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Il Volo inaugurano il Marostica Summer Festival

Dopo dieci anni i tre tenori tornano ad esibirsi con brani iconici e inediti tratti dal nuovo album “Ad Astra”

Pubblicato il 04-07-2024
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E’ il trio de “Il Volo” ad aver inaugurato la kermesse “Marostica Summer Festival”, bagnata da una pioggia che non ha intimorito le 4mila persone presenti.

Il repertorio della serata non è stato solo operistico, ma ha attinto con intelligenza al pop italiano. Una scaletta di 25 brani che tutti, almeno una volta, abbiamo cantato a squarciagola. Dal più conosciuto “Nessun dorma” a “Se telefonando”, passando per “Caruso”, “Capovaloro” e “Il mondo” solo per citarne alcuni.

Il Volo sul palco del Marostica Summer Festival - Minerva Photography


Il Volo, nello specifico Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, sono uniti da un matrimonio combinato, dove però i protagonisti si sono davvero innamorati.
In uno sliding doors immaginario potremmo averli conosciuti separati, con i loro nomi e cognomi e carriere diverse; invece, il destino li ha uniti nel lontano 2009, quando gli autori di “Ti lascio una canzone”, condotto da Antonella Clerici su Rai Uno, hanno intuito che i tre giovani insieme avrebbero potuto formare un gruppo di grande successo, e così è stato!

Il segreto del loro legame sta nella passione per il lavoro e nel rispetto delle rispettive identità. Anche se ognuno di loro brilla da solo, sono per tutti Il Volo!
Lo hanno ribadito a gran voce durante il concerto. Quindici anni di collaborazione rappresentano un viaggio di crescita, un’opera che mette in risalto varie sfumature personali e vocali, dimostrando che è proprio grazie alle diversità che si crea la magia.

La direzione dell’orchestra, che ha accompagnato i tre giovani artisti de Il Volo, è stata affidata al manerbiese Maestro Edmondo Mosé Savio, coinvolto con il terzetto musicale proprio dall’anno della formazione del gruppo.
Sono l’archetipo dei “bravi ragazzi” eredi di valori e rispetto per le diverse culture, che fanno capolino dalle loro radici familiari.

Ignazio afferma che: «L'educazione ricevuta in famiglia ci ha sicuramente aiutati, ma è stata anche la vita che abbiamo condotto fin qui, viaggiare e conoscere il mondo nelle sue mille sfaccettature, a farci crescere più in fretta».

Gianluca ribatte che: «Siamo anche un po' folli. Viaggiamo da quando avevamo 14 anni, mangiamo di tutto senza problemi, siamo stati a Rio De Janeiro almeno 15 volte, in America 50 volte. A 30 anni abbiamo già vissuto cento vite».

Piero conclude: «Per questo potremmo vivere ovunque e viaggiare ci ha insegnato a essere aperti alle altre culture. Il viaggiatore è sempre pronto ad accettare ciò che ti propone un luogo, un popolo, una cultura. Però in Oriente farò fatica a mangiare di nuovo le meduse: sono il mio terrore quando mi tuffo in acqua».
Il prossimo appuntamento in scaletta è per sabato 6 luglio con cantante Emma.

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