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Meglio Nardo che mai

Habemus Grappa: dopo il rifiuto dei giorni scorsi la Ditta Bortolo Nardini accetta di collaborare con la fiction di RaiUno “Di Padre in Figlia”. Con la mediazione dell'assessore Cunico. E tutti vissero felici e brindanti

Pubblicato il 12 set 2015
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I bassanesi possono dormire sonni tranquilli: alla fiction di RaiUno “Di Padre in Figlia”, che sarà girata nelle prossime settimane a Bassano, collaborerà anche la Ditta Bortolo Nardini Spa. Si spegne così sul nascere una polemica a 50 gradi che aveva improvvisamente alimentato, in questi giorni, le cronache e le chiacchiere cittadine.
L'antefatto è il seguente: la produzione dello sceneggiato (una volta si chiamava così) diretto da Riccardo Milani, su soggetto di Cristina Comencini, si era rivolta alla Nardini per concordare la ripresa di alcune scene all'interno dei locali della storica distilleria bassanese. E questo perché, come ormai ben sappiamo, la fiction in questione racconta la saga di una famiglia di distillatori. Non per farne un documentario sulla grappa, ma per rappresentare - attraverso le vicissitudini di una famiglia patriarcale nonché impresa famigliare di Bassano del Grappa - i cambiamenti socio-culturali nel Veneto dell'ultimo mezzo secolo, con particolare riguardo all'emancipazione femminile.
Una proposta alla quale la Bortolo Nardini Spa aveva tuttavia risposto picche, rifiutando di concedere la propria distilleria e grapperia quale location

Angelo Nardini, l'assessore Giovanni Cunico e Cristina Nardini brindano all'accordo raggiunto

per la troupe della storia televisiva prodotta da Bibi Film per Rai Fiction.
A motivare il gran rifiuto, secondo quanto dichiarato da Cristina Nardini a nome dell'azienda, era stata la circostanza che la proprietà “non era stata adeguatamente informata sul contenuto della sceneggiatura”.
Da qui il timore, da parte dei titolari dell'ultra-bicentenaria distilleria bassanese, “che ne esca un'immagine distorta, sia della famiglia il cui nome è legato alla produzione della grappa, sia dell'intero settore”.
Apriti cielo: il diniego della Nardini - che a Bassano non è un'azienda qualsiasi - ha scosso gli animi più di una stravecchia trangugiata a stomaco vuoto.
Titoli sui giornali, commenti, reazioni, interviste. C'erano le condizioni - visto l'argomento ad alta gradazione di dibattito - per dare adito a una telenovela nella telenovela.
E invece ecco il colpo di scena. Che è andato in onda in data odierna, tramite la mediazione dell'assessore comunale alle Attività Economiche Giovanni Cunico.
La proprietà dell'azienda, dopo aver approfondito alcuni dettagli della sceneggiatura con il produttore Angelo Barbagallo, è tornata infatti sui propri passi e “ha confermato la propria disponibilità a collaborare per la buona riuscita della fiction Rai”. E' quanto afferma un comunicato stampa congiunto trasmesso alle redazioni dall'assessore Giovanni Cunico, dal presidente e AD della Ditta Bortolo Nardini Spa Angelo Nardini e da Cristina Nardini.
Nella nota, infatti, si dichiara dichiara quanto segue:
“A seguito dell’incontro di sabato 12 settembre 2015 tra l’assessore alle attività economiche, Giovanni Cunico, e Angelo Nardini, presidente della “Ditta Bortolo Nardini” e Cristina Nardini, dove è stata chiarita la posizione dell’Azienda rispetto alla produzione del film televisivo “Di Padre in Figlia” e dopo aver approfondito alcuni aspetti della sceneggiatura assieme al produttore Angelo Barbagallo, la Ditta Nardini ha confermato la propria disponibilità a collaborare per la buona riuscita della fiction Rai.”
“Le perplessità inizialmente dimostrate dall’Azienda - prosegue il comunicato congiunto - sono state di fatto superate dalla conferma, da parte del produttore, che la storia narrata è solo frutto di fantasia senza alcuna attinenza a fatti reali. Angelo Barbagallo ha motivato la scelta del territorio veneto ed in particolare di Bassano per le sue bellezze e un tessuto imprenditoriale ricco di storia e di eccellenze. Trattandosi di Bassano la scelta del soggetto è inevitabilmente caduta sulla produzione di grappa.”
“Lo storico binomio Bassano del Grappa e Grappa Nardini - conclude la nota - è riconfermato, come sempre da oltre 235 anni, anche in questa opportunità di promozione del territorio.”
E allora: Habemus Grappa. L'accordo alla fine è stato trovato, e tutti vissero felici e brindanti. Una conferma del fatto che le prese di posizione apparentemente inconciliabili possono trovare un punto di incontro e che quindi, come sempre, la verità sta nel mezzo. Anzi: nel mezzo e mezzo.

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