Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 11-12-2013 17:05
in Politica | Visto 5.884 volte

Fattore B

Beraldin confermato all'Urbanistica: Bassano ConGiunta rimane in maggioranza. “Ma viene meno la fiducia politica nei confronti del sindaco”. Tre assessori della civica erano pronti a dimettersi: restano al loro posto "per il bene della città"

Fattore B

I consiglieri di Bassano ConGiunta in conferenza stampa. Da sinistra: Ilaria Brunelli, Antonio Guglielmini, Stefano Giunta, Giovanni Schirato (foto Alessandro Tich)

Tranquilli, non parliamo di Berlusconi.
Fattore B, a Bassano del Grappa, sta per “Beraldin”. Il nome attorno al quale, dopo il compromesso storico raggiunto tra il sindaco e l'assessore all'Urbanistica per ricomporre una frattura che pareva insanabile, ruotano i presenti e futuri equilibri di fine mandato di una maggioranza la cui infrangibilità è comparabile a quella di un vaso di Murano.
Il gruppo consiliare Bassano ConGiunta, che di questa maggioranza fa parte, convoca la stampa per esprimere il suo totale dissenso sul mantenimento del referato in giunta all'esponente del PD, dopo la presa di posizione del sindaco nei confronti del proprio assessore nell'ultimo consiglio comunale dedicato al progetto del golf. “Una decisione - sottolinea il capogruppo Stefano Giunta - in cui sono prevalsi tatticismi e giochi di partito che non vorremmo vedere all'interno del palazzo comunale.”
Non si tratta solamente di dissenso a parole. Come rivela lo stesso Giunta, dopo la decisione del sindaco di non procedere a sostituzioni in corso d'opera, mantenendo Mauro Beraldin al suo posto, i tre assessori di Bassano Congiunta all'interno della giunta comunale - Lorenza Breda, Annalisa Toniolo e Andrea Zonta - hanno messo a disposizione del gruppo il loro referato. Detto in altre parole: erano pronti a dimettersi, nel caso il gruppo consiliare avesse dato loro semaforo verde.
Luce verde che però non è arrivata: il gruppo ha chiesto ai tre assessori di proseguire il loro impegno in giunta “per il bene della città”. I tre assessori al Sociale, all'Istruzione e alla Mobilità e Sostenibilità continueranno quindi a far parte del governo cittadino fino alla fine naturale della legislatura, a meno che non sia il sindaco a revocarne le deleghe.
“La nostra posizione su questa questione - chiarisce il capogruppo - non è, come ha detto qualcuno, una scusa per smarcarsi dalla maggioranza. In questi anni le occasioni per evidenziare il modo di intendere il nostro operato all'interno della maggioranza ci sono già state. Ma siamo in disaccordo con chi dice una cosa e fa l'esatto contrario. L'esito della vicenda Cimatti-Beraldin fa venir meno la fiducia politica che la lista ha riposto nei confronti del sindaco Cimatti.”
Bassano ConGiunta, nonostante tutto, resta pertanto nella coalizione.
Ma dichiaratamente a briglie sciolte: “Il gruppo - annuncia Giunta - da oggi si ritiene libero di valutare ogni singola proposta in consiglio comunale, a partire dal bilancio di previsione che sarà discusso nel prossimo consiglio del 23 dicembre. Un documento che è stato elaborato con un'impostazione ragionieristica e senza il doveroso supporto della politica.”
“Oggi - dichiara il capogruppo - si apre ufficialmente la campagna elettorale della lista Bassano ConGiunta. Riteniamo di avere i requisiti di un modo diverso di fare politica, che mettiamo a disposizione della città di Bassano. Esperienza, coerenza e credibilità che abbiamo messo sul campo e non coi giochini della politica.”

“Il problema di Beraldin non nasce oggi”

