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Il Gobbato furioso
Paolo Gobbato, vicesindaco di Pove, militante della Lega dal 1999 ed espulso dal Carroccio un mese fa, aderisce al nuovo movimento “Prima il Veneto”. Con un attacco frontale alla Lega Nord, alle sue epurazioni interne e al “modello Tosi”
Pubblicato il 25 mar 2014
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“Mi chiamo Paolo Gobbato. Sono stato militante nella Lega Nord Liga Veneta dal 1999 fino ad un mese fa quando sono stato espulso senza motivazione, senza sapere chi mi abbia accusato e senza possibilità di difesa.”
Ha iniziato così il suo intervento, sabato scorso all'Hotel Viest a Vicenza, il vicesindaco di Pove del Grappa Paolo Gobbato, imprenditore con la passione della politica, già membro del direttivo provinciale della Lega nonché fondatore della sezione leghista Pove-Valbrenta di cui è stato segretario per molti anni.
Non un intervento qualsiasi, visto che si trattava dell'incontro di presentazione ufficiale in provincia di Vicenza - dopo gli analoghi incontri già svoltisi a Venezia e a Padova - di “Prima il Veneto”: il movimento politico nato su iniziativa degli esuli, fuoriusciti o espulsi, del Carroccio.
Paolo Gobbato: "Non mi riconosco nel movimento neodemocristiano e centralista di Flavio Tosi" (foto: archivio Bassanonet)
Che ha preso il nome, provocatoriamente, dal noto slogan del governatore leghista del Veneto Luca Zaia. E che si propone di rilanciare quelli che furono i valori della Lega delle origini, indipendenza veneta in primis, organizzandosi anche in prospettiva elettorale.
Un movimento aderendo al quale Gobbato - uno che generalmente non le manda mai a dire - ha dichiarato di “aver ritrovato non solo tanti amici ma anche lo spirito guerriero”. E il vento di guerra, in prima battuta, spira proprio in direzione della Lega Nord, dalla quale il vicesindaco povese ha ricevuto il benservito, aggiungendosi al lungo elenco di ex dirigenti ed ex militanti che negli ultimi anni sono stati destinatari di analogo trattamento.
“Premetto - ha tuttavia rimarcato Gobbato nel suo discorso - che se non mi avessero espulso me ne sarei andato comunque. Da tempo non mi riconoscevo più in un movimento che per primo non rispetta i regolamenti e lo statuto che si è dato, la cui credibilità è andata a picco a seguito di piccoli e grandi scandali sia nazionali sia locali e che si regge oramai solo sul misero consenso sapientemente dosato a suon di espulsioni, commissariamenti e acquisizioni di militanti compiacenti.”
Un attacco frontale che per voce dell'amministratore locale espulso si è concentrato sul “nuovo corso” del segretario nazionale veneto Flavio Tosi.
“Non mi riconosco - ha evidenziato il neo aderente di “Prima il Veneto” - nel movimento neodemocristiano e centralista di Flavio Tosi. L’ennesimo tentativo di creare una versione post berlusconiana, garibaldina e stracciona della vecchia Democrazia Cristiana. Cucito attorno ad un pseudo leader autodesignato: Flavio il predestinato. Tutto questo in contrasto con lo statuto del movimento, principalmente l’articolo 1.”
“Per questo e molti altri motivi - è stato un altro passo dell'“avvelenata” di Gobbato - il segretario Salvini dovrebbe espellere Flavio Tosi immediatamente. Altro che far strage di militanti declassando sezioni e cacciando chi ha dato anima e corpo per la Lega senza mai chiedere nulla in cambio. Ma Flavio Tosi è funzionale al sistema. Il modello Tosi e il modello Verona finalmente stanno mostrando il loro vero volto di intrigo e malaffare. I distinguo e la penosa presa di distanza dal suo vicesindaco indagato per fatti gravissimi poco mitigano il valore della vergogna. Peggio, la rafforzano e mostrano “il sistema”.”
“Ma chi - ha aggiunto - c’è dietro il “fenomeno” Tosi. Chi sono i burattinai. Chi ha sponsorizzato il suo cammino. Chi sta sfruttando le sue debolezze. Chi chiude gli occhi sulla propensione al nepotismo con il piazzamento di sorelle, mogli, amici, parenti, e chiunque offra fedeltà e accondiscendenza.
Chi e per quale motivo gli permette di piazzarsi in banche, fondazioni, assicurazioni, autostrade, aeroporti, infrastrutture, enti pubblici, sanità, società fieristiche. E tanto altro. E il movimento? E gli ideali? Dov’è la gestione del movimento? Il progetto politico e la gestione del territorio? Con sezioni, circoscrizioni, province, commissariate all’infinito. Attività politica ridotta a zero. Tradimento degli ideali.”
Un “andazzo” che, secondo il Gobbato furioso, annuncia per la Lega minacciose ripercussioni in ottica elettorale: “Un risultato sotto gli occhi di tutti: da oltre il 38 % in provincia di Vicenza al (forse) 10%. Vedremo con le imminenti europee. Le stime più ottimistiche danno la Lega sotto il 3%.”
“Tutto questo sfacelo - ha concluso il vicesindaco di Pove - ha più di un nome: Flavio Tosi, Marita Busetti, Mara Bizzotto, Marino Finozzi, Nicola Finco. Supportati da qualche altro galoppino a livello locale. Li accomuna la spasmodica ricerca di una remunerata “carega” e del consenso mediatico.
Ben venga quindi un vero movimento indipendentista. Un movimento che valorizzi il territorio, le sue specificità e i suoi valori. Un territorio che sappia dialogare con l’Europa saltando inutili e parassitari enti intermedi.”
Ipse dixit: e - conoscendo Gobbato - questo è solo l'inizio.
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