Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 26-04-2014 20:48
in Politica | Visto 3.088 volte

Tutto in 34 ore

La corsa contro il tempo del M5S di Bassano dopo l'arresto di un un suo candidato, ora sospeso. Raccolte in un solo giorno le nuove firme necessarie per la presentazione della lista, depositata in extremis questa mattina in Comune

Tutto in 34 ore

Il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Bassano Annamaria Conte: "Questa esperienza ha dimostrato la coesione della rete"

Già stanno correndo per la campagna elettorale, ora hanno dovuto correre anche contro il tempo. E in extremis, dopo il fulmine a ciel sereno scaricato a terra dalle notizie di cronaca, ce l'hanno fatta.
Il Movimento 5 Stelle di Bassano del Grappa è riuscito a tempo di record a prendere in mano la situazione venutasi a creare dopo l'arresto, risalente a mercoledì scorso 23 aprile, dell'attivista Stefano Costa, che era candidato in lista col M5S per le amministrative di Bassano.
A seguito del provvedimento restrittivo eseguito dai Carabinieri di Cittadella nei confronti di Costa - fatto già riportato in un nostro precedente articolo -, il M5S di Bassano ha escluso il candidato dalla lista e annullato contestualmente tutti i moduli con le firme già raccolte per la presentazione delle candidature all'ufficio elettorale del Comune.
Al posto di Costa è subentrata in lista la nuova candidata Cristina Concato e a solo un giorno e mezzo dall'inderogabile scadenza prefissata per la presentazione delle liste - e cioè le ore 12 di oggi, sabato 26 aprile - è ripartita da zero la raccolta delle firme, con la soglia delle 200 adesioni certificate necessariamente da raggiungere.
“Ce l'abbiamo fatta, e abbiamo raccolto persino più firme di prima - ci dice una soddisfattissima Annamaria Conte, candidato sindaco della lista del Movimento 5 Stelle di Bassano -. In sole 34 ore abbiamo raccolto 272 firme, di cui 266 certificate. In precedenza ne avevamo raccolte 232, di cui 228 certificate.
Il Movimento ha dimostrato per l'ennesima volta la sua resilienza, e cioè la capacità di trovare aspetti positivi anche dalle esperienze negative.”
Le firme necessarie alla presentazione della rinnovata lista sono state tutte raccolte nella giornata di ieri, festività del 25 aprile, e questa mattina sono state regolarmente depositate presso il Comune di Bassano.
“Questa esperienza - continua il candidato sindaco - ha dimostrato la coesione della rete. La rete si è unita al meetup bassanese dando un supporto incredibile e funzionando in tutti i modi: internet, sms, social network. Ancora questa mattina c'erano persone che ci telefonavano per chiederci se potevano venire a firmare, quando avevamo già depositato le firme in Comune. La gente ci vuole vedere alle prossime elezioni e ci ha supportato in modo democratico e civile, e auspichiamo che questo supporto sia confermato anche nell'urna elettorale.”
Dal punto di vista delle candidature per il M5S, il caso di Bassano rappresenta un inconsueto precedente. E' risaputo infatti che tra i requisiti per la candidabilità nelle liste del Movimento 5 Stelle è richiesta obbligatoriamente la fedina penale pulita.
Ogni candidato, come si legge su beppegrillo.it, “non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive” comprovandolo “con certificato penale oppure visura delle iscrizioni presenti nel casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti”.
Va quindi chiarito che Stefano Costa, attualmente sottoposto a custodia cautelare in carcere e a disposizione del magistrato, fino all'esito del suo eventuale rinvio a giudizio è a tutti gli effetti un incensurato e in quanto tale è formalmente candidabile.
La sua esclusione dalla lista, con conseguente nuova raccolta delle firme, è stata tuttavia decisa in forma “cautelativa” dal meetup di Bassano.
“Abbiamo preso una decisione d'intesa con meetup, coi parlamentari 5 Stelle e con lo staff di Beppe Grillo - ci conferma, al riguardo, Annamaria Conte - e abbiamo sospeso cautelativamente il sig. Stefano Costa dalla lista e dal meetup. E' un provvedimento temporaneo, senza condannare nessuno.
La giustizia deve fare il suo corso, e solo dopo l'esito di questa vicenda potremo prendere le decisioni definitive.”

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