Ultimora
Attualità
15 giu 2026
Premio Beata Giovanna 2026: il comune di Bassano premia le Caritas parrocchiali
Attualità
15 giu 2026
Movida, rifiuti e negozi sfitti: il Consiglio di Quartiere chiede risposte al Comune
16 Jun 2026 19:13
17enne uccide la zia, dopo 20 coltellate ha tentato di darle fuoco
16 Jun 2026 16:26
La produzione della bioeconomia in Europa si attesta a 3.174 miliardi
16 Jun 2026 16:29
Prosegue il monitoraggio dell'orso che da giorni si sposta nel Vicentino
16 Jun 2026 15:58
Scivola e batte la testa in montagna, gravissimo alpinista
16 Jun 2026 14:46
Venezia, i consiglieri comunali della Lega passano al gruppo Misto
16 Jun 2026 21:03
Il pressing del G7 su Mosca. Trump, 'Putin deve fare l'accordo'
16 Jun 2026 20:30
Ucciso in Polonia il dissidente russo Semyon Skrepetsky
16 Jun 2026 19:56
Tutti assolti nel processo per la Torre, Sala attacca i pm
16 Jun 2026 19:58
Berlino respinge ancora l'ops su Commerzbank ma Unicredit avanza
16 Jun 2026 19:33
L'insegnante uccisa, il nipote 17enne ha tentato di darle fuoco
"La rivoluzione è nella tua testa"
Intervista telefonica con Bob Rifo, deus ex machina del progetto Bloody Beetroots.
Pubblicato il 31 dic 2009
Visto 5.543 volte
Tutti sanno chi è, nessuno sa chi è. Con una telefonata, qualcosa qui a Bassanonet siamo riusciti a strapparlo. Bob Rifo, sulla cresta dell'onda con il fenomeno Bloody Beetroots, ci confida da Milano idee, progetti e opinioni per circa una mezzora. Ci vuole poco per capire di avere di fronte un artista intelligente e determinato, di una lucidità straordinaria: “non ho limiti, non me li sono mai posti. È questo forse che mi ha reso artisticamente incomprensibile, anche a me stesso. Quello che sono in realtà poi è quello che vedi, anche se coincide con un continuo e libero spostamento di fuoco. Mi piace fare così da sempre”. Non male come inizio.
Un attesto ritorno al punk. Scambiamo subito due parole sul progetto molto atteso che vedrà la pubblicazione nel 2010, RIFOKI, nato dalla collaborazione di Bob con Steve Aoki (già membro dei This Machine Kills, band americana molto impegnata nel sociale, e fondatore della label Dim Mak): “è un ritorno alle nostre radici punk-hardcore. I brani sono stati registrati con l'aiuto di Giulio Favero (al mixer) e Franz (alla batteria) del Teatro degli Orrori. La release sarà internazionale con l'etichetta francese April77 records, poi avrà anche una distribuzione Dim Mak e La Valigetta per l'Italia. Faremo una prima data live a Los Angeles, in primavera”. Bob non nasconde un certo stupore per l'attesa che si è creata intorno al progetto, assolutamente al di fuori di ogni programma: “il progetto è piccolo, perché vuole rimanere tale. Non vogliamo in alcun modo abbandonare quello che siamo. Tutto questo hype non era né voluto né aspettato, siamo stupiti e felici ma davvero non era nei piani”.
Bob Rifo
Frustrazione e creatività. Ormai trapiantato nella Grande Mela d'Italia, Milano, Bob Rifo torna raramente e per motivi squisitamente personali nelle terre d'origine bassanesi. Viene da dire che qui, di stimoli, ce ne sono pochi. Viene da dire che in questi posti fatti di lavoro, di industrie, di culto della produttività, un musicista non potrà mai essere considerato un vero professionista. Bob non sembra essere d'accordo, la sua visione è diversa: “il problema della musica come professione è un problema molto più diffuso, non solo veneto o nordestino: è un problema italiano. La verità è che io abito a Milano perché ci sono gli aeroporti: posso spostarmi molto più facilmente. Ma se dovessi cercare gli stimoli, la provincia è un'altra cosa. È più frustrante, è vero, ma proprio per questo spinge alla creatività. Nella metropoli, il rischio di perdersi è decisamente più reale: un'inflazione di input non aiuta a creare”. Il concetto è interessante, e chiediamo a Bob di spiegarlo meglio.
“La rivoluzione è prima di tutto nella tua testa, e richiede un'estrema riflessione e meditazione. La Storia ce lo ha insegnato molto bene. In una piccola città, vai fuori di meno e crei di più. E porti dentro sentimenti molto più vitali. È paradossalmente la frustrazione di cui mi hai parlato che avvantaggia la produzione artistica, ne sono convinto”.
