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Che cosa c’è di più piacevole da fare in questi caldi e assolati giorni di Ferragosto?
Stare spaparanzati sulla sdraio in piscina a gustarsi una bibita fresca? Pedalare sul pattìno per poi tuffarsi nelle fresche acque del mare? Ballare il ballo dell’estate, guidati dagli animatori del villaggio turistico, sulla spiaggia al tramonto?
Nossignori. La cosa più bella e più rilassante da fare è scrivere un articolo (da parte mia) e leggerlo sotto l’ombrellone (da parte vostra) sull’intricata vicenda di una polizza fideiussoria collegata ai lavori infiniti di Piazza Duomo a Rossano Veneto, che vede in contrapposizione il Comune da una parte e la Parrocchia dall’altra e che è finita nel mirino del gruppo consiliare di minoranza guidato dall’ex sindaco ed ex vicesindaco Morena Martini. Un gran bel casino municipale, senza l’accento sulla “o”.
Il cantiere di Piazza Duomo a Rossano Veneto (archivio Bassanonet)
Siete pronti per questa scarica di goduria canicolare, che neanche un’abbronzatura presa al solarium al mare o in montagna sarebbe in grado di regalare?
E allora andiamo.
Tutto ha avuto inizio il 23 novembre dell’anno del Signore 2019, quando la Martini era sindaco.
In quella data, in vista dei lavori per la riqualificazione di Piazza Duomo - la cui posa della prima pietra avrebbe poi avuto luogo il 27 settembre 2021 -, il consiglio comunale di Rossano Veneto approvava la convenzione urbanistica con la Parrocchia.
Il 4 dicembre 2019 la convenzione tra Comune e Parrocchia veniva quindi firmata.
Il 3 marzo 2020 (scusatemi se insisto con le date ma sono sempre importanti) il Comune di Rossano affidava alla compagnia assicuratrice UnipolSai la stipula della polizza fideiussoria a favore della Parrocchia, a garanzia della realizzazione delle opere oggetto di cessione da parte della Parrocchia stessa.
Una fideiussione che in caso di inadempienza da parte del Comune avrebbe obbligato il Comune medesimo al pagamento alla Parrocchia di una penale di 1 milione e 380mila euro, mica noccioline da comprare al patronato parrocchiale.
Ma, Houston, abbiamo un problema.
La convenzione urbanistica siglata tra Comune e Parrocchia con atto notarile non era quella approvata il 23 novembre 2019 dal consiglio comunale: conteneva infatti delle garanzie supplementari richieste dalla Parrocchia.
Tale accordo modificato non è però più ripassato in consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
“E per fortuna che non è più ripassato”, commenta Morena Martini, interpellata da Bassanonet.
Morale della favola: nel giugno 2023 la Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria, per il tramite dei propri avvocati, richiedeva l’escussione della polizza a fronte dei ritardi riscontrati nell’esecuzione dei lavori.
Il tutto per la somma di 1 milione e 380mila euro, più 1000 euro per ogni giorno di ritardo, più la restituzione dei terreni concessi per l’ampliamento della piazza e dell’asilo che si stava ristrutturando.
“Sarebbe stato il fallimento del Comune”, osserva la Martini.
Ma ecco che - colpo di scena - la questione è stata risolta dall’intervento della giustizia ordinaria.
Il 22 gennaio 2024 un’ordinanza del Tribunale di Vicenza ha infatti accertato la nullità della convenzione sottoscritta dal notaio, perché non approvata dal consiglio comunale, dichiarando l’invalidità della polizza fideiussoria con conseguente inibizione dell’escussione da parte della Parrocchia.
In altre parole: “Il 22 gennaio 2024 il Giudice, con ordinanza inequivocabile, ha accertato che la polizza non esiste giuridicamente, perché legata ad una convenzione urbanistica anch’essa nulla.”
È quanto afferma un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione dalla minoranza consiliare di Rossano Veneto, a firma dei consiglieri Michele Campagnolo, Gianni Faggion e Morena Martini.
Ma tutto questo rappresenta il pregresso della storia, perché il vero oggetto del comunicato dell’opposizione è un altro.
Il fatto contestato da Martini & Friends è il seguente: nonostante l’evidenza che la polizza fideiussoria sia stata dichiarata giuridicamente nulla dal giudice, il Comune di Rossano Veneto continua a pagare i relativi premi alla compagnia assicuratrice UnipolSai.
