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Non solo l'orso nelle cronache sulla difficile convivenza tra animali selvatici e uomo. La caccia aperta alle nutrie, presenti anche lungo il Brenta, diventa legge. Esulta Coldiretti: “Un provvedimento da noi fortemente voluto e sostenuto”

Pubblicato il 19 ago 2014
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Non c'è solo l'orso ad animare le cronache estive sulla difficile convivenza tra gli animali selvatici e l'uomo. Nel mirino dei difensori degli ambienti antropizzati ci sono anche le nutrie, i poco simpatici roditoroni originari del Sud America e poi “esportati” in Europa dove questi voluminosi cugini dei castori si sono ulteriormente moltiplicati, invadendo soprattutto gli argini dei fiumi e provocando danni ai fossi e ai canali di irrigazione, e quindi all'agricoltura, costituendo persino - secondo una radicata corrente di pensiero - una delle cause del dissesto idrogeologico del territorio.
Una “presenza” nociva a tal punto che l'anno scorso il presidente del Wwf di Cesena Ivano Togni - andando controcorrente rispetto ad altre associazioni ambientaliste e animaliste che difendono invece questi mammiferi a spada tratta - aveva dichiarato che le nutrie, in quanto “specie alloctona invasiva che costituisce una seria minaccia per altre specie animali autoctone e in generale per la nostra biodiversità” sono una specie “da eradicare su tutto il territorio nazionale”.
Un auspicio che ora è diventato norma dello Stato, con la conversione in legge del decreto n. 91 del 24 giugno 2014, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede che le nutrie “possono essere cacciate in qualunque modo e tempo”.

Una nutria nella sua tana (foto Coldiretti VIcenza)

La questione riguarda anche il nostro territorio, dacché tali roditori hanno da tempo trovato il loro habitat anche lungo le sponde del Brenta e nel resto della provincia dove questa “baffuta popolazione”, come la chiama poeticamente una datata nota ufficiale della Provincia di Vicenza, ha “ormai invaso ogni metro di pianura vicentina dove vi sia comunque un piccolo corso d'acqua” (sic, dal medesimo comunicato - NdR).
Esulta alla notizia della conversione in legge del decreto anti-nutrie il tedaroto Martino Cerantola, presidente provinciale di Coldiretti Vicenza.
“Si tratta di un testo normativo fortemente voluto e sostenuto da Coldiretti - spiega Cerantola - che ha esortato gli organi di governo, e le amministrazioni locali prima, ad individuare delle soluzioni ai distruttivi effetti che le nutrie producono sul territorio, con riflessi sotto il profilo della sicurezza idrogeologica che destano grande preoccupazione.”
“Un risultato significativo - conclude il presidente provinciale di Coldiretti - che potrebbe aggiungere un tassello sul versante della sicurezza del nostro territorio. È chiaro, tuttavia, che non si può trattare dell’unica iniziativa, ma occorrerà presto riflettere, come più volte esortato da Coldiretti, sulla pulizia degli argini e degli alvei fluviali, nonché, più in generale, sull’eccessivo sfruttamento del territorio.”
Il provvedimento legislativo non riguarda altre specie di roditori infestanti: il comma 12 bis del decreto di cui sopra recita infatti che “le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai ratti, ai topi propriamente detti, alle arvicole”. E' dunque la nutria il target privilegiato dell'operazione “Wanted”.
Le pantegane, per il momento, sono salve.

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