Superficialità diffusa. Bob, in un certo senso, abbraccia l'idea del microcosmo come genesi della volontà e dell'idea e il macrocosmo come sua realizzazione: provincia e internazionalità sono gli stimoli, e forse per questo non si sente italiano. “L'Italia non la rappresento, né tanto meno la supporto. Ho sempre pensato in modo decisamente poco italiano. Me ne sono accorto leggendo le critiche italiane fatte a Romborama: nella pressoché totalità dei casi mancano le basi culturali per poter esprimere un giudizio. Andatevi a vedere le recensioni italiane del disco e quelle straniere! E poi non mi interessa neanche fare politica con la mia musica, in alcun modo, non voglio lottare per cambiare qualcosa. Io porto soltanto il disordine”. Questa vocazione anarchica, molto vicina al punk, descrive con grande lucidità l'ordine sociale allucinato del dancefloor: la musica diventa un mezzo e non più l'oggetto del divertimento. Con alcune conseguenze molto particolari. In quella che sembra essere un'attitudine al divertimento completamente diversa rispetto alle generazioni passate, Bob però ci vede qualcosa di più: “Alla base c'è una superficialità molto, troppo diffusa. Oggi reperisci informazioni di qualsiasi tipo in cinque minuti, e in cinque minuti le hai già dimenticate: pensa a Wikipedia! È questa superficialità che fa si che ai ragazzi non interessi vedere la gente suonare. Non è soltanto un diverso accostamento al divertimento, ma uno schema sociale più profondo, in cui tutto è ad un livello superficiale”.
Cultura del dj. La musica è in crisi anche perché, dalle grandi major al bar di periferia, non ci sono più soldi. L'ondata di concerti nella forma di djset rientra certamente in questo meccanismo. “Certo, si cercano soluzioni economiche e alternative. Il dj, fondamentalmente, costa meno. Però così sulla consolle ci vanno persone che fingono di girare i dischi, utilizzando Ableton (software che permette di emulare due giradischi collegati ad un mixer con il proprio pc, ndr) o cose simili. La cultura del dj ne esce distrutta! Il vero dj è protagonista di un live intenso e dinamico con il pubblico, dove la sua azione reale sui dischi stimola la reazione di chi ascolta”. Le parole di Rifo sono lucide, senza mezzi termini, da sincero difensore della categoria: “è per questo che cerco di inserire sempre contenuti in quello che faccio, anche in un djset dei Bloody Beetroots. Proprio per la visibilità che ho in questo momento, ho l'onere di portare cultura laddove sta precipitando”.
Una questione di qualità, cantavano i CCCP. Bob Rifo ne è convinto. “Essere di nicchia in questo momento funziona, perché sai perfettamente qual è il tuo pubblico, e si crea un rapporto stretto e sincero con chi ti ascolta. A te e a chi ti segue interessa la qualità: è per questo che nelle piccole etichette indipendenti i dischi si vendono ancora. L'mp3 non dà qualità dal momento in cui è un dato evanescente”. Il paragone – interessante – è con la nascita del videoclip all'inizio degli anni ottanta: “la musica ha perso la purezza proprio quando sono state imposte delle immagini da abbinarci. Si è cominciata a perdere la qualità: il contatto diretto con il pubblico”. Ma si sono cominciati a fare anche molti soldi, d'altro canto. “Abbiamo il dovere di mantenere alto il livello di qualità, perché è fuori discussione che questo atteggiamento, in termini di soddisfazione, paga molto di più”.
Ci salutiamo con due parole sul futuro dei Bloody Beetroots: “per Capodanno e dintorni, farò gli ultimi djset del progetto a Kuala Lumpur, Singapore e Bangkok. Sto già allestendo uno show live per febbraio che avrà il nome di Bloody Beetroots Death Crew 77: al mio fianco c'è l'intelligenza e la bravura di Livio Magnini, storica chitarra dei Bluvertigo. Ci sarà da divertirsi, e non ne vediamo l'ora”.
Anche noi.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 20.990 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 20.952 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 20.896 volte
Geopolitica
11 giu 2026
Lo Stretto di Malacca: uno dei colli di bottiglia più importanti al mondo
Visto 19.921 volte
Attualità
09 giu 2026
Crollo delle nascite e anziani soli, l'allarme URIPA: "La longevità va preparata, ma mancano i professionisti"
Visto 19.095 volte
Politica
11 giu 2026
La terra contesa di San Lazzaro: così la logistica riaccende la guerra del cemento
Visto 17.906 volte
Politica
13 giu 2026
Scontro sui conti della Polizia Locale. Fratelli d’Italia contro l'ex Pietrosante
Visto 11.102 volte
Magazine
11 giu 2026
Riflettori sul cinema, agli Stati generali della Letteratura in Veneto
Visto 9.700 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.332 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 20.990 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 20.952 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 20.896 volte
Geopolitica
11 giu 2026
Lo Stretto di Malacca: uno dei colli di bottiglia più importanti al mondo
Visto 19.921 volte
Attualità
07 giu 2026
Oltre un milione dal GSE per la scuola Antonibon: fondi alla giunta Rebellato
Visto 19.858 volte
Attualità
09 giu 2026
Crollo delle nascite e anziani soli, l'allarme URIPA: "La longevità va preparata, ma mancano i professionisti"
Visto 19.095 volte
Geopolitica
07 giu 2026
Tra diplomazia e sicurezza: l’asse Tokyo-Manila di fronte alle sfide di Pechino
Visto 18.754 volte
Attualità
05 giu 2026
Intimidazioni al giornalista Cappellari, don Patriciello a Bassano: «Contro la paura serve responsabilità quotidiana»
Visto 18.062 volte
Politica
11 giu 2026
La terra contesa di San Lazzaro: così la logistica riaccende la guerra del cemento
Visto 17.906 volte