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Pubblicato il 29-12-2021 11:15
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Tra le opere-algoritmo di Ravà

C’è tempo fino a domenica 9 gennaio per visitare ad Asolo la mostra di opere perennemente in dialogo di Tobia Ravà

Tra le opere-algoritmo di Ravà

la mostra Divine Armonie di Tobia Ravà, ad Asolo

C’è tempo fino a domenica 9 gennaio per visitare ad Asolo la mostra Divine Armonie. Il rinascimento di Tobia Ravà ospitata al Museo Civico cittadino. L’esposizione è organizzata da PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea di Mirano — e dall’Associazione culturale Fabula Viva, ed è curata da Patrizia Lazzarin e Maria Luisa Trevisan.
Il rinascimento che tutti auspichiamo è raccontato dalle opere di Ravà in dialogo con le stanze e le opere del museo e create con le lettere di un alfabeto molto antico, quello ebraico, con parole e concetti che prendono ispirazione dal pensiero e dagli scritti di mistici e kabbalisti. Per affinità o contrasto, ma sempre in tensione narrativa, le creazioni dell’artista veneziano d’adozione il cui lavoro è apprezzato nei luoghi dell’arte a livello mondiale vivono le stanze del museo e mettono in risalto le affinità dell’antico borgo medievale, in cui vi era un insediamento ebraico, e gli interessi esoterici e riferibili alla cabala degli artisti che frequentavano la corte di Caterina Cornaro; omaggiano in ritratti o accostamenti creati appositamente dall’artista oltre alla regina di Cipro, Armenia e Gerusalemme, anche Eleonora Duse e Freya Stark, e poi Dante Alighieri, Antonio Canova e Isaac B. Singer, premio Nobel per la letteratura nel 1978.
Il legame di Ravà con il territorio dei cento orizzonti ha ragioni storiche, famigliari ed elettive. Oltre ai ritratti, paesaggi, assemblaggi e sculture realizzate su bronzo a cera persa sono disseminati di una molteplicità di richiami iconici a fonti spirituali, filosofiche e scientifiche che l’artista riversa da sempre nelle sue creazioni. Pesci, serpenti, leoni accovacciati, ricerontesse celebri evocano storie nelle storie che parlano di testi sacri e di un sapere antico. La ricerca che ha coinvolto il linguaggio pittorico di Ravà fin da giovane e in particolare dagli anni Novanta è indirizzata ad approfondire il percorso della lingua ebraica che viene chiamato “ghematria”, ovvero la corrispondenza tra lettera e numero delle parole che fanno del testo biblico anche un testo matematico. “Non è necessario che i visitatori conoscano questi principi, un’opera d’arte deve trasmettere empatia a prescindere dalla sua spiegazione” afferma spesso l’artista rivolgendosi al pubblico delle esposizioni, ma è lecito perdersi nel dettaglio, anche solo in incanto nella texture alfa-numerica che è la cifra (è il caso di dirlo) dei suoi lavori, in questa mostra “in contaminazione” tra le sale della pinacoteca e in sala della Ragione.
I paesaggi, le foreste alchemiche, gli scorci architettonici presenti in mostra raccontano una natura e un’umanità che interagiscono non sempre in armonia e equilibrio ma che parlano nel profondo un linguaggio comune ancora sconosciuto.
Inaugurata lo scorso ottobre, la mostra è stata corredata di un ciclo di appuntamenti atti a esplorare gli intrecci cari a Ravà tra le arti, la matematica e la mistica ebraica: una conferenza tenuta dallo stesso artista, uno spettacolo della compagnia Il Ruggiero intitolato Dante e le vie degli Ebrei e un incontro con Vittorio Robiati Bendaud sui contatti tra la lingua italiana e la cultura ebraica da Francesco d’Assisi a Dante fino a Mario Rigoni Stern; anche la musica è stata coinvolta in omaggio al connubio tra le arti con il concerto Una bellissima festa tour, della band “Diplomatico e il collettivo Ninco Nanco”, il cui ultimo singolo è ispirato ai lavori di Ravà.
La mostra è visitabile il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 15 alle 18 (tranne l’1 gennaio). L’ingresso è libero, previa prenotazione, con possesso del Green Pass. Per informazioni: info@museoasolo.it

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