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Romano d'Ezzelino: Bye Bye, Comunità Montana

L'Amministrazione Olivo decide di uscire dalla costituenda Unione dei Comuni Montani, ex Comunità Montana del Brenta. Il sindaco: “Scelta doverosa per evitare spese superflue”

Pubblicato il 15 feb 2013
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“Serve il coraggio di fare scelte forti: continuare a far parte dell’ex Comunità montana del Brenta, oggi Unione dei Comuni Montani, ci mette nella posizione di non riuscire a quantificare quanto questa partecipazione ci costerà. In tempi di continui tagli e restrizioni, evitare spese indefinite e superflue è un segno doveroso verso i nostri cittadini.”
Commenta così il sindaco di Romano d’Ezzelino, Rossella Olivo, la sua decisione, votata all’unanimità allo scorso Consiglio Comunale, di uscire dall’Unione dei Comuni Montani, un’opportunità che spetta ai Comuni con più di 5mila abitanti.
Ma per capire le ragioni di una scelta così drastica serve fare un passo indietro. E’ di qualche anno fa la legge nazionale che prevedeva la soppressione delle Comunità montane, scelta che la Regione Veneto non ha condiviso sul presupposto che si trattasse di competenze regionali tanto da sollevare il conflitto di fronte alla Corte Costituzionale, un conflitto risoltosi con la vittoria delle regioni. La Regione ha promulgato quindi una legge per cui le Comunità montane possono trasformarsi in Unione dei Comuni montani, con formule associative e stipule di convenzioni, legge però impugnata da parte del governo ancora una volta di fronte alla Corte Costituzionale.

Il sindaco di Romano d'Ezzelino Rossella Olivo. Foto: archivio Bassanonet

Ora tutti i Comuni sopra ai 5mila abitanti sono chiamati ad esprimere l’opportunità di non aderire a questa Unione, termine che nel caso del Comune di Romano è scaduto ieri.
“Dopo un’attenta analisi, ci siamo interrogati e abbiamo valutato diversi aspetti - prosegue il sindaco Olivo spiegando l’iter che ha portato a proporre l’uscita a tutto il Consiglio Comunale -. Un incontro a Schio tra Regione e Comuni aderenti alle ex Comunità Montane ha portato alla luce tutta la fumosità delle regole attuali. Se il nostro Comune decidesse di fuoriuscire dall’Unione in un secondo momento, dopo quindi il termine del 14 febbraio, dovrebbe chiedere il permesso alla Regione. Se rimanessimo inoltre non saremmo in grado di capire e stabilire quali potrebbero essere i costi della nostra partecipazione.”
Un fatto aggravato, secondo l'Amministrazione ezzelina, anche dai numerosi tagli Regionali.
“Non sappiamo se e quanto la Regione potrà contribuire per le spese dell’Unione dei Comuni montani come istituzione - commenta ancora il primo cittadino -. I Comuni con la loro partecipazione rischiano quindi di dover supplire in prima persona a queste mancanze di contributi.”
Da qui la scelta: “Usciremo dall’ex Comunità Montana del Brenta, pur restando in armonia con tutti i Comuni della vallata, per evitare spese indefinite visto che la legge regionale non dà i parametri per calcolare quanto questa partecipazione ci potrebbe costare. Si può serenamente affermare che in questa scelta regionale l’incertezza regna sovrana.”
La decisione, comunque, non è stata presa a cuor leggero.
“Il rammarico c’è - conclude il sindaco Olivo -, ed è quello del vedere come si sia persa un’opportunità di fare qualcosa di chiaro, certo e definitivo. E viene da chiedersi di chi sia la responsabilità, della politica o piuttosto dei burocrati con l’interesse di mantenere logiche consolidate e comode? Io come Comune non voglio entrare in queste dinamiche: non ne vale la pena. Continueremo semmai a convenzionarci con i servizi che ci possono essere utili, dalla raccolta rifiuti allo spazzamento neve nelle zone montane del Comune di Romano, ma sarà una nostra scelta che valuteremo di volta in volta e con la chiarezza delle spese a cui eventualmente andremo incontro.”

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