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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Un gomitolo di case in cui tuffarsi lietamente, a Cortina
L'appuntamento di Santo Stefano della rassegna Una montagna di libri ha ospitato una conversazione con Servane Giol e la presentazione del suo nuovo libro
Pubblicato il 28 dic 2024
Visto 5.566 volte
L’incontro di Santo Stefano di “Una montagna di libri”, al Grand Hotel Savoia di Cortina, ha avuto come ospite Servane Giol, che ha parlato del suo nuovo libro titolato: La Regina delle Dolomiti. Vivere a Cortina d’Ampezzo. Edita da Marsilio, la pubblicazione è ricca di fotografie scattate da Mattia Aquila.
L’autrice, francese di nascita e veneziana d’adozione, ha lavorato per anni in campo editoriale collaborando, tra gli altri, con “Harper’s Bazaar” e “Vogue Germany”; è responsabile culturale dell’Alliance française di Venezia.
Servane Giol è stata ospitata anche a Bassano dalla Libreria Palazzo Roberti in un incontro molto seguito e apprezzato svoltosi lo scorso 24 novembre — Cortina è naturalmente la tappa d’onore del tour di presentazioni del libro.
Servane Giol, all'incontro al Grand Hotel Savoia
La pubblicazione offre un viaggio narrato e per immagini nelle case tradizionali ampezzane, ma non parla solo di case e di omaggi alla bellezza, piuttosto raffigura il modo in cui si viveva e si vive in uno dei luoghi montani più conosciuti a livello internazionale.
All’incontro, moderato da Francesco Chiamulera, l’autrice ha sottolineato l’importanza di mantenere con affetto le tradizioni e la propria lingua, senza indulgere alla retorica: l’immagine di tante donne alla Messa di mezzanotte vestite con abito tipico ampezzano ha parlato con autenticità dell’amore di ritrovarsi in alcuni momenti con emblemi identitari all’interno di riti comuni.
A inaugurare la carrellata di bellissime immagini che ha accompagnato l’appuntamento è apparsa una sciatrice elegantissima, affacciata da una foto centenaria. Inevitabile parlare di sport invernali, della loro storia e dei cambiamenti che ha portato sul territorio la loro evoluzione. È stata ricordata la costruzione della prima funivia di Cortina a Pocol, servizio funzionale allo sport che invitava a contemplare in comodità il paesaggio della Conca durante la risalita.
A Cortina si arrivava un tempo a dorso di mulo, una caratteristica del suo territorio era l’inacessibilità — ora è facilmente raggiungibile, ma invasa dal traffico in certi periodi dell’anno, come tutte le mete vacanziere sofferenti l'overturism. D’altra parte, è stato affermato, il prodotto interno lordo della zona oggi dipende dal 75 per cento dagli introiti degli impianti di risalita, quelli che Hemingway in anni lontani scrisse che proprio non capiva e non amava.
Le radici fastose del luogo sono storicamente dette: nel circondario, oltre alle dimore di cui si occupa in dettaglio il libro, ci sono resti di castelli-residenze di caccia di cui rimangono solo tracce, storie e leggende. Ritornando alla nascita degli sport legati alla montagna, che sono molti e fiorenti prima del 1956 (anno dei VII Giochi Olimpici invernali) hanno avuto un ruolo chiave nel trasformarla da luogo montano frequentato da élite e famiglie reali, a un centro ricercato e alla moda popolato da nuovi imprenditori, intellettuali, uomini d’arte e di cultura, sportivi e amanti degli sport, turisti. Le Olimpiadi del 2026 non saranno un evento paragonabile in termini di evoluzione socio-economica a ciò a cui si diede il via una settantina di anni fa, ha affermato Giol, i tempi sono ben altri.
Nel libro si confrontano stili architettonici onorando i contributi di Luigi Vietti, architetto delle case per le vacanze, dimore orientate a ricevere e fare feste, e di Edoardo Gellner, con il suo modernismo alpino, esplorato anche seguendo le tracce delle ambientazioni del film La pantera rosa, girato nel 1963, con interprete femminile Claudia Cardinale.
Girando per Cortina e dintorni, si possono ammirare costruzioni che seguono livelli di necessità, inglobanti elementi come il toulà (ex-ricoveri per gli animali e fienile). Negli interni si ammirano stübe e caminetti illustri, oltre a elementi che raccontano la parte veneziana di Cortina; gli scatti raccontano complementi d’arredo che parlano di incroci di culture, come il “Luster” tirolese, originale lampadario decorato con corna portatore di luce nelle case; si indagano attraverso gli oggetti presenti nelle case tecniche artigianali di lavorazione del legno e di altri materiali autoctoni. Tra le persone, compaiono figure che rappresentano l’eccellenza in vari campi, fra gli altri scrittori e giornalisti che amarono Cortina, come il già citato Ernest Hemingway, Goffredo Parise, Indro Montanelli con Colette Rosselli, e poi donne borghesi, cosmopolite inglesi e americane che con coraggio e intraprendenza scelsero l’Ampezzano come luogo dell’anima.
Crocevia di culture e di lingue omaggiato dalla bellezza della natura, Cortina narra la sua storia regale e articolata anche attraverso le sue dimore e l’abitare.
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