Assessori “trattenuti” al loro posto in giunta, fiducia politica al sindaco sub judice (per usare un eufemismo), completo svincolo dell'azione consiliare dagli accordi di maggioranza: sono queste, per la lista civica, le conseguenze scatenate dal Fattore B. Il cui recente caso del contrasto con Cimatti relativo all'accordo pubblico/privato del campo da golf di Colle Boschetto, per il gruppo Bassano ConGiunta, è soltanto l'ultimo episodio di una lunga storia.
“Basta le leggere le cronache di questi anni - rileva Giunta -. Il problema di Beraldin non nasce oggi e non col problema del golf, che è stato solo l'ultimo atto di una serie di problemi dopo la nomina in giunta di Beraldin lo scorso febbraio.”
“Beraldin - aggiunge - non rappresenta il nostro modo di intendere lo sviluppo della città. Dopo aver preso il testimone dall'assessore precedente all'Urbanistica Rosanna Filippin, che è anche il segretario regionale del PD, ha svolto solo opera di interdizione in gruppo di maggioranza e in giunta per consolidare il peso politico all'interno del suo partito. In un'intervista di questi giorni alla stampa, l'ex capogruppo del PD Fantinato ha dichiarato che la sua uscita da capogruppo è stata generata dal referato dato a Beraldin. La questione degli oneri di urbanizzazione non riscossi non è stata scoperta, ma strumentalizzata dall'assessore. Il problema è stato tirato fuori dal dirigente all'Urbanistica e dal sindaco. Il nostro disappunto nei confronti del sindaco nasce da un dietrofront a nostro avviso inspiegabile.”
“Le opere di interdizione di Beraldin nascono da lontano” - incalza il capogruppo, che cita due esempi: “Sul Piano Parolini il non ancora consigliere arch. Guglielmini, assieme all'arch. Vallotto, aveva elaborato il Masterplan con la rivisitazione del vecchio Piano Mar, che Beraldin - come da atti di consiglio comunale - ha sempre voluto ostacolare. Il recupero dell'ex caserma Fincato a San Vito è stato oggetto di una proposta nata dal lavoro civico di 30 cittadini. Anche qui Beraldin, come assessore, si è messo di traverso proponendo per contro un aumento dell'indice di edificabilità nell'area Ca' Cornaro, lottizzazione che risale ancora all'Amministrazione Bizzotto, per incentivare una soluzione alla mancata attuazione della previsione urbanistica.”
“Confermiamo le riserve sull'operato di Beraldin - afferma sempre Giunta - anche sulle varianti familiari: il lavoro, già completato e presentato in gruppo di maggioranza a fine 2012 dall'assessore Filippin, è stato smontato e ricostruito dal nuovo assessore facendo perdere un anno di tempo alla Commissione Urbanistica e privando per un anno i cittadini di risposte.”
Morale della favola: secondo gli esponenti della civica di maggioranza, con l'attuale referato dell'esponente del PD “i progetti di sviluppo e riconversione delle aree della città sono rimasti fermi” a causa di “una non volontà politica di coniugare l'interesse pubblico e privato”, il quale per i relatori dell'incontro stampa rappresenta “un punto fermo delle politiche urbanistiche”.

“Confusione, disinformazione e impreparazione”

Ma le dure critiche del gruppo BCG dirette al riconfermato componente di giunta non si esauriscono qui.
Ilaria Brunelli, presidente della Commissione consiliare Urbanistica, va ancora oltre e riguardo a Beraldin parla testualmente in conferenza stampa di “confusione, disinformazione e impreparazione dell'assessore.”
Citando il caso del bando per la prima casa, concluso a febbraio e riaperto dal nuovo assessore all'Urbanistica “con oltre 200 domande rivoluzionate con ordine e logica diversa” e con contestuale ripartenza da zero dei lavori di commissione. “Difficilmente riesco a svolgere il mio operato di presidente di commissione - dichiara Brunelli - con un interlocutore così confuso, che genera dubbi anche a livello di incontri di maggioranza.”
Rincara la dose il consigliere Antonio Guglielmini, che è andato a spulciare gli atti delle pratiche onerose dell'Area Urbanistica del Comune.
Dai quali emerge che fino al 20 novembre 2013 - compreso l'intero periodo dell'assessorato Beraldin, iniziato a marzo - il volume costruito nel residenziale è di 14.927 mc (erano 27.940 nel 2012), i permessi a costruire sono stati 48 (64 nel 2012) e gli oneri di urbanizzazione per pratiche onerose ammontano a 1.016.084 euro, di cui oltre 36mila per la variante Unicomm (1.163.448 euro nel 2012). Ovvero “una diminuzione del volume costruito di quasi il 50% e il 25% in meno dei permessi a costruire onerosi rilasciati”.
“Gli oneri di urbanizzazione per il residenziale non raggiungono il milione - sbotta Guglielmini -. Non bastano a coprire i costi della struttura urbanistica comunale, pari 1 milione e 400 mila euro all'anno. Dove ci vuole portare Beraldin, bloccare l'attività edilizia? Bisogna favorire e non bloccare il recupero del patrimonio edilizio esistente. In gruppo di maggioranza si parla solo del golf. Delle esigenze dei cittadini non si parla.”
Un “rischio di blocco totale dell'attività edilizia nella nostra città”, accompagnato da quelli che Bassano Congiunta definisce “messaggi demagogici”: come “quello lanciato dal capogruppo di Cittadini per Bassano Bruno Bernardi” che in un suo commento all'articolo di Bassanonet sulla soluzione di compromesso tra Cimatti e Beraldin afferma che “nel Piano di Assetto del Territorio (...) si codificano i presupposti per un'altra pesante ondata cementificatoria”.
E a proposito di Bassanonet: Stefano Giunta e i suoi colleghi di gruppo affermano di non essere stati informati preventivamente dal sindaco e di avere appreso la notizia dell'esito della vicenda Cimatti-Beraldin, con la riconferma dell'assessore, dal nostro portale. “Ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto” - lamenta il consigliere Giovanni Schirato. Questione di forma. Ma come ha già detto qualcuno in consiglio comunale, in Amministrazione la forma è anche sostanza. E la sostanza è quella di una situazione di maggioranza sempre più arroventata, resa incandescente dal fuoco amico.

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