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Il PD e il Fattore B
Si fa strada l'ipotesi di un'esclusione di Mauro Beraldin dalla lista del PD alle amministrative di Bassano. Anche se “mai dire mai”. L'highlander della sinistra si trova ad un bivio: sarà ancora della partita o sarà la fine di un'era?
Pubblicato il 10 apr 2014
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Continua ad aleggiare, sopra il Partito Democratico di Bassano, il fantasma del Fattore B. Che altro non è che l'iniziale del cognome di Mauro Beraldin.
Maggiorente di lunghissimo corso - e in quanto tale vero e proprio highlander - della sinistra bassanese: pluricandidato nel passato ad ogni tipo di tornata elettorale, regionali comprese; già candidato sindaco di Bassano per i Progressisti nel 1995; già consigliere provinciale; dal 1995 presente in pianta stabile in consiglio comunale a Bassano; già presidente del consiglio comunale medesimo e protagonista in scadenza di mandato di un quinquennio amministrativo che negli ultimi 13 mesi - dopo il suo subentro in giunta comunale nella veste di assessore all'Urbanistica al posto della neo senatrice Rosanna Filippin - ha fatto scrivere fiumi di inchiostro.
Il suo controverso rapporto col sindaco Cimatti e la sua posizione di “dissidente” in merito ad alcune rilevanti questioni urbanistiche della città sono stati di fatto la più evidente espressione dei mal di pancia e dei contrasti interni alla maggioranza che ha sostenuto - miracolosamente - l'attuale Amministrazione. Alimentando un clima di scarsa concordanza culminato nel clamoroso intervento con il quale in consiglio comunale, lo scorso novembre, il sindaco aveva sconfessato il suo stesso assessore in apertura del dibattito sul golf.
Mauro Beraldin (foto: archivio Bassanonet)
Non è andata meglio, all'assessore all'Urbanistica, nella consonanza con il gruppo consiliare del suo stesso partito, che in parte o in toto è andato controcorrente rispetto ai suoi “desiderata” sia in occasione del voto sulla delibera di recepimento definitivo dell'accordo pubblico/privato e della variante urbanistica del campo da golf di Colle Boschetto, a cui l'assessore era fermamente contrario, sia - per andare a cose di più fresca attualità - nel consiglio comunale dell'altroieri.
Dove il nuovo apparente duello “gruppo consiliare PD vs Beraldin” ha raggiunto il top: astenendosi in blocco, infatti, i consiglieri comunali democratici hanno fatto passare la mozione presentata dall'ex capogruppo del Partito Democratico e oggi consigliere indipendente Francesco Fantinato - antagonista di Beraldin per antonomasia - che proponeva, col disaccordo dell'assessore, l'applicazione degli oneri di urbanizzazione per i parcheggi interrati degli immobili commerciali o direzionali nella misura del 60% della loro superficie, e non del 100% come previsto per tutte le altre superfici fuori terra.
Differenze di vedute che - secondo voci che riecheggiano nei corridoi del Palazzo - non sarebbero solamente attinenti agli argomenti messi in votazione in aula consiliare, ma anche conseguenza di un ormai acceso confronto interno al partito in vista del voto amministrativo a Bassano.
Ed ecco che, inevitabilmente, i “distinguo” (per usare un eufemismo) tra l'emergente nuovo corso del PD cittadino - frutto e conseguenza anche del nuovo corso renziano - e il suo eterno pezzo da novanta, nonché acclarata macchina da voti, si proiettano in prospettiva elettorale.
Una prospettiva che non esclude - e sarebbe una notizia col botto - l'ipotesi di un'esclusione di Beraldin dalla lista del Partito Democratico che correrà alle amministrative a sostegno del candidato sindaco Riccardo Poletto.
Secondo i bene informati, infatti, in uno degli ultimi direttivi del PD di Bassano c'è stato qualcuno che ha chiesto esplicitamente all'assessore all'Urbanistica uscente di “fare un passo indietro” e di non ricandidarsi nella lista dei democratici.
Richiesta “gentilmente” avanzata sia a lui che a Francesco Fantinato, quasi per mettere una pietra sopra al logorante contrasto tra i due big di finanche troppo pluriennale curriculum politico e amministrativo, e diventati proprio per questo anche troppo ingombranti.
Ma ci sono anche altri segnali: un potenziale candidato della lista del Partito Democratico, da noi contattato, ci dice di essere disposto a fare parte della squadra, ma nel segno “di un vero rinnovamento” e quindi preferibilmente senza Beraldin.
All'osservatore attento, inoltre, non è sfuggita la presenza molto defilata dell'assessore all'Urbanistica all'evento di partenza della campagna elettorale del PD di Bassano davanti alla stazione ferroviaria con la presidente del Friuli Venezia Giulia, e annunciata “numero due” di Matteo Renzi nella segreteria del partito, Debora Serracchiani.
Indiscrezioni e annotazioni che fanno il pari con la supposizione, emersa in queste ore sulla stampa locale, di un Mauro Beraldin intenzionato a correre alle amministrative con una lista tutta sua. Ma è lo stesso diretto interessato, interpellato da Bassanonet, a smentire il tutto.
“Quella scritta sulla stampa è stata una boutade - ci dice Beraldin -. Non ho mai pensato in nessun modo di presentarmi con una lista mia. Sono sempre stato un uomo di partito, e rispetto sempre le scelte del partito.”
Si saprà molto presto se il pluricandidato e pluriconsigliere comunale sarà ancora della partita oppure no: la lista del PD per le amministrative di Bassano sarà infatti ufficialmente presentata dopodomani, sabato 12 aprile.
Ma alla nostra domanda se le “scelte del partito” riguardino o meno anche una sua ricandidatura, l'assessore uscente ci risponde in modo criptico: “La lista la vedremo alla fine, faremo le valutazioni col direttivo. Io sono a disposizione. Farò quello che mi sento di fare.”
L'assessore all'Urbanistica in scadenza non è un arrendevole, nè tantomeno uno sprovveduto: in quanto espertissimo in materia di campagne elettorali, non sarebbe comunque una sorpresa ritrovare il suo nome, magari riemerso in extremis, tra gli aspiranti amministratori del centrosinistra per i prossimi cinque anni al Comune di Bassano.
Nell'ottica della conquista delle preferenze sulla scheda, Beraldin sa inoltre molto bene come muoversi: nella ricerca del consenso “porta a porta” è considerato un caposcuola. Gli va inoltre riconosciuto - al di là della sua collocazione e attività politica - il fatto di essere un autentico stakanovista dell'Amministrazione: di tutto si potrà dire nei suoi riguardi, ma non che non si applichi agli impegni conseguenti al mandato degli elettori.
“Un consiglio comunale senza Beraldin - scriveva anni fa in un leggendario articolo Vincenzo Pittureri sul “Giornale di Vicenza”, riferendosi ai continui interventi dell'allora consigliere di minoranza - è come il Natale senza il panettone: non si può farne a meno.” Ma erano altri tempi.
Ora è il tempo del PD 2.0, e - anche se la parola “rottamazione” non è più di moda - anche a Bassano del Grappa c'è chi vuol far spirare il vento della sinistra verso altre direzioni, e con altri interpreti.
Non resta quindi che attendere la presentazione ufficiale della lista: solo allora sapremo se il Fattore B avrà fatto valere per l'ennesima volta le proprie ragioni, o se sarà davvero la fine di un'era.
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