Ovvero, come dichiara testualmente la nota della minoranza ricevuta in redazione:
“Nonostante ciò, il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), dott. Ivan Moresco, ha continuato a firmare determine di pagamento, violando un provvedimento giudiziario e aggravando il danno al bilancio comunale.”
Lo attestano due determine comunali: la prima, del 14 agosto 2024, di pagamento dei premi per il secondo semestre 2023 e primo semestre 2024; la seconda, del 1 ottobre 2024, di liquidazione del premio per il secondo semestre 2024.
Lo scorso 1 luglio 2025 la consigliera Martini ha trasmesso una diffida formale al RUP “per sospendere ogni atto relativo alla polizza e ritirare in autotutela i pagamenti emessi”.
Il RUP, come segnala l’opposizione, “ha scelto invece di ignorare la diffida, confermando l’intenzione di continuare a pagare” con la giustificazione di “tutelare l’Ente”. Così nella risposta del RUP Moresco dello scorso 4 agosto.
“Tutelare l’Ente, pagando per un contratto nullo? È un’assurdità che umilia il buon senso e calpesta il principio di legalità - afferma Michele Campagnolo -. Per tutelare davvero l’Ente, il RUP doveva bloccare i pagamenti, revocare gli atti, recuperare le somme e rispettare la pronuncia del Giudice. Invece ha scelto la strada opposta.”
“Il dottor Moresco continua a pagare per qualcosa che il Tribunale ha detto chiaramente che non esiste - interviene Morena Martini -. Sbagliare è umano e, quando ci siamo accorti dei pagamenti, abbiamo inviato una lettera al RUP e agli Enti per informare della situazione e dare modo di porre rimedio.”
“Non è stato fatto - aggiunge l’ex sindaco e vicesindaco - e questo perseverare nell’atto e non recuperare le somme versate, pur a conoscenza del reato, costituisce una condotta omissiva non protetta dallo scudo erariale.”
Per il gruppo di minoranza, il risultato di tutto ciò è il seguente:
“Risorse pubbliche dissipate su una polizza che il Giudice ha dichiarato inesistente; violazione dell’ordinanza giudiziaria che inibisce qualsiasi pagamento o escussione della polizza; possibile danno erariale che ora chiediamo sia accertato dalla Corte dei Conti; sospetto abuso d’ufficio e omissione di atti dovuti.”
“In qualunque azienda privata, chi perseverasse in un atto contrario a una sentenza verrebbe immediatamente rimosso - incalza il comunicato dei Martiniani -. A Rossano Veneto, invece, assistiamo a una gestione che sembra proteggere interessi esterni piuttosto che l’interesse pubblico.”
Per questo l’opposizione ha inviato formale segnalazione “alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, alla Procura Regionale della Corte dei Conti per il Veneto, al prefetto di Vicenza e al revisore dei conti e al segretario comunale”.
“Chiediamo con forza l’apertura di indagini per accertare le responsabilità personali e patrimoniali di chi ha ignorato un ordine del Giudice e ha impegnato soldi dei cittadini in un titolo giuridicamente inesistente. I cittadini di Rossano Veneto meritano un’amministrazione che rispetti le leggi, le sentenze e il denaro pubblico”, afferma il consigliere Gianni Faggion, che aggiunge:
“È stata proprio questa amministrazione a volerci dare il ruolo di controllori e noi lo facciamo con coscienza, impegno e responsabilità. Il nostro unico obiettivo è la giustizia nella macchina amministrativa.”
Il totale delle somme finora corrisposte dal Comune all’assicurazione ammonta a circa 18mila euro (17.762,60 euro per gli amanti della precisione).
“È un dovere per ogni funzionario recuperare la somma - conclude la minoranza -. Il fatto che sia stata prevista a bilancio non vuole dire che si debba spendere ad ogni costo. La nullità dell’atto configura quale indebito oggettivo il pagamento e vi è il dovere di recupero.”
E così, l’infinita Rossanovela sui lavori di Piazza Duomo si arricchisce di una nuova puntata, che ovviamente promette ulteriori sviluppi.
Che dire, in conclusione?
Buon Ferragosto a tutti, rossanesi e non.
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