Enogastronomia

PiWi e vegeti

Presentato il progetto, in parte già realizzato, dell’azienda agricola Ca’ Apollonio a Romano d’Ezzelino teso a riqualificare 16 ettari di terreno tra ulivi, ciliegi, varietà antiche di cerali e vigneti PiWi.

Pubblicato il 04 giu 2018
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Un progetto molto ambizioso quello dell’Architetto Massimo Vallotto che, con la moglie Maria Pia, ha pensato di realizzare il loro sogno di vivere, e di far vivere le persone, in un ambiente più sano e sostenibile. Ne sono certo, un progetto così deve essere nato da un sogno e dalla necessità di riappropriarsi di ritmi che solo la natura può dettare.
Se i sogni sono di questa entità, per poterli realizzare ci vuole molta concretezza e soprattutto serve riunire capacità professionali autorevoli e di varia natura. Così è stato. Sono 16 gli ettari oggetto della riqualificazione che Vallotto ha pensato secondo uno schema inusuale che poggia sulla volontà di agire nel rispetto della natura e con pratiche agronomiche e architettoniche sostenibili, senza cioè che non vi sia nulla a carico del pianeta terra.
Sono stati piantati 70 giovani ulivi, 400 piante tra ciliegi, querce, rose, ulivi cipressini, cornus, prunus e sambuchi . Varietà di frutta che sarà destinata alla distillazione sotto l’ala protettiva del grande Maestro della distillazione Vittorio Capovilla.

Massimo Valotto e la moglie Maria Pia

Per quanto riguarda la vigna, la cantina si chiamerà Ca’ da Roman, la scelta ricade nell’impianto di 6 ettari con varietà Piwi resistenti alle patologie funginee, nello specifico Souvigner Gris. Piwi è l’acronimo di una parola tedesca impronunciabile, PIlzWIderstandfähige che significa appunto resistente ai funghi, attenzione, si legge “PiVI” e non” Piui”. Un progetto tedesco che sempre più sta prendendo piede anche nella nostra penisola e che mira a creare varietà di vigna resistenti all’oidio e alla peronospera e che quindi evitano spargimento di prodotti chimici di sintesi nell’aria e nel terreno. In futuro, attraverso le varietà Piwi,, i Vallotto stanno pensando di dare vita al “Vino del Grappa” impiantando a 1300 metri di altitudine varietà che si possano adattare a climi più rigidi.
Nel progetto sono impegnati architetti del paesaggio che hanno avuto il delicato compito di armonizzare il tutto secondo logiche estetiche che solo l’eleganza della natura può suggerire. L’edificio storico, in fase di restauro, seguirà i protocolli di “Casa Clima R” e “CasaClima Hotel” ospitando l’area SPA Wellness e Fitness Area con l’obiettivo di aprire al pubblico entro il 2020.
L’obiettivo sarà quello di terminare il tutto ed essere completamente a regime entro il 2023.
L’idea che l’imprenditoria locale possa prendere una simile strada fa ben sperare per le generazioni a venire affinché possano avere a disposizione un mondo migliore. I ritmi della natura si sa sono lunghi ma noi non abbiamo fretta. Attendiamo con ansia lo sviluppo del progetto. PiWi e vegeti.

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