestra, cresciuto politicamente e introdotto alle funzioni pubbliche nelle file della Democrazia Cristiana. Una carriera politica, ma anche di funzionario di enti politici, che lo ha visto negli anni - tra le altre cose - sindaco di Solagna, consigliere e assessore provinciale, vice presidente della Provincia e anche capo di gabinetto e portavoce della medesima, oltre a rivestire funzioni di coordinatore nell’ambito del suo partito.
Non sempre le sue aspirazioni politiche sono andate a buon fine, come la candidatura al consiglio regionale nel 2005. E anche la sua elezione al parlamento, in partenza, sembrava avere poche chances di recupero.
Ma ora è arrivato il terno Secco.
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