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"Divieto di caccia"

Un’altra esca. Un altro escamotage. Per abboccare all’amo di Marco Chiurato, per catturare attimi di vita e cacciare chi a sua volta caccia.

Pubblicato il 31 ago 2010
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Suona imperativo il titolo della nuova performance dell’artista marosticense Marco Chiurato, che ancora una volta non smette di stupire e di far pensare con le sue singolari e curiose intuizioni.
La performance in questione consiste in alcune fotografie dove compaiono le ombre dei tralicci elettrici dove di solito si posano gli uccelli. L’Artista ha immortalato parecchi momenti, alcuni dei quali, a prima vista, possono sembrare uguali, però non lo sono. A renderli diversi infatti è il movimento del sole, in continua rotazione intorno alla Terra. L’unicità di quel momento è quindi racchiusa in una frazione di secondo perché appena il sole si sposta, anche di pochissimo, ecco che si sposta anche l’ombra e compare già una diversa immagine.
L’Artista però ha pensato bene di fissare in qualche modo la particolarità della posizione degli

uccelli in quel preciso momento, disegnandone la sagoma sull’asfalto. L’immagine successiva, data dal movimento del sole, non lascerà nulla della precedente, a parte le sagome degli uccelli sull’asfalto, che però ora sono morti, come il contesto in cui erano contenuti.
Il messaggio si accosta perfettamente alla caccia: un uccello può volare, stare su un albero o su un traliccio in diversi momenti, ma basta il tempo rapidissimo di uno sparo perché venga colpito e ucciso, cadendo morto sull’asfalto.
Un’idea originale quella che l’Artista ci propone per farci riflettere su un atto barbaro come quello della caccia e sul rapporto stesso che l’uomo ha con gli animali e più in generale con la vita.

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